Shock tassi in Turchia, +300 punti contro il crollo della lira. Basterà?

Recupero parziale della lira turca sui mercati del cambio dopo il maxi-rialzo deciso dalla banca centrale ieri sera in una riunione di emergenza. Resta il dubbio che si renda necessaria almeno una nuova stretta monetaria.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Recupero parziale della lira turca sui mercati del cambio dopo il maxi-rialzo deciso dalla banca centrale ieri sera in una riunione di emergenza. Resta il dubbio che si renda necessaria almeno una nuova stretta monetaria.

Riunione di emergenza ieri sera alla banca centrale turca, che ha deciso di alzare il limite superiore del corridoio dei tassi di 300 punti base, portandolo dal 13,50% al 16,50%. La decisione era nell’aria, visto che la lira turca era arrivata a precipitare nel corso della seduta di ieri del 4% e in prossimità di un cambio di 5:1 contro il dollaro. La reazione sul mercato forex è stata positiva, con la lira che sta guadagnando in questi minuti l’1,27%, attestandosi a un cambio di 4,63. Gli analisti avevano stimato ieri un rialzo dei tassi minimo necessario per frenare il crollo compreso tra 200 e 300 punti base. Basterà questa stretta per frenare la caduta? Se dovessimo guardare a quanto è accaduto di recente in Argentina, dovremmo ammettere che al governatore Murat Cetinkaya serviranno probabilmente nuovi rialzi dei tassi per rassicurare gli investitori.

A Buenos Aires, la banca centrale ha dovuto alzare i tassi 3 volte e per un aumento cumulato di quasi il 13% al 40% in poco più di una settimana, senza che ciò abbia rinvigorito, tuttavia, il peso argentino, che ancora oggi continua a scambiare in prossimità dei minimi storici contro il dollaro a un tasso di 24,45. Dunque, la maxi-stretta di ieri di Ankara dovrebbe almeno servire ad evitare che la lira turca continui a precipitare. Tenuto conto che fino all’inizio del mese venisse considerato un livello estremamente debole il cambio in area 4,4-4,5, resta da vedere se l’istituto si accontenti di un assestamento ai valori attuali o se non punti a un rafforzamento maggiore.

In effetti, TD Securities ritiene che vi sarebbe una probabilità su tre che la banca centrale ritocchi i tassi all’insù anche al prossimo board del 7 giugno. I suoi margini di manovra restano limitati, data l’aperta opposizione del presidente Recep Tayyip Erdogan a una politica monetaria restrittiva. E le elezioni presidenziali e politiche sono state anticipate dallo stesso al 24 giugno prossimo, per cui appare problematico in piena campagna elettorale per Cetinkaya recitare il ruolo di “falco” contro i desiderata di Erdogan, le cui dichiarazioni nelle scorse settimane sono parse determinanti nello scatenare la bufera finanziaria. Egli aveva affermato di ritenere che la gestione monetaria spetti anche al capo dello stato dopo il voto, ribadendo la sua opposizione ai tassi alti, valutati come ostili alla crescita.

Lira turca, crollo senza fine: riunione d’emergenza della banca centrale?

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Argomenti: Crisi turca, Economie Asia, economie emergenti, lira turca, valute emergenti

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