La Merkel frena sui piani per un trasferimento di poteri a Bruxelles

Merkel non vuole l'unione fiscale per non cedere poteri a Bruxelles? Peccato che Bruxelles abbia già diritto di indirizzo e di veto sui bilanci nazionali...

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Merkel non vuole l'unione fiscale per non cedere poteri a Bruxelles? Peccato che Bruxelles abbia già diritto di indirizzo e di veto sui bilanci nazionali...

(Reuters) – Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha preso posizione contro l’attribuzione di più poteri alla Commissione europea, a ulteriore dimostrazione della sua contrarietà a creare una “unione fiscale” in cui i membri dell’euro cedano il controllo dei loro bilanci a Bruxelles.

Le osservazioni, fatte in un’intervista al settimanale Der Spiegel, arrivano giorni dopo i colloqui tra la Merkel e il presidente Francois Hollande a Parigi, e i due hanno reso note delle proposte congiunte per la forma futura della zona euro, compresa l’istituzione di un presidente permanente dell’Eurogruppo dei ministri delle finanze.

Lo scorso anno Merkel ha parlato con forza a favore di una più stretta integrazione fiscale, ma la Francia e alcuni altri membri dell’euro hanno seri dubbi sulla cessione di sovranità – un passo che richiederebbe una modifica politica importante al Trattato UE – e Berlino sembra aver realizzato che per ora questa resistenza è troppo grande da superare.

Con le prossime elezioni tedesche che si terranno a settembre e un nuovo partito anti-euro che minaccia di erodere consensi al suo blocco conservatore, forse la Merkel sta anche mandando un messaggio ai suoi elettori, molti dei quali sono diffidenti circa la cessione di poteri nazionali.

“Non vedo alcuna necessità nei prossimi anni di dare maggiori poteri alla Commissione di Bruxelles,” ha detto Merkel in un’intervista, aggiungendo di aver concordato con Hollande una maggiore cooperazione degli Stati membri dell’UE sulle questioni economiche.

“Stiamo pensando ad esempio ai mercati del lavoro e alle pensione ma anche alla politica fiscale e sociale. Il coordinamento della politica economica in Europa è troppo debole, deve essere rafforzato e questo è diverso dal dare maggiori competenze a Bruxelles, “ha dichiarato.

 

CRISI EURO: UN AMPIO COMPROMESSO

Per gran parte dello scorso anno, quando infuriava la crisi del debito, Merkel ha ripetutamente parlato della necessità di arrivare ad un’unione fiscale e politica in Europa, per porre fine alla crisi.

Nel mese di ottobre, per esempio, ha detto in un discorso al Bundestag che i governi europei devono fare un “passo avanti” nel cementare la disciplina fiscale, “dando all’Europa dei veri diritti di intervento nei bilanci nazionali.”

Nello stesso tempo ha anche espresso sostegno a una proposta del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, di creare un super commissario europeo sulla moneta.

Il passo indietro rispetto a queste posizioni riflette sia un allentamento della crisi in risposta ad un’azione da parte della Banca Centrale Europea, sia un cambio di marcia in Germania, dall’insistenza sulla riduzione del disavanzo nei paesi indebitati della zona euro a una spinta per le riforme strutturali.

Può anche essere parte di un più ampio compromesso con Parigi in cui la Germania cede sull’unione federalista a favore dell’approccio di integrazione intergovernativo, che la Francia sostiene da lungo tempo.

In cambio, Berlino potrebbe aver ricevuto assicurazioni da Hollande che egli saprà portare avanti la riforma della debole economia francese, ad esempio allineandola più strettamente con la Germania nei settori delle pensioni e del mercato del lavoro.

Merkel ha chiarito nella sua conferenza stampa con Hollande della scorsa settimana che la Francia deve andare avanti sulle riforme previste dalla Commissione europea in cambio della concessione a Parigi di due anni in più per raggiungere gli obiettivi di riduzione del disavanzo.

Hollande ha fatto infuriare i funzionari in Germania e a Bruxelles, sostenendo inizialmente che la Commissione non aveva alcun diritto di “fare delle imposizioni” a Parigi. I tedeschi credono invece che il rafforzamento del Patto di stabilità e crescita dell’Unione europea abbia concesso alla Commissione tale diritto.

“A Parigi il cancelliere ha detto molto chiarmente che Hollande che aveva l’obbligo di seguire le raccomandazioni della Commissione,” ha detto un funzionario tedesco a Reuters domenica.

“Siamo convinti che egli capisca quali riforme devono essere attuate, ma ha bisogno di convincere l’opinione pubblica nazionale che ha la falsa sensazione che già abbastanza è stato fatto.”

 

Nell’intervista a Spiegel, anche Merkel ha considerato con freddezza l’idea di eleggere direttamente il presidente della Commissione europea, con un voto a livello europeo. Lei e gli altri membri del suo governo, tra cui Schaeuble, hanno sostenuto questa idea in passato, ma lei ha detto alla rivista che un tale passo rischierebbe di sconvolgere gli equilibri dei paesi.

Le proposte comuni espresse da Germania e Francia la scorsa settimana dovrebbero essere al centro delle discussioni tra i leader europei al vertice di fine giugno. (Scritto da Noah Barkin e Gareth Jones)

Articolo originale: Merkel reins in plan to transfer powers to Brussels

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