Messi all’Inter non più solo sogno dopo l’umiliazione del Barça in Champions

L'attaccante argentino vuole lasciare i blaugrana e l'Inter sarebbe una delle due destinazioni più probabili. I tifosi nerazzurri non disperino: l'operazione sarebbe tutt'altro che impossibile.

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L'attaccante argentino vuole lasciare i blaugrana e l'Inter sarebbe una delle due destinazioni più probabili. I tifosi nerazzurri non disperino: l'operazione sarebbe tutt'altro che impossibile.

Il Barcellona è stato eliminato nel peggior modo possibile dagli ottavi di Champions League per mano del Bayern, subendo 8 reti e segnandone solo 2, di cui un autogol. L’umiliazione in casa catalana è stata completa e al termine di una stagione totalmente fallimentare. “Zeru tituli” commenterebbe qualcuno dalle parti del vicino Portogallo. Fatto sta che se già Lionel Messi non era contento della situazione, adesso si vocifera apertamente che voglia lasciare i blaugrana. Il rapporto è logoro da mesi. All’inizio fu il cambio dell’allenatore, con Ernesto Valverde esonerato a inizio 2020 per Quique Setien, inviso allo spogliatoio. E dopo c’è stato il caso Eric Abidal, team manager della squadra, che anziché difendere i calciatori li ha attaccati, addebitando loro le responsabilità delle cattive prestazioni.

Messi all’Inter, cosa c’è di vero? Ecco numeri e fatti per capirlo

E come non parlare dello scandalo venuto alla luce, allorquando è stato scoperto che una società che su internet si dilettava a screditare i giocatori blaugrana, tra cui proprio Messi e moglie, fosse finanziata dallo stessa Barça? E adesso, il colpo del KO. Come se non bastasse, non è nemmeno detto che il nuovo allenatore che il presidente Josep Bartomeu intende assumere sia gradito all’attaccante argentino. Oltre a Xavi e Pochettino, infatti, si parla anche di Ronald Koeman.

La stampa catalana sostiene che Messi sia praticamente già con un piede fuori dalla squadra e due sarebbero le principali destinazioni possibili: Manchester City e Inter. Il primo è stato appena eliminato dal Lione e l’allenatore Pep Guardiola continua a non portare a casa risultati, malgrado lo stipendio extra-large. L’Inter non offre all’argentino grandi certezze, né di vincere lo stesso scudetto della Serie A e né di compiere un buon percorso in Champions.

Eppure, rispetto a sole poche settimane fa, quando pure il trasferimento del padre in Lombardia per ragioni fiscali eccitò gli animi dei tifosi nerazzurri, le probabilità di vedere giocare Messi con la maglia dell’Inter sin dalla prossima stagione si starebbero impennando clamorosamente.

Il costo dell’operazione

Sul piano economico, l’operazione sarebbe tutt’altro che semplice. L’argentino è il calciatore più pagato al mondo con uno stipendio netto annuo di base sui 43 milioni, il quale sale fino a un massimo di 75 milioni con svariati bonus legati alle prestazioni. Queste cifre per Suning appaiono obiettivamente proibitive. Tuttavia, se c’è di buono qualcosa nel disastro del Barça di venerdì scorso, volendo essere cinici, è che i catalani dovranno abbassare la cresta. Per la prima volta da molti anni, non possono più fare il bello e il cattivo tempo in tema di calciomercato. Hanno un disperato bisogno di comprare – e l’Inter sta trattando la cessione di Lautaro Martinez, giudicata “dispendiosa” dai dirigenti blaugrana – e non possono più trattenere in rosa chi vuole andarsene.

Lo stipendio di Messi al Barcellona e perché per l’Inter il sogno non è impossibile

Messi stesso, che a giugno ha compiuto 33 anni, potrebbe meditare di accettare uno stipendio un po’ più basso, pur superiore a quello di Cristiano Ronaldo, suo acerrimo avversario in campo, “accontentandosi” di qualcosa come 35 milioni di euro netti a stagione. Grazie alla legge che consente alle società di calcio di ingaggiare giocatori stranieri pagando l’IRPEF solo sulla metà dei loro stipendi lordi (più un contributo dello 0,5% per potenziare il settore giovanile), a Milano se la caverebbero con un esborso sui 45 milioni. Tanti, certamente, ma con una buona programmazione non parliamo di una cifra impossibile da sostenere.

Un ingaggio di questo tenore sosterrebbe i ricavi da stadio – Covid permettendo – quando già oggi l’Inter risulta essere la squadra con il pubblico più numeroso sugli spalti.

Ritoccare abbonamenti e biglietti all’insù come ha fatto la Juventus dopo l’acquisto di CR7 farebbe introitare non meno di un paio di milioni a stagione in più. E il merchandising frutterebbe anch’esso non meno di un paio di milioni in più, mentre già sappiamo che dal 2021 la società vuole cambiare sponsor e chiudere con Pirelli. Quale migliore occasione per cercare di monetizzare sin da subito l’arrivo dell’argentino? Infine, la Champions. Quest’anno, l’Inter non è andata oltre la fase a gironi, ma se con l’ausilio di Messi riuscisse anche solo ad arrivare ai quarti, incasserebbe altri 20 milioni di euro di bonus UEFA, senza contare i maggiori incassi per le gare disputate al Meazza.

Messi versus CR7 in Serie A?

Non verrebbe coperto verosimilmente l’intero costo dell’operazione, restando una quota di almeno 10 milioni sul groppone. E bisogna verificare anche se la cessione di Messi preveda eventualmente il sostenimento di un costo di cartellino. In teoria, la clausola del contratto che gli consente di sganciarsi dal Barça al termine di ogni stagione per quest’anno sarebbe scaduta già al 31 maggio scorso, per cui occorrerebbe o attendere l’anno prossimo o pagare la penale monstre da 700 milioni. Ma nel mondo del calcio e degli affari in generale, esistono vari modi per trattare senza ammanettarsi mani e piedi ai codicilli. E Bartomeu non può trattenere un giocatore contro la sua volontà, pur rischiando di perdere le prossime elezioni di inizio 2021 anche per l’incapacità di tenere in rosa un fenomeno come Messi.

Presto per avere certezze, ma l’Inter oggi può credibilmente negoziare per portare in Italia l’avversario di CR7. Sui campi di calcio italiani si riproporrebbe almeno per qualche anno la storica rivalità tra i due, che in tutto fanno 11 Palloni d’Oro. E sarebbe un grande spettacolo per tutta la Serie A, con benefici che verrebbero capitalizzati subito in chiave diritti dalla Lega, essendo prossima l’asta per il loro rinnovo.

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