Merkel: Eurobond nè oggi nè mai

Cancelliera ha promesso in campagna elettorale di opporsi a Eurobond, qualora fossero proposti in sede europea. Vittoria di ieri del suo partito rafforza la linea dura dei tedeschi

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Cancelliera ha promesso in campagna elettorale di opporsi a Eurobond, qualora fossero proposti in sede europea. Vittoria di ieri del suo partito rafforza la linea dura dei tedeschi

Sempre più lontani gli Eurobond, dopo l’esito delle elezioni federali in Germania. La mutualizzazione dei debiti sovrani non è mai piaciuta ai tedeschi, con Berlino che da sempre ha impedito nei fatti una discussione seria e ufficiale sul tema. Per quanto l’ipotesi non abbia mai veramente preso quota negli ambienti politici europei, restando relegata ai desideri dei Piigs, con il trionfo della Merkel di ieri sera, possiamo dire che non se ne dovrebbe più nemmeno parlare.

Alla vigilia del voto, infatti, a Berlino per una delle ultime battute della campagna elettorale, la cancelliera è stata chiara e drastica: con la CDU al governo, mai gli Eurobond. Poche parole, che hanno seppellito qualsiasi probabilità che la Germania possa anche solo accettare un confronto su questa ipotesi. Frau Merkel ha anche aggiunto che la solidarietà da sola non basta a rendere l’Europa forte e che gli aiuti potranno essere erogati in cambio di impegni.

Se sui salvataggi, quindi, sarà applicata la politica del “do ut des” (aiuti in cambio di riforme), per gli Eurobond non ci sarebbero più margini per discutere. La vittoria dei conservatori è stata netta e sebbene non siano arrivati al Bundestag, anche gli euroscettici della AfD hanno ottenuto un discreto successo con il 4,7% dei voti, di fatto privando i liberali della FDP della percentuale minima necessaria per rimanere in Parlamento.

Gli Eurobond erano stati lanciati come proposta alla fine del 2010 dall’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sostenuto anche dall’ex presidente dell’Eurogruppo, il premier lussemburghese Jean-Claude Trichet. Si trattava dell’ipotesi di emettere il debito a livello comunitario, tra tutti i paesi che detengono la moneta unica.

La cosiddetta mutualizzazione dei debiti sovrani sarebbe servita per dare maggiore fiducia agli investitori sulla irreversibilità dell’euro e per equiparare i rendimenti dei bond, in modo da evitare gli spread così alti di questi anni.

La Germania non trova conveniente accettare gli Eurobond, perché questi implicano un trasferimento dei costi dai Piigs al Nord Europa. In sostanza, i tedeschi dovrebbero pagare rendimenti più alti sulle loro emissioni, in modo da consentire agli stati del Sud di pagare interessi più bassi. Il maggiore costo a carico di Berlino è stato stimato a regime nel range di 19-47 miliardi all’anno. Troppo anche per le casse floride della solida Germania.

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