Milioni di uova contaminate e ritirate dai supermercati: i rischi in Italia e cosa sta succedendo in Nord Europa

Ancora scandali alimentari: milioni di uova contaminate sono state ritirate dal mercato in Nord Europa. Cosa sta succedendo e i rischi in talia.

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Ancora scandali alimentari: milioni di uova contaminate sono state ritirate dal mercato in Nord Europa. Cosa sta succedendo e i rischi in talia.

Un nuovo scandalo alimentare sta colpendo il Nord Europa: test effettuati su uova, feci e sangue del pollame di circa 180 fattorie olandesi ha evidenziato un livello molto alto di un insetticida – il Fipronil – che, stando a quanto delineato dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), può essere molto pericoloso per l’uomo, comportando danni alla tiroide, al fegato e ai reni, qualora lo si dovesse ingerire in grandi quantità.

Si tratta di uno degli insetticidi più tossici in circolazione: viene usato spesso per ‘proteggere’ le coltivazioni, ma anche in veterinaria contro pulci, zecche e pidocchi. Lo scandalo è partito dall’Olanda, ma è in Germania che la Procura ha aperto un fascicolo e ordinato la chiusura delle fattorie olandesi e il ritiro dai supermercati delle uova presumibilmente infette.

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Quali rischi con l’ingerimento delle uova contaminate?

In Germania, è davvero psicosi collettiva. L’Istituto Federale per la Valutazione del Rischio, le cui indicazioni sono state citate dalla Deutsche Welle, un bambino di circa 16 chilogrammi di peso potrebbe mangiare fino a 1,7 uova contaminate senza incorrere in rischi; mentre un adulto di 65 chilogrammi addirittura fino a 7 uova al giorno. Le uova contaminate, secondo Christian Meyer, ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, potrebbero essere nell’ordine di 10 milioni, anche se da Berlino arrivano dati più contenuti, circa 3 milioni di uova potrebbero essere state esposte al Fipronil e importate in Germania.

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Ma qual è il motivo di questa contaminazione delle uova?

Secondo quanto riportato dal The Guardian, la sostanza illegale potrebbe essere stata mescolata ad altre ‘legali’, in maniera tale da aumentare la produttività e la resa, creando un cocktail che sarebbe stato utilizzato per più di un anno. Insomma, ancora una volta a regnare, anche sulla salute umana, è il principio del profitto: scandali di questo tipo, dunque, non avvengono soltanto in Italia. Inquietante anche la dichiarazione dell’autorità competente olandese, che ha detto chiaro e tondo che si tratta di un’inchiesta difficile, perché le uova sono state effettivamente mangiate e le analisi stanno procedendo, ma non è facile inquadrare quali sono le fattorie ‘responsabili’.

Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è che l’Olanda è una delle massime produttrici di uova in Europa e al mondo: ogni anno, infatti, si producono ben 10 miliardi uova. Insomma, il timore è il disastro economico per uno dei comparti di punta dell’economia olandese.

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Quali rischi per l’Italia?

Al momento non dovrebbero esservi rischi per l’Italia (il condizionale è d’obbligo), che importa una quota di uova dall’estero davvero minima. Una riflessione, però, è necessaria: gli scandali alimentari si diffondono a macchia d’olio e spesso non hanno la dovuta risonanza; i governi dovrebbero evidentemente applicare in maniera molto più severa la normativa vigente o anche renderla più ‘efficace’ e pervasiva, perché – al di là di una riflessione sul futuro umano – scandali di questo tipo hanno costi sociali elevatissimi, per quanto concerne i servizi sanitari nazionali. Prima di imboccare una via di non-ritorno, occorrerebbe uno scatto di coscienza.

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