Microplastica nelle bottiglie d’acqua che beviamo, i marchi interessati

Lo studio dell'organizzazione giornalistica Orb Media scuote l'Oms: si tema la contaminazione per microplastiche nelle bottiglie d’acqua.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Lo studio dell'organizzazione giornalistica Orb Media scuote l'Oms: si tema la contaminazione per microplastiche nelle bottiglie d’acqua.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha aperto un’indagine per microplastiche nelle bottiglie d’acqua per cui non è da escludere l’allarme contaminazione. Lo studio dell’organizzazione giornalistica Orb Media, che ha coinvolto 11 marchi in 9 paesi, ha portato alla scoperta di 315 particelle per litro, con un picco di 10 mila. Tra i marchi interessati alcuni molti noti come Danone, Nestlè e l’italiana San Pellegrino. Sotto accusa sono soprattutto i tappi che che contengono polipropilene.

Allarme contaminazione per le microplastiche nelle bottiglie d’acqua?

La ricerca che ha portato all’allarme da parte dell’Oms riguarda il limite oltre la soglia di microplastiche che si usano nelle bottiglie d’acqua in polietilene tereftalato, quelle che compriamo al supermercato per intenderci. Delle 259 bottiglie analizzate la concentrazione di microplastiche trovate è stata di 314,6 per litro arrivando, in certi casi, anche a 10mila. In sostanza il 93% dell’acqua contiene queste particelle, molti di queste sono state acquistate su internet, tra cui anche Amazon. La ricerca ha riguardato 9 nazioni, 19 località e 11 brand. I ricercatori hanno utilizzato il colorante rosso Nilo per fluidificare le particelle nell’acqua. Come riporta il Corriere, due dei marchi coinvolti hanno ammesso, interpellati da Orb Media, che le loro bottiglie contengono microparticelle di plastica, mentre gli altri non hanno ancora fornito una risposta. Gli studiosi hanno addirittura ammesso che le particelle sono state trovate in maggior quantità nelle acque in bottiglia piuttosto che nell’acqua del rubinetto. Tutto ciò riporta in auge la questione della plastica e del suo utilizzo sconsiderato che addirittura ha raggiunto l’acqua, bene primario.

I marchi coinvolti

La ricerca ha riguardato Stati Uniti, Messico, Brasile, Thailandia, Indonesia, Libano, Kenya, India e Cina. I marchi sotto accusa sono: Bisleri (Bisleri International), Epura e Aquafina (PespiCo), San Pellegrino e Nestlé Pure Life (Nestlé),  Wahaha (Hangzhou Wahaha Group), Dasani (Coca-Cola), Minalba (Edson Queiroz), Evian e Aqua (Danone), Gerolsteiner (Gerolsteiner Group). Un’altra recente ricerca, che ha preso in esame le bottiglie di acqua bevute in Usa, ha trovato un’alta concentrazione di microfibre di plastica. In questo caso si tratta di marchi come Boxed Water, Ozarka e Ice Mountain (Nestlé).

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Argomenti: Economia Italia, Economia USA, Economie Asia, Inchieste alimentari e scandali economici

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