Mercato del lavoro e robot: l’Italia la più penalizzata, le figure che subiranno cambiamenti

Secondo la ricerca tra le figure che vedranno effetti negativi ci sono operai non specializzati, bancari, commercianti.

di , pubblicato il
Secondo la ricerca tra le figure che vedranno effetti negativi ci sono operai non specializzati, bancari, commercianti.

Si continua a parlare di come l’automazione e l’intelligenza artificiale avranno un ruolo predominante nel futuro del mercato del lavoro. Secondo lo studio “Intelligenza artificiale, innovazione, lavoro”, creato da Federmanager Academy in collaborazione con MIT technology review, l’Italia è uno dei paesi che subiranno un calo degli occupati a causa dei robot.

 

Italia sarà penalizzata più di altri paesi

Mentre paesi come Cina, India e Usa avranno un certo beneficio dall’automazione, il nostro paese in particolare, ma anche Regno Unito, Francia e Germania subiranno un impatto non indifferente. L’avvento dei robot provocherà dei profondi cambiamenti nel mercato del lavoro. Ma quali saranno le figure che subiranno maggiori cambiamenti anche in negativo? Secondo la ricerca tra le figure che vedranno effetti negativi ci sono operai non specializzati, bancari, commercianti. In un futuro non troppo lontano, secondo quanto svela la ricerca, tra i settori più coinvolti dal cambiamento ci saranno il  settore bancario, automotive e manifatturiero tradizionale. Al contrario figure come data scientist, E-commerce manager e analista di sistemi informatici risultano come i lavori del futuro con il conseguente aumento dei posti di lavoro nel settore Ict, in quello della consulenza e in quello ambientale.

Secondo il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, “Oltre all’Ict, i manager indicano la consulenza e l’ambiente come settori di sviluppo. Questo è significativo perché si tratta di ambiti che portano innovazione e che richiedono forti competenze tecniche e trasversali, l’industria, il manifatturiero, devono rivedere il proprio ruolo nel rapporto con robot e automazione. La sfida è imprescindibile se vogliamo mantenerci competitivi come Paese”.

L’importanza della formazione

In sostanza si continua a far leva sull’importanza della formazione per restare a galla in un mercato del lavoro che cambierà volto nei prossimi anni. I manager dovranno puntare al machine learning ed acquisire competenze digitali per poter davvero puntare al cambiamento e creare nuovi modelli di business. Un concetto spiegato anche da Federico Mioni, direttore di Federmanager Academy secondo cui “Dal rapporto emerge anche un significativo fabbisogno formativo che deve essere colmato”.

Abbiamo trattato varie volte l’argomento dei robot e di come questi impatteranno nel mercato del lavoro. Ad oggi le tesi sono varie, sicuramente il nostro paese è tra quelli che deve crescere maggiormente in quest’ottica ma altri studi avevano anche parlato di come l’avvento dell’intelligenza artificiale non sarà del tutto negativo anzi dovrebbe portare alla creazione di nuovi posti di lavoro, sicuramente specializzati e meno generici. A rimetterci, insomma, saranno proprio quelle figure che compiono azioni meccaniche, a bassa qualifica.

Leggi anche: Lavoro e robot: ecco perché l’87% delle imprese assumerà nuove figure

Lavoro futuro, robot e intelligenza artificiale: perché i lavoratori non temono il cambiamento

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,
>