Mercato forex punta contro l’euro ad est e la barriera psicologica può saltare

Le valute dell'Europa orientale sono attese in rialzo contro l'euro sulla divergenza monetaria tra BCE e le banche centrali dell'est. Fiorino ungherese e corona ceca sotto le lenti dei trader.

di , pubblicato il
Le valute dell'Europa orientale sono attese in rialzo contro l'euro sulla divergenza monetaria tra BCE e le banche centrali dell'est. Fiorino ungherese e corona ceca sotto le lenti dei trader.

L’inflazione rialza la testa nell’est Europa. A dicembre, sia in Repubblica Ceca che in Ungheria, si è attestata ai massimi da 7 anni, rispettivamente al 3,2% e al 4%. Per il mercato forex, questo vorrebbe dire una cosa sola: il rialzo dei tassi si avvicina in entrambi i paesi.

E i segnali in tal senso si vanno cogliendo da tempo. Negli ultimi tre board, la banca centrale di Praga ha visto votare due membri contro la decisione della maggioranza del board di mantenere i tassi fermi al 2%, livello a cui sono stati portati dopo otto strette tra il 2017 e lo scorso anno.

E la banca centrale di Budapest ha lanciato proprio ieri un altro segnale, quando il vice-governatore Marton Nagy ha dichiarato di attendersi una riduzione della liquidità in eccesso, che in queste settimane sfiora i 1.000 miliardi di fiorini, circa 3 miliardi di euro. Secondo l’istituto, l’aumento atteso delle emissioni di bond da parte del governo aiuterà ad assorbire tali eccessi, riportandola ai target di 300-500 miliardi per il primo trimestre.

Per eccesso di liquidità s’intende la somma tra riserve liquide e operazioni swap condotte dall’istituto sul mercato. La reazione del cambio è stata immediata dopo queste parole. Il fiorino è arrivato a scambiare contro l’euro dello 0,3% più forte, anche perché con un tasso d’inflazione ai limiti del margine di tolleranza, adesso i trader si aspettano davvero che i tassi vengano ritoccati all’insù dallo 0,90% a cui restano fissati attualmente. Nell’ultimo anno, il fiorino ha perso il 3% contro la moneta unica, mentre la corona ceca si è rafforzata del 7% dalla fine di marzo del 2017, quando la banca centrale ha posto fine alla difesa del cambio minimo, introdotta precedentemente per non rafforzare troppo il cambio. Da inizio anno, esso guadagna l’1%.

Corona ceca ai massimi da 3 anni e mezzo, banca centrale abbandona il cap

Crescita economica vigorosa ed export

Ieri, la corona ceca si attestava a un rapporto di 25,13 contro l’euro, mai così forte dalla fine del 2012, cioè da oltre 7 anni.

Praga tiene i tassi al 2%, mentre la BCE li ha ancora azzerati e molto probabilmente non li alzerà per tutto quest’anno. La sua economia sta crescendo a ritmi superiori al 2,5%, la metà del circa 5% a cui cresce mediamente l’Ungheria negli ultimi trimestri. Entrambe le economie dell’Europa orientale registrano surplus commerciali e, in generale, delle partite correnti, anche se Budapest ha subito un deflusso dei capitali negli ultimi trimestri. Ad ogni modo, i due mercati sovrani stanno beneficiando del rally obbligazionario globale, assistendo a un calo dei rendimenti, che si mostrano un po’ più generosi di quelli dell’Eurozona, con il decennale ungherese in area 2% e quello ceco a poco meno dell’1,70%.

Nel caso della corona, i trader guardano con attenzione alla barriera psicologica del cambio a 25. Se fosse sfondata al ribasso, si delineerebbe probabilmente un trend positivo per la valuta emergente, visto che quello era stato il riferimento della banca centrale negli anni del “peg”.

Corona ceca spazientisce i traders, meglio non fare niente

[email protected] 

 

Argomenti: ,