Lavoro in Italia scarso da decenni, raffronto (impietoso) con la Germania

L'occupazione in Italia è notoriamente bassa, mentre in Germania è altissima. Vediamo l'evoluzione delle cifre nelle due economie dal 1975 ad oggi.

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L'occupazione in Italia è notoriamente bassa, mentre in Germania è altissima. Vediamo l'evoluzione delle cifre nelle due economie dal 1975 ad oggi.

La disoccupazione in Italia è tornata a crescere al 12% a dicembre, risalendo ai massimi degli ultimi 18 mesi. Al contrario, in Germania è scesa sotto il 6%, ai minimi dalla riunificazione del 1990. E’ il sintomo di due mercati del lavoro contrastanti, che rispecchiano un andamento dicotomico delle rispettive economie. Ma per i sostenitori del “quando c’era la lira”, i dati che presentiamo smentiscono sostanzialmente la ricostruzione da favola di una presunta economia italiana in stato di grazia prima dell’ingresso nell’Eurozona. Abbiamo analizzato l’andamento proprio dell’occupazione dal 1975 al 2016 e abbiamo ottenuto quanto segue:

Oltre quattro decenni fa, la popolazione italiana ammontava a 54,7 milioni di abitanti, a fronte dei quali la popolazione in età lavorativa era di poco superiore a quella odierna, ovvero al 65,7% contro il 64,8%, ma mentre allora gli under-15 erano un quarto del totale, oggi risultano meno di un settimo, fermandosi al 14%. Gli occupati si fermavano a poco meno di 20 milioni, anche se il tasso di disoccupazione si attestava sotto al 6%. Ne consegue che ai tempi vi fosse un lavoratore italiano ogni 2,8 abitanti, un rapporto del tutto simile ai 2,7 di oggi. Il tasso di occupazione è solo di poco migliorato da circa il 54,5% al 57,5%. (Leggi anche: Lavoratori italiani sono pochi e sgobbano più dei tedeschi)

In Germania netto miglioramento dell’occupazione

Passiamo alla Germania. Nel 1975, contava in tutto meno di 62 milioni di abitanti (i dati fino al 1990 considerano solo la ex Germania Ovest), di cui 25,5 milioni erano gli occupati, il 64,4% della popolazione in età lavorativa, una percentuale da sogno persino per l’Italia odierna. Oggi, gli occupati tedeschi sono saliti intorno a quota 40 milioni, anche se la popolazione complessiva è di circa 81 milioni di abitanti.

Il tasso di occupazione è cresciuto al 74% e se oltre 40 anni fa vi era un lavoratore per 2,4 residenti, oggi il rapporto è sceso a poco più di 2.

Cosa spiegano questi dati? Il mercato del lavoro italiano non ha fatto progressi in più di 40 anni, esibendo una scarsa occupazione e piuttosto stabile nell’arco del periodo considerato (l’occupazione femminile rappresenta il vero punto di debolezza), così come a carico di chi lavora continua ad esservi un numero stabile di italiani e del 35% più alto che in Germania. C’è un problema cronico di mancanza di lavoro nel nostro paese, inutile girarci intorno. E si consideri che non mancherebbe l’ingegno, se è vero che ben un quarto degli occupati italiani rientra nella categoria degli autonomi (partite IVA), percentuale più che doppia che in Germania e nettamente superiore anche alla media OCSE. (Leggi anche: Lavoratori italiani occupati 7 anni in meno dei tedeschi)

 

 

 

 

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