Come e dove vanno i capitali: il mito della rotazione fiscale

Andamento dei mercati e rotazione fiscale a livello globale. Secondo gli esperti, i flussi di capitale saranno condizionati anche dalle tasse

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Andamento dei mercati e rotazione fiscale a livello globale. Secondo gli esperti, i flussi di capitale saranno condizionati anche dalle tasse

Stiamo assistendo, o siamo in procinto di assistere, a una rotazione globale economicamente significativa dalla politica monetaria alla politica fiscale. Ciò è dovuto alle elezioni presidenziali americane dell’anno scorso, quando le proposte consistevano in nuove spese infrastrutturali, consistenti riduzioni fiscali – o entrambe. Dodici mesi dopo e la realtà è meno eccitante. È probabile che il Congresso approverà i tagli fiscali all’inizio del prossimo anno, ma i benefici saranno modesti e temporanei, e non vi è alcun piano infrastrutturale in vista.

 

La rotazione fiscale e gli Stati Uniti

 

Spostando l’attenzione dagli Stati Uniti – osserva Jeremy Lawson, Capo Economista di Aberdeen Standard Investments –  l’impulso fiscale globale è stato minimo nel 2017 e l’ anno prossimo probabilmente non sarà diverso. Secondo i dati dell’ FMI, tra le 40 maggiori economie mondiali, solo 10 vedranno i loro saldi primari delle amministrazioni pubbliche ridursi di oltre lo 0,5% del PIL quest’ anno, con un saldo mediano che dovrebbe rimanere pressoché invariato a partire dal 2016. Inoltre, solo due paesi – Hong Kong e Singapore – potevano essere considerati economie avanzate e nessuno aveva mai avviato QE in precedenza.

 

Dove scenderà la pressione fiscale?

 

In vista del 2018, sulla base della legislazione attuale, i governi di 17 dei 40 paesi su 40 dovrebbero allentare strutturalmente le loro casse, ma solo in quattro di questi paesi – Brasile, Cile, Perù e Romania – si prevede un allentamento superiore allo 0,5% del PIL. Gli Stati Uniti potrebbero unirsi a loro, ma il punto rimane che non esiste una rotazione fiscale generalizzata. Abbiamo regolarmente sostenuto – conclude Lawson  – che vi è lo spazio e la necessità di misure fiscali ben mirate per contribuire maggiormente alla crescita delle economie avanzate, sia in quelle che ancora dispongono di capacità inutilizzate, sia in quelle in cui la carenza di infrastrutture grava sulla produttività. Purtroppo vi sono pochi elementi che indicano che si profila un cambiamento così ampio e diffuso nel panorama fiscale.

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