Metteranno le mani nei conti correnti e i risparmiatori si ribelleranno ai governi

Conti correnti oggetto di tassi negativi già in alcuni paesi europei. Il rischio che corrono i risparmiatori consiste nel dover pagare le banche per depositarvi denaro. E alternative pratiche non ne esistono.

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Conti correnti oggetto di tassi negativi già in alcuni paesi europei. Il rischio che corrono i risparmiatori consiste nel dover pagare le banche per depositarvi denaro. E alternative pratiche non ne esistono.

Danimarca e Svizzera segnalano già il peggio per i risparmiatori, vale a dire l’arrivo dei tassi negativi sui conti correnti. Ad oggi, le banche hanno attutito il colpo del crollo degli interessi sul mercato sacrificando i loro margini, ma da alcuni mesi sembra prendere corpo l’ipotesi più che probabile che questa fase di accomodamento monetario senza precedenti, con liquidità a fiumi iniettata dalle banche centrali, duri a lungo.

La “normalizzazione” dei tassi è rinviata alle calende greche. E qualche istituto danese ed elvetico ha iniziato a stangare i conti dei clienti più facoltosi, così da trasferire loro il costo accusato con i tassi negativi pagati sui depositi presso gli istituti centrali.

Conti correnti a pagamento, boomerang tassi negativi sui mutui per i risparmiatori

Sta di fatto che il risparmio non viene più remunerato da anni, con tassi azzerati sui conti in banca. Anzi, considerando l’imposizione fiscale, anche il solo deposito di denaro in banca rischia di tradursi in un costo. Il fenomeno riguarda certamente Europa e Giappone, ma considerate che persino negli USA, dove pure ancora i tassi d’interesse appaiono semi-normali, nel 2017 per la prima volta nella storia le banconote da 100 dollari possedute dalle famiglie superavano quelle da 1 dollaro, anche se per l’80% venivano detenute all’estero.

Risparmiatori “traditi” dai tassi bassi o negativi

Questo dato confermerebbe una tendenza più generale ad accumulare liquidità e tenerla sotto il materasso, pur di non portarla in banca, dove non verrebbe ugualmente remunerata. Anche i tassi a zero intaccano il risparmio, per il semplice venir meno del potere di acquisto, causa inflazione. Se i prezzi crescono alla media annua dell’1%, in un decennio il capitale perde oltre il 10% del suo valore reale; con un’inflazione media al 2%, si riduce del 22%. E adesso ci si mettono queste ipotesi sui tassi negativi, tanto che il governatore bavarese, il conservatore Markus Soeder, ha lanciato la proposta di una protezione legale dei conti bancari fino a 100.000 euro.

Se non si porrà rimedio a un fenomeno che rischia di colpire l’accumulazione stessa del risparmio, l’unico vero risultato che si rischia di ottenere sarà di indisporre i risparmiatori.

L’inflazione è una tassa subdola, perché agisce nel silenzio, quasi non venendo percepita, se non spesso a posteriori. In un certo senso, a bassi livelli essa erode sì il risparmio, ma senza generare malcontento diffuso. Invece, i tassi negativi sarebbero lampanti, una stangata palese, che susciterebbe sdegno contro le banche e, in ultima analisi, gli stessi governi.

Conti correnti a rischio con i tassi negativi, metteranno le mani sui risparmi in banca

E a dirla tutta, sarebbero proprio i governi i responsabili reali di una siffatta degenerazione. Le banche centrali sono state lasciate quasi da sole nell’Eurozona, quando hanno dovuto reagire agli effetti della crisi finanziaria del 2008-’09. In assenza di sostegno sul piano fiscale, il governatore Mario Draghi ha dovuto azzerare i tassi e varare il “quantitative easing”, senza nemmeno avere ottenuto i risultati sperati. Nel frattempo, però, i rendimenti di oltre la metà delle obbligazioni sovrane nell’area sono negativi e sempre più bond privati rientrano in quella fascia crescente degli ormai 17.000 miliardi di dollari di titoli con rendimenti sottozero nel mondo.

Alternative ai conti correnti poco pratiche

L’unica seria alternativa pratica ai tassi negativi in banca e ai rendimenti negativi delle obbligazioni sarebbe di puntare sulla liquidità in casa o depositata presso le cassette di sicurezza delle banche. Nel primo caso, esporrebbe a rischi di furto e di perdita materiale (incendio, distruzione, danneggiamento, etc.), nel secondo si tratterebbe comunque di un’opzione costosa, per cui si rivelerebbe inutile.

Per non parlare del fatto che il conto corrente ormai serva d’appoggio ai pagamenti elettronici e l’accredito di stipendi e pensioni e che gli stati puntino palesemente a disincentivare l’uso del contante per contrastare l’economia sommersa. Né si può pensare che sia un’alternativa praticabile al conto corrente l’investimento in assets a rischio, semmai ad acquisire ancora maggiore smalto sarebbe l’oro.

In sostanza, se i tassi negativi raggiungono i conti correnti, il malcontento sarà enorme tra coloro che, in fondo, creano ricchezza e la mettono a disposizione di chi investe e sovra-consuma.

I governi rischiano, come già si notano alcuni segnali nella stessa Germania, di perdere il controllo degli umori tra i cittadini. Possono sventare il peggio, dando all’economia risposte concrete e parallele a quelle esitate dalle banche centrali. Come? Sostenendo la crescita del pil e, indirettamente, stabilizzando i prezzi, attraverso riforme di medio-lungo termine, unitamente a stimoli fiscali necessari ad abbattere gli elevati livelli di tassazione nel mondo occidentale, specie in un’economia globalizzata, dove ci si confronta con mercati con aliquote ben più basse. Più difficile che accada in paesi dove sul taglio della spesa pubblica vige un tabù (Italia e Francia) o in cui si ritiene che nemmeno i margini a disposizione per i conti pubblici debbano essere utilizzati, se non in extremis (Germania, Olanda, etc.). Che sia già troppo tardi per evitare che accada quanto sarebbe stato considerato impossibile fino a soli pochissimi anni fa?

I tassi negativi in Germania provocheranno un terremoto politico ancora più forte

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