Milan, Donnarumma con un piede fuori dalla squadra rossonera per drizzare i conti

Il Milan tende quest'anno a un disavanzo di bilancio quasi triplo a quello massimo consentito dalla UEFA. Per fare quadrare i conti, servono maxi-cessioni.

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Il Milan tende quest'anno a un disavanzo di bilancio quasi triplo a quello massimo consentito dalla UEFA. Per fare quadrare i conti, servono maxi-cessioni.

Brutto momento per il Milan, in corsa per agganciare il quarto posto nella classifica di Serie A, ultimo utile per entrare in Champions League direttamente. A due giornate dalla fine, però, i ragazzi di Rino Gattuso sono solo quinti, scavalcati per tre punti dalla sorpresa Atalanta, approdata in finale di Coppa Italia e che merita senza dubbio di stare dov’è.

Senza le coppe europee, i problemi finanziari per la società rossonera semplicemente si aggraverebbero. Servono come l’aria quei 50 milioni di euro che verrebbero incassati con il solo accesso alla fase a gironi, ma il punto è che il Milan ha esigenze più impellenti, come quella di chiudere il bilancio 2018/2019 al 30 giugno prossimo con un disavanzo non eccessivo.

Perché il Milan deve a tutti i costi entrare in Champions League

Il regolamento della UEFA che disciplina il cosiddetto “Fair Play Finanziario” (FPF) parla chiaro, così come le sentenze che hanno imposto ai rossoneri di centrare il pareggio di bilancio entro il 2021 e di tagliare il disavanzo già da quest’anno sotto i 30 milioni di euro, la soglia massima consentita. E stando alle previsioni, questo esercizio per la società si chiuderebbe con un rosso di ben 80 milioni. Troppi, il rischio è che la UEFA passi dalle parole ai fatti e sanzioni stavolta definitivamente il Milan con l’esclusione dalle coppe europee, quando già il TAS di Losanna ha previsto il trattenimento di 12 milioni di euro dagli incassi realizzati in Champions ed Europa League, avendo la società infranto il FPF nelle stagioni 2015-2016-2017.

Donnarumma (e non solo), addio

Da qui, la quasi certa cessione di un “big” attualmente in rosa. E tutte le piste portano a Gigio Donnarumma, il portiere di soli 20 anni, che il Paris Saint Germain sarebbe disposto ad acquistare per 50-55 milioni. Proprio i soldi che mancherebbero al Milan per far quadrare i conti, tagliando il deficit sotto i 30 milioni, confidando che per l’anno prossimo a contenerlo ci penserà l’ingresso in Champions. Peraltro, con Pepe Reina rilevato a costo zero con lo scorso calciomercato estivo e che per 3 milioni di ingaggi annui netti rappresenta una garanzia tra i pali, l’addio verrebbe reso meno doloroso.

Ma a fare le valigie sarebbero in tanti. I cinque giocatori in scadenza di contratto quasi certamente non otterranno alcun rinnovo. Parliamo di Riccardo Montolivo, Andrea Bertolacci, José Mauri, Ignazio Abate e Cristian Zapata. Insieme a Gigio, allevierebbero la società di quasi 16 milioni di ingaggi netti all’anno, ovvero di 28 milioni lordi. Tuttavia, almeno in parte dovranno essere rimpiazzati, anche se non tutti, visto che la UEFA ha imposto un limite alla rosa di 21 giocatori contro i 28 attuali. E a rischio vi sarebbe anche il riscatto di Tiémoué Bakayoko, in prestito dal Chelsea e con uno stipendio netto di 3,5 milioni a stagione. Dopo svariate intemperanze verbali in panchina e in campo, Gattuso stesso se ne priverebbe senza drammi. Sarebbero altri circa 6,5 milioni in meno di ingaggi da pagare, facendo lievitare i risparmi a quasi 35 milioni.

Serie A, corsa al 4° posto per entrare in Champions. Quanto vale il biglietto per l’Europa? 

Resta da vedere chi e a quale prezzo verrebbe comprato con il calciomercato estivo prossimo. Ma di certo il Milan dovrà dimagrire il monte-ingaggi, che stimiamo in circa 240 milioni di euro annui, inclusi gli ammortamenti. Troppi, per una società che chiuderà con ogni probabilità il bilancio tra un mese con ricavi a poco più di 250 milioni. Di fatto, nonostante i risultati magrissimi anche in campo, quella rossonera è la seconda rosa più costosa della Serie A dopo la Juventus. E tutto questo, per finire a pochi giorni dalla fine del campionato a pregare che inciampi chi sta davanti. Sembra assodato che non ci saranno acquisti clamorosi, almeno non tali da fare sforare il perimetro dei risparmi ottenuti con le cessioni, per cui dovranno arrivare rinforzi a cartellino zero o il cui ammortamento, sommato ai nuovi ingaggi lordi, resti compreso in una trentina di milioni.

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