Melegatti: cassa integrazione accettata, i dubbi sui finanziatori

Cassa integrazione di sei settimane per i dipendenti di Melegatti e le loro parole lasciano davvero ben sperare.

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Cassa integrazione di sei settimane per i dipendenti di Melegatti e le loro parole lasciano davvero ben sperare.

Dopo aver fermato la produzione di pandori e panettoni per Natale, la Melegatti ha tenuto un’importante assemblea nel corso delle ultime ore, durante la quale i lavoratori hanno accettato la cassa integrazione. Non vi erano d’altronde altre vie d’uscita, visto lo stop alla campagna natalizia e i debiti accumulati dalla storica azienda di Verona, a causa dei quali è stata ad un passo dal fallimento. L’intervento del fondo di Malta Abalone ha consentito alla Melegatti di tornare a produrre, a ridosso delle festività natalizie, ma le ultime indiscrezioni che giungono dal Corriere del Veneto sui finanziatori non aiutano a pensare in positivo.

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La durata

La cassa integrazione per i dipendenti della Melegatti dovrebbe durare per un totale di 6 settimane, durante le quali le macchine dell’azienda resteranno ferme. L’azienda ha deciso di non correre il rischio di continuare a produrre panettoni e pandori senza avere la certezza che arrivassero in tempo nei supermercati e gli altri esercizi commerciali. Inoltre, l’obiettivo fissato dal tribunale era stato raggiunto in toto, avendo contribuito alla realizzazione e vendita di oltre un milione di prodotti dolciari. A partire dall’11 dicembre, i 90 dipendenti fissi e i 220 stagionali resteranno a casa per un mese e mezzo, con l’augurio che si possa tornare al lavoro dopo la festa dell’Epifania.

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I dubbi

Il Corriere del Veneto, in un articolo di approfondimento sulla vicenda Melegatti, riporta l’indiscrezione secondo cui l’azienda veneta avrebbe ricevuto soltanto una parte dei 6 milioni di euro promessi dai finanziatori, la cifra pattuita per la sola campagna di Natale.

A questi, vanno a sommarsi gli altri 10 milioni che il fondo maltese avrebbe promesso alla Melegatti per la campagna di Pasqua. La preoccupazione maggiore dei sindacati riguarda però la continuità produttiva, avendo sottolineato che inizialmente era stato detto ai lavoratori che la produzione non si sarebbe fermata, ma che dai pandori si sarebbe passati direttamente alle colombe. Così non è stato, con il risultato che sarà un Natale non del tutto sereno per i lavoratori dell’azienda veronese.

All’Adnkronos, intanto, una dipendente ha deciso di ringraziare la famosa campagna social ed esporre le sue speranze per il futuro: “Grazie a tutti, anche alla campagna social #NoiSiamoMelegatti, siamo riusciti a vendere in soli 20 giorni di produzione almeno un milione e mezzo di pandori, solo un decimo degli anni passati, ma è stato un modo per rimetterci in marcia. Ora dobbiamo replicare con le colombe di Pasqua: ancora non siamo salvi, ma ce la stiamo mettendo tutta. Non ci arrendiamo e credo che ce la faremo. Perché? Ci abbiamo messo l’anima. Ce lo meritiamo”.

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