Mercato del lavoro in crisi, disoccupazione al 10,6%: perchè si teme un futuro peggiore

Cresce la disoccupazione giovanile, colpita anche la fascia 25-49 anni secondo gli ultimi dati Istat.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Cresce la disoccupazione giovanile, colpita anche la fascia 25-49 anni secondo gli ultimi dati Istat.

Gli ultimi dati dell’Istat sul mercato del lavoro e la disoccupazione non sono incoraggianti. Si parla del 10,6% ad ottobre anche se viene fatto notare che sono scesi gli inattivi, ossia coloro che non lavorano e non lo cercano, di 77mila unità. Questo significa che il numero di disoccupati sembra aumentato perché gli inattivi hanno iniziato a cercare lavoro e dunque figurano anch’essi come disoccupati.

Cresce la disoccupazione giovanile

Rispetto a settembre, ottobre è rimasto stabile per quanto riguarda gli occupati mentre sono scesi i lavoratori a termine di 13mila unità, aumentando di fatto i lavori stabili di 37mila. Gli occupati sono scesi di 14 mila e 26 mila unità nella fascia 25-34 e 35-49 anni, praticamente quella più attiva, mentre sono aumentati gli occupati over 50. La motivazione legata al calo dei contratti a termine deriva dalla fase transitoria del decreto dignità in cui le aziende potevano prorogare i contratti a tempo determinato con le regole valide fino al nuovo decreto. Dal 1 novembre, infatti, le aziende che adottano i contratti a termine possono prorogarli per massimo 12 mesi a meno di non motivare il rinnovo, che in ogni caso non può superare 24 mesi. In queste ultime settimane, da ottobre, in particolare, sono calati gli occupati a termine mentre sono cresciuti sostanzialmente quelli a tempo indeterminato a causa delle stabilizzazione di lavoratori precari di lungo corso. L’Istat a tal proposito ha spiegato che “la stabilità congiunturale dell’occupazione a ottobre è associata a una crescita della disoccupazione, in aumento per il secondo mese consecutivo, dopo l’ampia diminuzione registrata a luglio e agosto. Sono aumentati i dipendenti permanenti, mentre si rileva una diminuzione degli indipendenti e dei dipendenti a termine, che registrano un segno negativo dopo sette mesi di crescita.”

Ombre e luci e la paura di un futuro peggiore

La situazione insomma non sembra essere ottimale. La disoccupazione giovanile è arrivata al 32,5%, il numero di disoccupati è salito a 64mila unità considerando anche quelli che non sono più inattivi, in più a metterci lo zampino anche i rinnovi dei contratti a termini fino a 12 mesi e la reintroduzione delle causali dopo 12 mesi. Resta insomma alto il numero di precari che danno manforte alla cifra di 159mila unità riferita al numero di occupati aggiuntivi rispetto al passato. In tutto questo a rimetterci sembra la fascia intermedia, 25-49 anni, a causa di un mercato del lavoro fermo che sembra colpire proprio quella che è definita la fascia più attiva mentre un leggero miglioramento è stato segnalato per gli over 50 e i giovani under 25. La causa va ricercata, soprattutto, nell’economia in frenata e aziende sempre in crisi. Come scrive anche Il Sole 24 Ore le domande di disoccupazione aumentano e il reddito di cittadinanza, che dovrebbe entrare a regime ad aprile 2019, potrebbe solo dare un aiuto ad una fascia ristretta di persone senza, di fatto, risolvere il problema della disoccupazione. Il clima, insomma, non sembra essere dei migliori e c’è il timore che nei prossimi mesi possa peggiorare considerando anche che gli incentivi sono deboli e il costo del lavoro sempre più pressante.

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Argomenti: Disoccupazione, Economia Italia