Migranti e Pil: Boeri allora aveva ragione? Tra 40 anni rischio crollo

Cosa ne sarà dell'Italia e dell'economia del paese tra almeno 40 anni senza i migranti?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Cosa ne sarà dell'Italia e dell'economia del paese tra almeno 40 anni senza i migranti?

Cosa ne sarebbe dell’Italia senza migranti? Il rischio potrebbe essere la perdita di metà del Pil in nemmeno tantissimi anni. A fotografare la situazione degli stranieri che arrivano in Italia è l’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro e la realtà sembra ancor peggio di quello che aveva prospettato Boeri, quando parlò dell’importanza dei migranti per la sostenibilità delle pensioni future (leggi a tal proposito Pensioni, Boeri dipinge il quadro italiano: ricchi e poveri, quasi metà degli assegni sotto i mille euro).

L’Italia senza migranti

Senza i migranti molti di quei lavori che oggi, a conti fatti, fanno perlopiù proprio loro, andrebbero a sparire: bancarelle della frutta e verdura, badanti, campi agricoli, cantieri edili, addetti alle pulizie tanto per citarne alcuni. La maggior parte delle badanti sono filippine, moldave, ucraine, peruviane, si tratta di un lavoro poco richiesto dagli italiani, senza considerare quell’esercito di africani schiavizzati nei campi del Sud che lavorano per pochi spiccioli, in un’area dove la disoccupazione giovanile è molto alta.

Il rapporto fa luce sull’importanza dei migranti per l’economia italiana e di conseguenza per le tasche degli italiani. Un paese come il nostro senza di loro, che regalano un importante contributo demografico, dovrebbe, per crescere, posticipare l’età pensionabile, aumentare di molto la produttività e l’istruzione e fare in modo che molte donne, che ad oggi non lavorano per scelta, debbano entrare nel mercato del lavoro. Ad incoraggiare, in qualche modo, la fotografia scattata dall’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro è anche un rapporto di Bankitalia, riportato anche da Repubblica, che gioca sulla forza del flusso migratorio. Negli ultimi 10 anni gli stranieri in Italia sono arrivati a 5 milioni, crescendo di 1,8 milioni, il 73% è in età lavorativa contro una percentuale del 63% riferita ad italiani anziani. Di questo passo entro 40 anni un quarto della forza lavoro sarà costituita da stranieri. Se si bloccassero i flussi migratori, in sostanza, e gli stranieri residenti iniziassero a fare figli similmente agli italiani, quindi di meno, il Pil sarebbe dimezzato e il livello del reddito pro capite diventerebbe inferiore di un terzo rispetto al livello del 2016.

Aumento della spesa al 20% del Pil

Uno studio dell’Ufficio parlamentare di bilancio, «Le proiezioni di medio-lungo periodo della spesa pensionistica» sottolinea che il rapporto tra spesa previdenziale e Prodotto interno lordo dipende anche dagli andamenti demografici, quindi 60mila migranti in meno all’anno determinerebbero un aumento della spesa al 20% del Pil. Intanto, secondo il ministero dell’Economia, la gestione dei migranti ci costerà 4,6 miliardi nel 2018, ma se lavorano e contribuiscono al reddito nazionale sono una risorsa. Interessanti le parole di Felice Roberto Pizzuti, ordinario di Economia alla Sapienza, riportate da Il Fatto Quotidiano  “Il nostro sistema produttivo ha poca necessità di persone qualificate e così molti disoccupati, non trovando un lavoro all’altezza delle aspettative, non lo cercano più. Così abbiamo un tasso di attività di 10 punti più basso rispetto ai principali Paesi Ue. Con l’invecchiamento della popolazione gli immigrati sono necessari, ma causano un calmieramento dei salari, che è l’altra faccia della globalizzazione”.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni