Matteo Renzi e il Pd rinnovato: c’è ancora tempo?

Il sindaco di Firenze sarebbe pronto a prendere la leadership in nome del rinnovamento: basta corteggiare Grillo

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il sindaco di Firenze sarebbe pronto a prendere la leadership in nome del rinnovamento: basta corteggiare Grillo

Dopo le dimissioni di Bersani e la crisi del Pd, Matteo Renzi potrebbe prendere le redini del partito. Il sindaco di Firenze appare pronto e auspica un Pd rinnovato, in grado di “interpretare il Paese e che non si paralizzi nella difesa delle sue correnti“. “La mia ambizione è cambiare l’Italia e cambiare un partito che riflette sul suo ombelico”.

Il Pd come l’araba fenice: risorgere dalle ceneri

Le sue appaiono come parole di incitamento ad un Pd che molti danno per morto: occorre accettare la sfida di Beppe Grillo e non cedere alla paura del web. Le priorità che il nuovo premier dovrebbe affrontare sono diverse tra cui l’emergenza lavoro (ad esempio mediante sconti fiscali per i neo assunti). Interventi pratiche e non solo ideologie: “Quando il paese inizierà a parlare dei 450 mila nuovi disoccupati, allora tutto si potrà risolvere. Il resto è ideologia. Le aziende stanno chiudendo. Dobbiamo semplificare liberando le energie. Il Paese è paralizzato, i cittadini stanno soffrendo. Questa è la vera emergenza“.

Governo di un anno?

E’ lo stesso Renzi ad augurarsi che il nuovo esecutivo non duri più di un anno, per poi poter tornare alle elezioni. Ma nel frattempo il Pd non può stare a guardare. “Mettiamoci la faccia e diciamo noi quel che va fatto. Poi può presiederlo anche uno d’area centrosinistra, un tecnico o un politico. Certo deve appartenere al nostro mondo, deve essere una persona stimata e godere di consenso. E comunque dimostriamoci leader e non follower. Non si può essere terrorizzati da un tweet. Al primo cinguettio c’è qualcuno che se la fa addosso. Io voglio che i democratici diano la linea al web e non viceversa. I nostri militanti, quelli che si sacrificano, i volontari non vogliono che i loro leader siano impauriti. Non vogliono un partito succube. Puntiamo sulla trasparenza, aboliamo le province, abbattiamo le burocrazie, organizziamo una lotta all’evasione fiscale a tutto campo. Andiamo in Parlamento e vediamo chi è contro, se ne assumeranno la responsabilità“.

Renzi si candida oppure no?

Ma sulle domande relative alle sue intenzioni immediate Renzi resta vago. “Non so come, non so quando ma io ci sono. Ora non voglio aprire un dibattito su di me, non sono in cerca di una seggiola. Io in questo partito ci sono e ci resterò con Fassina e con Orfini. Non mi candiderò per il gusto di candidarmi. Bersani ha vinto alle primarie ma la sua linea è stata sconfitta. Il partito vuole vincere con una linea diversa? Io ci sono”.

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Argomenti: Politica