Medicine finite, ospedali al collasso: il Venezuela chiede aiuto all’ONU

Finite anche le medicine, oltre che il pane, in Venezuela. Caracas chiede aiuto all'ONU, ma la situazione nel paese sudamericano si fa sempre più disperata e senza via d'uscita.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Finite anche le medicine, oltre che il pane, in Venezuela. Caracas chiede aiuto all'ONU, ma la situazione nel paese sudamericano si fa sempre più disperata e senza via d'uscita.

E dopo la “guerra del pane”, la carenza di medicine sta mettendo in ginocchio il Venezuela, dove la Federazione dei Medici calcola che gli ospedali avrebbero a disposizione appena il 5% di quanto necessiterebbero per curare i pazienti, mentre nelle farmacie non si troverebbe l’80% delle medicine. Una situazione così disperata, che il presidente Nicolas Maduro ha annunciato nel fine settimana di avere chiesto aiuto all’ONU, affinché il paese venga rifornito di medicine, ma addebitando la crisi alla “guerra economica e il calo dei prezzi”. Qualche giorno prima, lo stesso aveva incontrato la responsabile del programma di sviluppo ONU per l’America Latina e i Caraibi, Jessica Faieta.

Non è la prima volta che Caracas sia costretta ad ammettere di essere nel mezzo di un’emergenza sanitaria, tanto che alla fine dello scorso anno era già stato chiesto aiuto all’ONU per collaborare in questo ambito, data la sua conoscenza e l’esperienza su come rifornire in breve tempo una popolazione delle medicine necessarie. Nessun dettaglio è stato fornito, però, sulla richiesta specifica avanzata alla Nazioni Unite. (Leggi anche: Venezuela rischia la carestia)

La crisi del petrolio rende impossibili le importazioni

E dire, che il cambio fisso di 1:10 tra bolivar e dollaro (3.000 al mercato nero) viene ancora mantenuto a livelli così fuori dalla realtà proprio per importare dall’estero medicine e cibo. Ma con riserve valutarie ad appena 10,7 miliardi di dollari, di cui il 70% detenute in oro e solamente un paio davvero liquide, di valuta pesante per importare alcunché non ve n’è. Gli ospedali costringono gli stessi ricoverati ad acquistare quasi di tutto per potere essere curati, dalle siringhe alla garza, come testimonia un recente reportage della CNN, che sembra persino avallare l’ipotesi che parte delle medicine verrebbe portato via apposta, per essere rivendute al mercato nero.

La crisi del Venezuela è drammatica: al quarto anno di recessione in corso, non s’intravede la ripresa e l’inflazione dovrebbe salire al 1.600% nel 2017, circa triplicata rispetto al 2016. Il recupero delle quotazioni del petrolio si è arrestato e, anzi, adesso si assiste a un loro ripiegamento sui mercati internazionali. Essendo il greggio il 95% delle esportazioni del Venezuela, rappresenta anche l’unica fonte di accesso ai dollari, senza i quali non si può acquistare niente dall’estero. (Leggi anche: Crisi Venezuela, riserve al limite e fame mette tutti a dieta)

Venezuela tra carestia alimentare e mancanza di medicine

Solamente una settimana fa, vi davamo notizia dell’obbligo imposto dal governo ai panifici di utilizzare almeno il 90% della farina importata per produrre il pane, in modo da evitare che questi la utilizzino per sfornare i più remunerativi dolci, segno anche in questo caso della carenza di cibo, che ha già fatto dimagrire mediamente la popolazione venezuelana di 9,5 kg nel corso del 2016. (Leggi anche: Guerra del pane in Venezuela, governo taglia cornetti e torte)

 

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi del Venezuela, economie emergenti, valute emergenti