Misure eccezionali per salvare l’Euro, Draghi rilancia l’impegno

Stop a politiche fiscali errate da parte dei singoli paesi che danneggiano l'intera Europa

di Enzo Lecci, pubblicato il
Stop a politiche fiscali errate da parte dei singoli paesi che danneggiano l'intera Europa

Il numero uno della Bce Mario Draghi ha ribadito, in un’intervista pubblicata dal tedesco Die Zeit, la necessità che la Bce vari misure eccezionali per rilanciare la politica monetaria e mettere al riparo l’Euro da qualsiasi rischio. L’intervento di Draghi è stato molto simile a quello di inizio agosto, quando, durante il board della Banca Centrale Europea, aveva sottolineato la volontà dell’Eutotower di procedere con l’introduzione di specifiche misure, una volta stabiliti i margini di manovra della banca centrale.  

Acquisto Bond Bce sempre più probabile

Come in quella occasione, anche in quest’ultima intervista, Draghi ha ribadito che la Bce resterà indipendente e agirà nei limiti del suo mandato, fermo restando che a volte è la stessa applicazione del mandato che richiese l’adozione di provvedimenti che vadano oltre l’adozione degli ordini strumenti di politica monetaria. “Quando i mercati sono frammentati o influenzati da paure irrazionali, i segnali di politica monetaria non arrivano ai cittadini in maniera omogenea nell’area euro” – ha affermato Draghi – e quindi è necessario rimediare a questa situazione attraverso misure eccezionali”. Nel suo intervento Draghi ha anche insistito sulla necessità di correggere gli errori che sono stati rivelati dalla crisi del debito, non semplicemente tornando allo status quo ante, ma introducendo un vero controllo sui bilanci. Per Draghi infatti oramai palese, come hanno dimostrato le tensioni di questi giorni, che non può esistere una moneta unica con politiche fiscali e finanziarie che siano mal coordinate. La soluzione secondo il numero uno dell’Eurotower passa quindi dal trasferimento a livello europeo del controllo sulle politiche fiscali, poichè, la storia recente ha mostrato che politiche errate in un contesto di unione monetaria generano conseguenze gravi per tutti i membri.  

Non può esistere una moneta senza un unico controllo sui bilanci e le politiche fiscali

Il cammino tracciato dal numero uno della Bce sembra quindi abbastanza chiaro: intervento per impedire che la speculazione possa accanirsi sui titoli di stato di  quei paesi virtuosi allargando a dismisura lo spread in cambio di un forte controllo sui bilanci degli Stati membri. Le parole di Draghi inoltre sembrano confermare l’impressione dei mercati e i rumors di questi giorni che giudicano sempre più plausibile un intervento della Bce sui titoli di stato dei paesi in difficoltà attraverso un meccanismo creato ad hoc. La Bce quindi, se venissero superate le residue opposizioni della Buba, si candiderebbe a creare uno strumento contro la corsa dello spread, in cambio però di una vigorosa accelerazione nel processo di controllo sulle politiche fiscali dei singoli paesi.

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Argomenti: Bce