Milan fuori dall’Europa League, ora l’addio di Li si avvicina e inizia l’era americana

Milan fuori dall'Europa League per la prossima stagione e la proprietà cinese sta per vendere agli americani, ma pagherà l'ultima rata da 32 milioni per gestire l'operazione. Il disastro di Li lo pagano i tifosi rossoneri.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Milan fuori dall'Europa League per la prossima stagione e la proprietà cinese sta per vendere agli americani, ma pagherà l'ultima rata da 32 milioni per gestire l'operazione. Il disastro di Li lo pagano i tifosi rossoneri.

La sentenza della UEFA è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri e non ha regalato alcuna sorpresa, almeno non positiva. La formula utilizzata nel dispositivo del comunicato è parsa ambigua, tanto da avere dato vita per diverse ore a un vero giallo tra i tifosi e persino tra gli addetti ai lavori. Tutto a causa della vocale “o”. Già, perché il Milan perde l’accesso all’Europa League per avere infranto le regole del fair play finanziario e, in particolare, quella del break-even, con riferimento alla stagione 2018/2019 o quella successiva a cui si è qualificata. A una prima lettura è parso che il club rossonero fosse stato sbattuto dalle coppe europee per due stagioni, ma non è così. I giudici hanno, infatti, sentenziato come se non avessero conoscenza del fatto che il Milan si sia già qualificato per l’Europa League nella prossima stagione e, pertanto, hanno sanzionato il club con riferimento a una delle prossime due stagioni, ma di fatto l’esclusione varrà solo per quella che sta per iniziare, come da previsione.

Ecco quanto perderebbe il Milan con l’esclusione dall’Europa League

Rabbia e amarezza sono i sentimenti prevalenti tra il popolo rossonero. Con grande fatica era stata acciuffata la qualificazione senza passare per i preliminari. Adesso, il Milan potrà presentare ricorso entro 10 giorni dall’emanazione della sentenza al Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, ma le speranze di vedersi annullata la sanzione sono quasi inesistenti.

Il Milan sarà americano

E mentre la squadra di Rino Gattuso dovrà concentrarsi esclusivamente sul campionato italiano da agosto in poi, fervono i preparativi per il secondo passaggio di proprietà in poco più di un anno. Yonghong Li ha bruscamente sospeso le trattative con Rocco Commisso il martedì pomeriggio, ma il magnate italo-americano con un patrimonio stimato in 4,5 miliardi di dollari, patron del New York Cosmos e fondatore di Mediacom Communications, non molla e dichiara di essere intenzionato a rilevare il club per portarlo “agli antichi fasti” e spiega che ciò dovrà avvenire alle sue condizioni. L’uomo, originario di Roccella Jonica, ma che ha fatto fortuna negli USA, sarebbe disposto a lasciare a Li una quota di minoranza. Secondo gli accordi a cui si era giunti fino all’altro ieri, il cinese resterebbe azionista del 15-20%. Probabile, quindi, che la vera battaglia di quest’ultimo sarà sulla quota che potrà mantenere dopo la cessione.

E a sua volta, Li ha comunicato di avere trovato i 32 milioni di euro della ricapitalizzazione, anticipati da Elliott e che dovrà versare al fondo americano entro il 3 o al massimo il 6 luglio, se non vorrà essere espropriato delle azioni in pegno. A quel punto, infatti, non avrebbe più diritto di parola sulla cessione e subirà qualsivoglia operazione dovesse essere intavolata dai creditori-azionisti. Per questo, il cinese farà di tutto per adempiere in tempo alla sua ultima obbligazione, in modo da avere nelle sue mani il proprio destino e vendere alle condizioni desiderate. Non solo Commisso, ma anche la famiglia Ricketts, a capo dei Chicago Clubs e vicina al presidente Donald Trump, si mostra seriamente intenzionata a rilevare il Milan. E non è venuto meno l’appetito di Stephen Ross, patron del Miami Dolphins, di cui circola il nome già da mesi.

Milan, colpo di scena: i creditori si prendono la squadra, il cinese Li verso l’addio

L’obiettivo di Li sarebbe di rientrare nell’investimento complessivo da 740 milioni, debiti inclusi, effettuato appena 14 mesi fa. In teoria, la cessione gli consentirebbe di sgravarsi della restituzione dei 180 milioni più interessi a Elliott, che dovrà avvenire in ottobre, nonché di ottenere liquidità per almeno 400 milioni, se è vero che Commisso ha valutato la società complessivamente 500 milioni, per cui trattenendo una quota del 15-20%, il cinese avrebbe anche modo di confidare in un aumento di valore della squadra nei prossimi anni e vendendo a prezzi più alti di quelli attuali, limiterebbe ancor di più le perdite. Al momento, è evidente che vi sarebbero, avendo acquistato il club a non meno di 1,5 volte la valorizzazione emersa in fase di trattative con gli americani. Un disastro finanziario per Li, che ha trascinato il Milan nel punto più basso della sua recente storia.

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Argomenti: Economia nel pallone