Mercati ingannati sul rischio Brexit? E se stanotte piombassero in un incubo?

Rischio Brexit davvero basso? Le scommesse dei bookmakers andrebbero lette meglio. Domani potrebbe esserci un risveglio amarissimo per i mercati finanziari di tutto il mondo.

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Rischio Brexit davvero basso? Le scommesse dei bookmakers andrebbero lette meglio. Domani potrebbe esserci un risveglio amarissimo per i mercati finanziari di tutto il mondo.

46 milioni di britannici votano oggi al referendum sulla Brexit, che sancirà la permanenza o meno del Regno Unito nella UE. L’esito della consultazione non è vincolante e quand’anche i sudditi di Sua Maestà a maggioranza decidessero di puntare al divorzio da Bruxelles, il Parlamento di Westminster potrebbe non tenerne conto, limitandosi magari a rinegoziare lo status di Londra nelle istituzioni comunitarie. A tale proposito, però, ieri il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato senza mezzi termini che se il paese “è fuori, è fuori”. Semplice tattica alla vigilia del voto? Può essere.

Intanto, i mercati finanziaricox appaiono abbastanza sereni in queste ore, nonostante nelle settimane scorse siano andati quasi nel panico, man mano che i sondaggi indicavano uno spostamento delle preferenze dai “Remain” ai “Leave”. La svolta è arrivata esattamente 7 giorni fa, quando la deputata inglese del Partito Laburista, Jo Cox, sostenitrice della permanenza nella UE, è stata uccisa per mano di uno squilibrato, tale Thomas Mair, probabilmente per motivi politici. L’uomo è considerato, infatti, vicino a gruppi di estrema destra.

Sondaggi Brexit altalenanti

Da allora, gli investitori hanno iniziato a scommettere sul fatto che l’ondata di sdegno tra gli elettori li spingerà oggi a votare a maggioranza in favore dello status quo. E i sondaggi appaiono meno certi di qualche giorno fa. Alcuni danno i “Remain” tornati in testa, altri confermerebbero il vantaggio dei “Leave”.

Aldilà di tutto, c’è la convinzione che la maggioranza dei britannici non vorrà gettarsi nel vuoto, che preferirà le attuali certezze all’ignoto imponderabile. La pensano così gli scommettitori, che puntano al 76% sul “Remain”. Un risultato schiacciante per i bookmakers, contraddetto da un ultimo sondaggio di Ipsos Mori, pubblicato su London’s Evening Standard, secondo cui i favorevoli alla Brexit sarebbero al 53% contro il 47% dei contrari.

 

 

 

Scommesse Brexit cosa dicono davvero?

Altri due sondaggi freschi, Opinium e Tns, darebbero i “Leave” in testa con strettissimo margine (44 a 43 e 43 a 41), anche se gli indecisi potrebbero fare la differenza. Insomma, c’è una divaricazione tra sondaggi e bookmakers, ma perché?

In realtà, le scommesse per il 72% puntano sulla Brexit, ovvero quasi 3 scommettitori su 4 puntano su un voto favorevole all’uscita del Regno Unito dalla UE. Ma allora, come mai la stampa scrive che le probabilità stimate di una Brexit sarebbero di appena il 24% per gli stessi scommettitori? Semplice: 3 britannici su 4 puntano sulla Brexit, ma quelli che puntano sulla permanenza nella UE scommettono cifre molto più alte. Infatti, stando alla Ladbrokes, i Brexiters punterebbero in media 75 sterline, i filo-UE 450.

Una spiegazione possibile

Dunque, non è che gli scommettitori siano in larga maggioranza convinti su un esito favorevole a Bruxelles, ma semplicemente i pochi che scommettono su questo risultato ci puntano di più. Come spiegarlo? Potremmo rispondere così: chi scommette, lo fa per cercare di ricavare il massimo possibile da un evento. Puntando poche sterline su un risultato meno probabile – la Brexit – si ha la possibilità di portare a casa una vincita elevata, nel caso che l’evento si verifichi. Viceversa, chi scommette sulla permanenza nella UE, che sarebbe considerato l’esito più verosimile, ci punta più denaro, sapendo che riceverà una vincita bassa, ma abbastanza sicura.

E’ come se dovessi scommettere su una partita di Champions League tra Real Madrid e Sassuolo. E’ quasi certo che vinceranno gli spagnoli, ma molti bookmakers potrebbero puntare pochi euro sulla squadra emiliana, nella consapevolezza che, se accadesse l’inverosimile, potrebbero portarsi a casa una vincita coi fiocchi. Tuttavia, chi punta parecchi soldi, lo farà quasi sempre sulla squadra ritenuta vincente.

 

 

 

Scommesse manipolate?

Ecco spiegato, quindi, il motivo per cui le puntate più alte sono per il “Remain” e quelle più numerose per i “Leave”. E se non fosse (solo) così? Se dietro ai risultati si nascondesse il tentativo di piccoli gruppi, magari finanziati da entità pubbliche o private (grandi banche, fondi, etc.) londinesi o sovranazionali, di manipolare le scommesse, in modo da infondere nell’opinione pubblica la convinzione che la Brexit non ci sarà? Ciò allontanerebbe forse dai seggi molti dei Brexiters più moderati, alterando l’esito della consultazione.

In fondo, tra una risposta a un sondaggio e le scommesse con denaro sonante, siamo portati a credere che i risultati più attendibili siano quelli di queste ultime. Chi risponde a una rilevazione online o per telefono può anche mentire, visto che non guadagna e vince nulla, ma chi punta i suoi soldi, cerca di farlo con raziocinio.

Ma se avranno avuto ragione i tanti scommettitori, che a larghissima maggioranza hanno puntato sulla Brexit, stanotte, quando verso le 2 o le 3 arriveranno i risultati del referendum, i mercati finanziari sprofonderanno in un incubo, avendo compreso di essersi sbagliati e che il rally delle precedenti sedute sarebbe stato frutto di una convinzione errata, magari di una “manipolazione” a tavolino delle scommesse.

 

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