Milano Fashion Week 2020, il Coronavirus mette a rischio salute e affari

Fashion Week a Milano ai tempi del virus cinese. La manifestazione cade nei giorni in cui risultano essere state contagiate tre persone nel lodigiano e si teme per il flop, oltre che per il rischio sanitario in città.

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Fashion Week a Milano ai tempi del virus cinese. La manifestazione cade nei giorni in cui risultano essere state contagiate tre persone nel lodigiano e si teme per il flop, oltre che per il rischio sanitario in città.

Non è una settimana della moda come un’altra quella di quest’anno a Milano. Periodo infelice per la manifestazione, che cade nel bel mezzo del panico da Coronavirus, la pandemia che sta tenendo in quarantena centinaia di milioni di cinesi e che registra anche numerosi casi di contagio all’estero, Italia compresa. Anzi, proprio la Lombardia è al centro delle cronache in questi giorni, dopo l’accertamento (dati a ieri sera) di 54 casi di contagio in appena due giorni, oltre a 17 in Veneto, 2 in Emilia-Romagna e 1 in Piemonte. Un manager di 38 anni avrebbe contratto il virus successivamente a una cena con amici tornati dalla Cina alla fine di gennaio. L’uomo, residente a Castiglione d’Adda, nel lodigiano, era entrato al pronto soccorso di Codogno, sempre in provincia di Lodi, nei giorni scorsi, avvertendo i tipici sintomi del virus cinese, tra cui difficoltà respiratorie.

Fatto sta che sono risultati positivi al test sia la moglie incinta e un amico, che insieme a centinaia persone che erano entrate in qualche modo di recente in contatto con il paziente uno sono stati messi in quarantena. E la quarantena è scattata anche per una decina di comuni coinvolti, in totale decine di migliaia di abitanti, a cui viene intimato di non uscire per strada, se non in casi di reale emergenza. Nel frattempo, due le vittime, entrambe over 70, una in Lombardia e un’altra in Veneto.

In questo clima drammatico, dicevamo, a Milano si celebra il Fashion Week. Già prima della notizia sui contagi in Lombardia, l’umore non era esattamente alle stelle tra gli operatori del settore. Circa l’80% di buyer, giornalisti e influencer cinesi (un migliaio di persone in meno) è dovuto rimanere a casa proprio a seguito del Coronavirus, che sta bloccando gli spostamenti verso e dalla Cina.

La moda italiana incide per oltre il 5% del pil con un fatturato di 90 miliardi, di cui l’80% maturato all’estero.

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E quello cinese è diventato un mercato importante per il segmento lusso, tant’è che in settimana è scattato l’allarme anche per la compagnia dei diamanti De Beers, che ha chiuso il 2019 con gli utili più bassi da 20 anni a questa parte, cioè da quando ha perso il monopolio, avvertendo che le vendite in queste prime settimane del 2020 starebbero andando male, visto che pochi acquisti vengono registrati da clienti cinesi. Del resto, in pochi nello sterminato paese asiatico stanno avendo voglia e possibilità di andare in giro a fare shopping in questo momento.

E il Fashion Week rischia il flop anche sui timori dei visitatori non cinesi, italiani compresi, di recarsi in luoghi affollati. Per contro, proprio l’arrivo di migliaia di persone da fuori rischia di alimentare l’allarme Coronavirus nel capoluogo lombardo. Sentimenti contrastanti, insomma, che pesano come un macigno sull’umore della manifestazione, la principale vetrina della moda e del lusso in Italia durante l’anno. Una bella botta per un comparto, che nella sola Milano conta 23 mila imprese e 160 mila addetti e che rischia di subire un calo mensile del fatturato, stimato da Confcommercio in 250 milioni di euro, con il pil italiano atteso in calo per quest’anno dello 0,3%.

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