Maxi-offerta di Comcast per Sky e fermo di Bolloré per corruzione fanno godere Mediaset

Maxi-offerta di Comcast per Sky e Vivendi nella bufera per le accuse di corruzione contro Vincent Bolloré. I media europei al centro degli appetiti americani e Mediaset gode.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Maxi-offerta di Comcast per Sky e Vivendi nella bufera per le accuse di corruzione contro Vincent Bolloré. I media europei al centro degli appetiti americani e Mediaset gode.

In 24 ore abbiamo assistito a due notizie dirompenti per il mondo dei media in Europa. La prima risale all’altro ieri, quando la polizia francese ha fermato il finanziere bretone Vincent Bolloré, che da pochi giorni aveva ceduto la presidenza del consiglio di sorveglianza del gruppo al figlio 36-enne Yannick, con le accuse di corruzione, in merito all’ottenimento di due concessioni portuali in Africa negli anni passati. L’uomo è stato rilasciato e contro di lui le accuse sono state formalizzate. Insomma, è ufficialmente indagato per corruzione, anche l’interessato egli nega le accuse. Ieri mattina, invece, la bomba in arrivo dagli USA: il gigante delle telecomunicazioni americano Comcast ha offerto 12,50 sterline per ogni azione di Sky, superando del 16% l’offerta già avanzata dalla 21st Century Fox di Rupert Murdoch, che a fine febbraio aveva formalizzato 11,70 sterline per ciascuna azione del 61% non ancora posseduto. Il magnate australiano, infatti, detiene già il 39% dell’operatore satellitare britannico. A conti fatti, Comcast metterebbe sul piatto 22 miliardi di sterline, ovvero quasi 31 miliardi di dollari o circa 25 miliardi di euro.

Il titolo Sky si è impennato di circa il 4% ieri, perché il mercato spera e si attende una risposta da Murdoch con un rilancio dell’offerta. Il ceo di Comcast, Brian Roberts, a sua volta sembra intenzionato a puntare con decisione sul gruppo britannico, al fine di espandersi nell’importante mercato dei media europei, che pur essendo complessivamente alla pari di quello americano per potenzialità, risulta ancora frazionato in decine di piccoli mercati nazionali, pur con l’espansione ormai evidente da anni di Sky, come abbiamo notato anche in Italia, dove detiene il monopolio del satellite.

TIM francese accerchiata da governo e privati, ecco la caccia a Vivendi

E’ USA contro Francia, Mediaset gode

Se questi sono i fatti, nel giro di un solo giorno stiamo assistendo a un rimescolamento delle carte in favore dei giganti a stelle e strisce e decisamente contro le ambizioni della Francia di elevarsi a potenza delle telecomunicazioni nel Vecchio Continente. L’operazione Comcast-Sky e i guai giudiziari di Bolloré arrivano in un momento delicato per le sorti di Vivendi in Italia, che all’assemblea degli azionisti del 4 maggio rischia di perdere il controllo di TIM, avendo contro il fondo americano Elliott Management, in ciò sostenuto dalla Cassa depositi e prestiti (il governo italiano) e da altri fondi italiani e stranieri. In gioco c’è il controllo della rete in rame e parzialmente in fibra della compagnia, nonché il consolidamento del colosso francese sul nostro mercato delle tlc, compresa Mediaset.

Cacciare i francesi dall’Italia equivale non solo a una mossa in difesa della “italianità” di certi asset strategici nazionali, in sé opinabile, quanto a porre fine ai loro sogni di espansionismo in Europa. E Bolloré intende da tempo rilevare con la spietatezza di un raider i vari pezzi di industria dei media nelle singole nazioni, al fine di sbarrare la strada proprio a Sky, che sta emergendo come unico operatore in grado di controllare gran parte del mercato delle pay tv e dell’informazione, in generale. Dinnanzi a un’offerta di Comcast, che vale quanto l’intera capitalizzazione in borsa di Vivendi, il bretone poco potrebbe, se non confidare nel buon esito della sua campagna d’Italia, sinora disastrosa, che anche in conseguenza della sua tentennante credibilità sul fermo di martedì, potrebbe trasformarsi in una Waterloo.

E Mediaset? Con Sky si è già assicurata uno scambio di contenuti in programma sulle reti pay, oltre che a un contratto di opzione per la cessione di Premium ai britannici tra ottobre e novembre di quest’anno. E Marina Berlusconi, la figlia battagliera e senza peli sulla lingua dell’ex premier, a capo del Gruppo Mondadori, ha ribadito lo stato dei fatti con Bolloré, amico di famiglia fino al mancato acquisto di Premium di due anni fa: “con lui teniamo i rapporti in tribunale”. La holding di famiglia, Fininvest, ha chiesto un maxi-risarcimento dei danni per 3 miliardi a Vivendi, la quale a febbraio aveva offerto in sede stragiudiziale 460 milioni in 5 anni, attraverso acquisti di contenuti premium da parte della controllata TIM. Con Comcast intenzionata a spendere per espandersi, nel caso riuscisse a scalare Sky, l’appetibilità di un asset come Mediaset Premium per gli americani diverrebbe elevata.

E quanto sta accadendo spinge a credere che Mediaset si stia rafforzando nella sua difesa dai tentativi di scalata dei francesi, puntando all’integrazione o alla vendita vera e propria in favore di Sky. Le prime vittime di questo scompiglio sono i club di Serie A, che non riescono a vendere i diritti televisivi al prezzo desiderato tramite l’aggiudicataria spagnola Mediapro. E chissà che Bolloré non debba uscirsene di corsa da Cologno Monzese per munirsi di sufficienti munizioni con cui sparare qualche colpo nel mondo dei videogiochi e della musica. La sua Vivendi ha già avuto a che fare con Comcast, quando nel 2004 ha ceduto il 20% detenuto in NBCUniversal alla General Electric, quota riacquistata dal colosso americano, che adesso controlla totalmente l’asset. Da raider, il finanziere rischia di diventare oggetto degli appetiti della finanza USA o, comunque, di dovere giocare in difesa e non più all’attacco. Del resto, che i fondi americani siano scesi in campo sull’affaire TIM contro di lui e a sostegno apparente di una operazione “di sistema” italiana lo dovrebbe mettere in allarme. Che l’Italia sia il primo campo di battaglia per accerchiare progressivamente le ambizioni di Parigi?

Su TIM è guerra tra Trump e Macron e la soluzione forse passerà dal Brasile

[email protected]

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Europa

I commenti sono chiusi.