Maxi multe fino a 3mila euro per chi non indossa la mascherina: cosa potrebbe cambiare dal 7 ottobre

Fino a 3mila euro di multa e mascherine obbligatorie all'aperto in tutta Italia, ecco che cosa potrebbe cambiare dal 7 ottobre.

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mascherine al lavoro

Ormai la mascherina obbligatoria anche all’aperto sembra una prerogativa di molte Regioni, che l’hanno imposta 24 ore su 24. Chi non rispetterà le regole andrà incontro a pesanti multe di 400 euro. 

Che cosa cambia dal 7 ottobre

Mercoledì 7 ottobre, il governo varerà il nuovo Dpcm che prevede multe da 400 a 3mila euro per chi non indossa la mascherina. A quanto pare, questo importante dispositivo di protezione dovrà essere indossato tutto il giorno, anche all’aperto. Le disposizioni, che dovrebbero essere attive dal giorno 8 ottobre, saranno illustrate da Roberto Speranza. Quindi, da giovedì, molto probabilmente, sarà obbligatorio indossare le mascherine anche all’aperto in tutta Italia.

 

Nella bozza del Dcpm verrà discussa anche la questione sul limite di 200 persone nei luoghi chiusi e di 1000 persone nei luoghi aperti. E non solo. Si dovrebbe anche affrontare il tema della sicurezza nei trasporti pubblici, la capienza fino all’80% su treni, aerei e navi. Molto importante anche la questione sulle chiusure di ristoranti e locali alle 22, nel vertice potrebbe emergere la necessità di allungare l’orario fino alle 23 ma sicuramente si imporrà il divieto di asporto di alcolici dopo le 22. 

Possibili divieti allo studio

Nel dettaglio, i divieti allo studio, secondo Il Corriere, sono: 

-i maggiori controlli sui divieti di assembramento con l’intensificazione degli stessi 

– la valutazione se anticipare o no l’orario di chiusura dei locali 

-il numero massimo di 200 persone nelle feste al chiuso 

– il governo starebbe anche valutando se tornare allo schema in vigore fino al 19 maggio, che concedeva alle Regioni la possibilità di emettere ordinanze più restrittive rispetto a quelle nazionali. 

 

Secondo la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, inoltre: 

 

“Penso che il Paese non sia in grado di sopportare un nuovo lockdown.

Socialmente ed economicamente. Vedo solo la necessità di essere severi nel far rispettare le regole. L’allarmismo non serve, non aiuta a controllare la pandemia e crea solo sfiducia.

 

C’è un rischio reale di tensioni sociali che è legato alla recessione economica e alla mancanza di lavoro. Ci troviamo di fronte al paradosso rilevato dall’Istat che il reddito delle famiglie cala, aumentano le bollette e sale la pressione fiscale. Qualcosa non torna nei conti degli italiani”

Attendiamo il 7 ottobre per capire che cosa accadrà nel dettaglio e che cosa conterrà la bozza del nuovo Dcpm.

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