Mercato immobiliare UK in crisi, ma la ripresa sarà già tra un anno

Prezzi degli immobili tornati in calo nel Regno Unito dopo un inizio di 2020 promettente. ELVinvest prevede una ripresa delle quotazioni già tra circa un anno. I fondamentali restano positivi.

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Prezzi degli immobili tornati in calo nel Regno Unito dopo un inizio di 2020 promettente. ELVinvest prevede una ripresa delle quotazioni già tra circa un anno. I fondamentali restano positivi.

L’anno era iniziato bene per il mercato immobiliare britannico, più in generale per l’economia di Sua Maestà. Le incertezze sulla Brexit erano svanite dopo le elezioni generali di dicembre e la, pur scontata, vittoria dei Tories, mentre i bassi tassi d’interesse sostenevano prestiti e mutui e favorivano gli investimenti. Poi, anche qui è arrivato il Coronavirus, che ha messo in pericolo la vita dello stesso premier Boris Johnson. E così, i prezzi delle case erano saliti dell’1,5%, quando in Italia per Deloitte sono scesi nel periodo 2015-2019, risalendo di appena lo 0,2% nell’ultimo trimestre dello scorso anno, unico caso tra le 16 economie esaminate dalla ricerca.

Non serve, però, vedere tutto nero. ELVinvest di Gianmaria Panini cita, ad esempio, il +30% della domanda di affitti delle ultime settimane, sebbene questa non si sia ancora riportata ai livelli pre-lockdown. Ed è vero che le compravendite siano diminuite, ma allo stesso tempo le agenzie immobiliari non hanno chiuso del tutto le loro attività, portandole avanti grazie alle visite guidate online, una tecnica che in Italia non è sfruttata come si deve. Zoopla ha riscontrato per il Regno Unito un aumento delle visite virtuali del 215%, le quali certamente non si sostituiscono del tutto a un incontro fisico tra agente e cliente, ma si pongono come screening iniziale dell’immobile, di fatto velocizzando i tempi di vendita per quando si sarà tornati alla normalità.

Dopodiché, la crisi morde anche nel Regno Unito, se è vero che potrebbe essere la più grave mai vissuta nella sua storia moderna, con un pil atteso in crollo a doppia cifra. La recessione verrà ufficializzata nel terzo trimestre, quando l’economia risulterà essersi contratta nei due trimestri precedenti, ma già dovrebbe tornare alla crescita nella seconda parte di quest’anno, mentre ELVinvest prevede che la ripresa del mercato immobiliare avverrà tra il secondo e il terzo trimestre dell’anno prossimo.

I fattori positivi e dubbi

Tanti sono i fattori che mitigano il pessimismo. Anzitutto, le banche UK si mostrano più solide del 2008, quando esplose la crisi finanziaria mondiale. Hanno in pancia pochi crediti potenzialmente a rischio, grazie all’adozione di criteri prudenziali più rigorosi nelle erogazioni dell’ultimo decennio. E il governo le ha indotte ad accettare il cosiddetto “mortgage holiday”, la sospensione dei pagamenti delle rate, un modo per evitare che i clienti abbiano serie difficoltà a onorare le scadenze, mandando in malora i mutui concessi. Notevole, poi, la liquidità immessa sui mercati da tutte le banche centrali per impedire un collasso economico, così come gli stimoli fiscali varati da Londra per sostenere famiglie e imprese durante il “lockdown” sono stati potentissimi, per quanto gravino sul debito pubblico.

Sarà anche per tutte queste ragioni che il mercato immobiliare britannico, per quanto in ripiegamento, non stia accusando alcun crollo. La domanda di affitti, dicevamo, è tornata a crescere fortemente, mentre i pagamenti degli affitti in ritardo sono aumentati solamente del 2%. Per contro, le banche hanno ridotto il “loan-to-value”, il rapporto tra mutuo concesso e valore commerciale dell’immobile, per cui chi oggi volesse acquistare casa dovrebbe disporre di una liquidità da anticipare maggiore. E questo significa che gli acquisti siano concentrati essenzialmente tra le fasce della popolazione più benestante e tra coloro che hanno seria voglia di concludere una compravendita.

Restano alcune criticità dall’impatto ad ogni ignoto sul mercato immobiliare. Per prima cosa, l’accordo con la UE post-Brexit si troverà entro l’anno o serviranno i tempi supplementari, tenuto conto che in questi mesi di emergenza i governi abbiano pensieri più urgenti? Le incertezze non farebbero il bene dei prezzi, che per crescere stabilmente hanno bisogno di prospettive certe. E ci si interroga sui possibili mutamenti socio-demografici, come la lievitazione del numero delle nascite da un lato e quella dei divorzi d’altro.

Lo scenario che ne uscirebbe fuori vedrebbe crescere la domanda di immobili di maggiori e minori dimensioni rispettivamente. Infine, quando avremo un vaccino contro il Coronavirus? Va da sé che più a lungo dura l’allarme pandemia, maggiore la crisi e il tempo necessario per assistere al recupero del mercato immobiliare.

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