Milan, Mirabelli rischia il posto. Maggio mese cruciale per i rossoneri

Il Milan vivrà settimane intense a maggio, mese da cui dipende la stagione in corso e il futuro finanziario e dirigenziale del club rossonero.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Milan vivrà settimane intense a maggio, mese da cui dipende la stagione in corso e il futuro finanziario e dirigenziale del club rossonero.

Massimiliano Mirabelli rischia il posto. Il direttore sportivo del Milan sente di essere nel mirino del fondo Elliott Management, creditore del club rossonero per 123 milioni e di altri 180 milioni nei confronti della proprietà cinese di Yonghong Li. Gli americani hanno lasciato trapelare nei giorni scorsi che nessun dirigente sarebbe al sicuro, un monito piuttosto chiaro, rivolto non solo a Mirabelli, bensì pure all’ad Marco Fassone, che non ripete più di essere “una persona sola” con il collega. Elliott potrebbe prendere il possesso del Milan entro l’ottobre prossimo, quando scadranno i debiti di Li, oltre che della società, le cui azioni sono state date in pegno.

E non potrebbe soddisfare gli eventuali nuovi proprietari la campagna acquisti dell’estate 2017, quando un calciomercato da 241 milioni ha esitato una stagione a dir poco deludente, se è vero che Rino Gattuso si trova costretto a giocarsi il tutto per tutto nelle rimanenti quattro giornate di campionato di Serie A per rimanere in sesta posizione, ovvero in area Europa League. Ma la classifica dice che Fiorentina e Sampdoria rincorrono con soli 3 punti di svantaggio e l’ultima vittoria dei rossoneri risale a un mese e mezzo fa in trasferta contro il Genoa e avvenuta negli ultimi secondi della gara.

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I nodi rossoneri

Che la vicenda sia diventata complicata per Mirabelli lo ha capito anche il diretto interessato, che prova a difendersi, sostenendo di avere agito sempre e solo nell’interesse della società, chiedendo tempo per mostrare i risultati della nuova stagione inaugurata appena un anno fa e dicendosi disponibile a cedere “la poltrona”, nel caso gli fosse richiesto, non rinunciando a una battuta piccata sui cosiddetti “nemici” che avanzerebbero contro la sua persona.

L’ultima settimana è stata particolarmente importante per il Milan: venerdì scorso, Fassone si è recato a Nyon per parlare con i dirigenti UEFA del “settlement agreement”, l’accordo conseguente alla violazione del fair play finanziario da parte del club. L’esito sarà comunicato a fine maggio, ma il manager ha messo le mani avanti, parlando di sanzioni praticamente scontate, anche se augurandosi che le buone ragioni addotte possano convincere i dirigenti europei a non calcare la mano. In gioco, oltre a una multa milionaria, vi sarebbero un tetto al monte-ingaggi e limitazioni al calciomercato.

Proprio in quest’ottica, il club ha fatto sapere di avere raggiunto un accordo con Elliott per rinviare di 6 mesi al giugno 2019 il pagamento di una tranche da 12 milioni del bond da 50 milioni di euro. L’assemblea dei soci sarà convocata per il 2 maggio e l’esito è scontato, detenendo solo Li il 99,3% del capitale. Obiettivo: alleggerire la posizione debitoria in scadenza imminente e garantire al Milan risorse per il calciomercato estivo, anche se probabilmente l’acquisto di un bomber passerà per la cessione di Gigio Donnarumma e di Suso per incassi complessivi attesi nell’ordine di 80-90 milioni di euro. E Li ha mantenuto ancora una volta fede ai patti, pagando altri 6,8 milioni dell’aumento di capitale complessivo da 38,8 milioni e da esercitare entro giugno. Una prima tranche da 11 milioni era stata già versata, per cui restano 21 milioni ancora da corrispondere alla società.

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Maggio decisivo per il Milan

Maggio, dunque, sarà cruciale per capire il futuro in via Aldo Rossi. Sono tre le date decisive: la prima riguarda la finale di Coppa Italia, che si disputerà a Roma contro la Juventus il 9. Alzare almeno un trofeo in un anno altrimenti deludente e dispendioso sarebbe pur qualcosa per Mirabelli e Fassone. C’è, poi, da verificare come terminerà il campionato, se il Milan riuscirà a mantenere la sesta posizione o se dovrà passare per le qualificazioni estive per ambire a partecipare all’Europa League. Sarebbe un peso per i giocatori, costretti a sospendere le ferie già a luglio, nonché un’umiliazione per un club, che ha al suo attivo ben 7 Champions.

Infine, la sentenza UEFA. Sanzioni più dure delle attese sarebbero incassate dai dirigenti come una definitiva sconfitta, segnalando la scarsa credibilità dei piani comunicati in Europa per il rilancio societario. Elliott ha garantito assistenza per il caso in cui Li non dovesse mantenere fede agli impegni, cosa che dovrebbe avvenire, come ha sinora dimostrato il magnate cinese. Tuttavia, più magri i risultati, più risolute saranno le azioni che il creditore adotterebbe per mettere al riparo i propri denari da una gestione che reputa poco efficiente e inefficace. Maggio segnerà la permanenza di Mirabelli (e Fassone) alla guida del Milan. E i due manager sono nelle mani di Gattuso più che mai.

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Argomenti: Economia nel pallone

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