Mercato auto elettriche, incentivi e tasse per chi inquina: conseguenze per posti di lavoro? Le proteste

Proteste per gli incentivi per le auto ecologiche e le tasse per le auto inquinanti, si teme per l'industria e i posti di lavoro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Proteste per gli incentivi per le auto ecologiche e le tasse per le auto inquinanti, si teme per l'industria e i posti di lavoro.

La notizia, arrivata da poco, sugli incentivi per le auto ecologiche e le tasse per le auto inquinanti, da un lato fa capire come il mercato potrebbe presto cambiare a favore delle auto ibride ed elettriche, dall’altro ha determinato un mare di proteste da parte di metalmeccanici e concessionari auto.

Proteste da parte dei concessionari, intanto Di Maio fa chiarezza

Quello che accadrà dal prossimo 1° gennaio è ancora da decidere visto che Di Maio ha annunciato un tavolo per il prossimo 11 dicembre e a Radio 24 ha chiarito: “Io non voglio mettere alcuna tassa sulle auto familiari di cui gli italiani hanno bisogno per spostarsi. Dopo il confronto con le aziende automobilistiche, con i lavoratori e i consumatori troveremo il modo per migliorare la norma, che non significa fare marcia indietro. Il nostro obiettivo è di incentivare l’uso dell’auto elettrica, ibrida e a metano. Se qualcuno pensa di far litigare il governo su questa norma si sbaglia, perché alla fine prevale il buon senso dall’una e dall’altra parte”.

Quello che era emerso nelle scorse ore era che i cittadini che vorranno cambiare l’auto optando per una non inquinante, quindi elettrica o ibrida o metano, otterranno un contributo economico fino a 6mila euro mentre, al contrario, chi acquisterà un’auto inquinante, dovrà pagare una tassa in base alle emissioni di CO2. E’ chiaro, a questo punto, che a rimetterci saranno coloro che acquistano un veicolo benzina o diesel. Come spiegano in una nota il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Michele Dell’Orco, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa: “è stato introdotto per la prima volta in Italia un contributo per l’acquisto di autovetture, basato sul meccanismo del bonus/malus ecologico. Dal 1 gennaio 2019 e per i successivi tre anni chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, si vedrà riconosciuto un contributo economico fino a 6mila euro, calcolato sulla base della CO2 emessa per chilometro. Chi, invece ne comprerà una nuova alimentata con carburanti più inquinanti, dovrà pagare un’imposta che, anche in questo caso, sarà legata alle emissioni di CO2 del veicolo”.

Paura per i posti di lavoro

Le proteste, legate alla paura della ricaduta di questa decisione sull’industria italiana delle auto, e il successivo impatto occupazionale hanno allarmato Fim Fiom, Federauto e Uilm. Secondo Marco Bentivogli di Fim il nuovo sistema “rischia di penalizzare la nostra industria automobilistica e quella europea a favore della concorrenza estera, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e penalizzando le fasce più povere delle popolazione che non possono permettersi un auto nuova”. Il rischio è la perdita di migliaia di posti di lavoro, una crisi crescente per l’industria del settore e risultati definiti trascurabili per l’ambiente.

Si teme, insomma, che la maggior parte dei cittadini che non potranno acquistare un’auto ibrida, elettrica o a metano per una questione di costi, saranno dunque obbligati a comprare auto alimentate a benzina o diesel e poi costretti a pagare una tassa aggiuntiva. A tal proposito Michele de Palma, segretario nazionale Fiom pensa che sia fondamentale chiedere al governo l’apertura di un confronto per le auto di massa ecologiche e nel ‘car sharing’ ibrido ed elettrico”. L’Italia è ancora in ritardo per quanto riguarda la produzione di auto elettriche, considerando che mancano anche le colonnine di ricarica. Servirebbe, insomma, un’elettrificazione graduale per evitare che quei cittadini che non possono permettersi l’acquisto di auto ibride o elettriche non vadano a rimetterci.

Opinioni negative anche da parte di Federauto secondo cui la proposta potrebbe peggiorare il mercato e l’inquinamento con conseguenze disastrose sul lavoro.

Anche Salvini, ai microfoni di Radiouno Rai, ha manifestato il parere contrario alle tassa: “Sono assolutamente contrario ad ogni forma di nuova tassa su un bene già ipertassato in Italia. Se ci sono bonus per chi vuole cambiare, benissimo ma non penso che ci sia qualcuno che ha un euro3 diesel per il gusto di avere la macchina vecchia, evidentemente non ha i soldi per comprarsi la macchina nuova”.

Leggi anche: Incentivi per auto elettriche dal 1° gennaio 2019: il nuovo sistema bonus-malus che cambierà il mercato

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici