Milan, oggi sentenza di appello su Europa League. Higuain e Morata nel mirino del calciomercato rossonero

Attesa la sentenza di appello per il Milan sull'esclusione dall'Europa League. La difesa punta sulla nuova proprietà, che cerca il rilancio con un calciomercato estivo ghiotto: Higuain e Morata nel mirino.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Attesa la sentenza di appello per il Milan sull'esclusione dall'Europa League. La difesa punta sulla nuova proprietà, che cerca il rilancio con un calciomercato estivo ghiotto: Higuain e Morata nel mirino.

Stasera, sapremo finalmente se il Milan verrà escluso definitivamente dall’Europa League. Alle 9.30 di questa mattina è iniziata l’udienza del Tribunale arbitrale sportivo di Losanna, a cui il club rossonero ha fatto appello contro la sentenza UEFA, che lo esclude per almeno una delle due prossime stagioni dalle coppe europee. Il collegio giudicante è composto dallo svizzero Pierre Mueller, nominato dal Milan, dall’inglese Mark Hovell, nominato dalla UEFA e dall’indipendente Ulrich Haas, tedesco. Non è ammessa la presentazione di documentazione nuova, bensì la dissertazione solo di quella già esaminata in primo grado. La sentenza è attesa dopo le ore 18.00 e può prevedere tre esiti: il respingimento in toto dell’appello, il suo accoglimento e il rinvio alla UEFA per definire una nuova sentenza più leggera per la società.

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Nel primo caso, niente da fare per Marco Fassone, che oggi è presente in Svizzera con la responsabile finanziaria e i due legali incaricati della difesa. Nel secondo caso, il Milan tornerebbe a giocare in Europa League per la prossima stagione, mentre resterebbe da vedere cosa verrebbe deciso sulle altre sanzioni minori, magari grazie a un nuovo “settlement agreement”. Nel terzo caso, il Milan tornerebbe dinnanzi alla UEFA, la cui Camera giudicante dovrebbe ridefinire la pena, dato che le infrazioni al “fair play” finanziario rimangono intatte e si tratterebbe semmai solo di evitare la sanzione massima dell’esclusione dall’Europa League.

E ora il Milan parla inglese

Le probabilità per il Milan di uscire vincitore dalla giornata odierna non sarebbero alte, pur facendo presente il club che in altri casi, compreso quello riguardante l’Inter, i giudici sono parsi più clementi. Il Dinamo Mosca, ad esempio, presentava una condizione finanziaria peggiore, eppure è stato “graziato”, evitando l’esclusione dalle coppe europee. Ma il vero asso nella manica di Fassone stavolta sarà la proprietà, il punto debole della difesa in primo grado. Rispetto a giugno, quando arrivò la batosta della UEFA, il titolare non è più l’oscuro cinese Yonghong Li, le cui consistenze patrimoniali non sono state mai davvero accertate, bensì Elliott Management, ossia uno dei principali fondi di investimento al mondo e che di presentazioni non ne ha assolutamente bisogno.

Due gli obiettivi del creditore-azionista americano: massimizzare il valore della squadra, consentendogli di perseguire obiettivi sportivi più in linea con il blasone rossonero, ma al contempo ambendo al pareggio di bilancio. Il tutto finalizzato alla rivendita del club tra un anno al migliore offerente. Oggi come oggi, Elliott non solo rientrerebbe interamente dei 303 milioni di euro prestati a Li e Milan nel 2017 più gli interessi, ma riuscirebbe a realizzare un guadagno, se è vero che le offerte arrivate in queste settimane dall’America, tra cui quella di Rocco Commisso, si aggirerebbero sul mezzo miliardo.

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Higuain o Morata possibili acquisti

Il 21 luglio si terrà il cda del Milan, che avvierà formalmente la stagione americana, chiudendo quella disastrosa del cinese. In quella sede, sapremo se davvero Fassone e il ds Massimiliano Mirabelli resteranno in carica – si parla di un’uscita soft – e, soprattutto, se il calciomercato estivo sarà vivace come raccontano le cronache sportive di questi giorni, se vogliamo persino clamorose. Il Milan vorrebbe rafforzarsi in attacco, puntando l’attenzione su un giocatore da 30-40 gol, in grado di smuovere la classifica, quando la scorsa stagione Rino Gattuso ha dovuto compiere un miracolo per portare la squadra in sesta posizione. L’arrivo alla Juventus di Cristiano Ronaldo agevolerebbe le manovre rossonere: Andrea Agnelli dovrà vendere Gonzalo Higuain, sia per ragioni finanziarie, sia perché con il portoghese in attacco per lui non vi sarebbe più posto in campo. E allora, Gattuso potrà credibilmente mettere le mani sull’argentino, anche se l’acquisto peserebbe sulle casse milaniste all’incirca 60 milioni. Tanto varrebbe sul mercato Higuain e a tanto la Juve sarebbe disposto a venderlo, anche perché ciò consentirebbe ai bianconeri di realizzare una plusvalenza di all’incirca 15 milioni di euro, da iscrivere subito a bilancio.

Non solo Gonzalo, però. Le antenne di Fassone sono drizzate anche su Alvaro Morata, l’attaccante spagnolo in dotazione al Chelsea, il cui trasferimento dal Real Madrid è costato lo scorso anno agli inglesi ben 80 milioni. Se volessero rivenderlo, lo farebbero certamente per non meno di 65 milioni, cifra al di sotto della quale registrerebbero una minusvalenza. Dunque, servono tanti soldi al Milan. Da dove prenderli? A tale proposito, si pensa di cedere Leonardo Bonucci al Paris-Saint-Germain per 40 milioni, la stessa cifra sborsata un anno fa per strapparlo alla Juve. In questo modo, verrebbe messa a segno una plusvalenza per quasi una decina di milioni, preziosa per abbellire i bilanci. E André Silva? Gattuso continuerebbe a puntare su di lui, nonostante una prima stagione deludente, ma per 38 milioni minimi offerti, la società lo venderebbe pure. E c’è sempre Gigio Donnarumma a rappresentare la possibile fonte a cui attingere per recuperare quegli altri 50-60 milioni da utilizzare per sostenere la liquidità aziendale per i prossimi mesi o per finanziare un acquisto eccellente. In teoria, la sua cessione aprirebbe le porte della squadra sia a Higuain che a Morata, anche se appare difficile crederlo. E, soprattutto, ora che il PSG ha Gigi Buffon come portiere, quale sarebbe il club europeo disposto a comprare il 19-enne milanista?

Aldilà del calciomercato estivo, va sottolineato un dato: con il passaggio di proprietà a Elliott, 140 milioni tra debiti finanziari e relativi interessi sono stati di fatto cancellati, trasformati in capitale. Ne consegue che il Milan risulterebbe oggi indebitato complessivamente per circa 210 milioni di euro. Non pochi, tenuto conto che il fatturato della stagione 2016-’17 ha chiuso a circa 180 milioni di euro, uscendo dalla top 20 della classifica Deloitte. La scommessa del fondo è proprio questa, innalzare il fatturato a livelli compatibili con quelli di una grande squadra, cosa che non potrà che passare per il rilancio del brand, a sua volta legato ad acquisti di spessore, in grado di colpire l’immaginazione e di stuzzicare le fantasie dei tifosi. Basterebbe chiudere il calciomercato estivo senza ulteriori sbilanciamenti, nel frattempo pianificando una strategia credibile e vincente sul piano sportivo e finanziario per cercare almeno di pareggiare i conti dalle prossime stagioni. Prima, però, c’è lo scoglio Europa League. E tra poco sapremo com’è finita.

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Argomenti: Economia nel pallone