Matteo Renzi ha un grande avversario: il presidente Mattarella!

Il presidente Mattarella spegne i sogni di Matteo Renzi sulle elezioni anticipate. Al segretario del PD restano poche settimane per sperare ancora di fare cadere il governo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il presidente Mattarella spegne i sogni di Matteo Renzi sulle elezioni anticipate. Al segretario del PD restano poche settimane per sperare ancora di fare cadere il governo.

Un’intervista concessa per Bloomberg dal presidente Sergio Mattarella, in visita nei giorni scorsi nel Canada, ha probabilmente chiuso una volta per tutte la querelle sulle elezioni anticipate. Il capo dello stato ha, anzitutto, richiamato i partiti in Parlamento a mettere mano alla legge elettorale, armonizzando il sistema di voto tra Camera e Senato, ma avvertendo che per ciò non sarebbe possibile andare oltre la scadenza naturale della legislatura, chiarendo che questa cade tra febbraio e marzo dell’anno prossimo. Ovviamente, ha aggiunto, si possono sempre creare condizioni politiche per anticipare tale scadenza, ma “non ci sono segnali di questo genere” al momento, ha chiosato.

Più che di un’analisi, quello di Mattarella è stata a tutti gli effetti un avvertimento al partito delle elezioni anticipate, ovvero al PD di Matteo Renzi. Non è una novità che il Quirinale sia contrario a strappi, che facciano scivolare l’Italia verso l’anticipo del voto. Vorrebbe che il governo Gentiloni portasse a termine la legislatura e che nel frattempo il Parlamento trovasse una legge elettorale decente con cui fare votare gli italiani l’anno prossimo.

Nessuna delle due ambizioni/speranze di Mattarella coincidono, però, con i progetti di Renzi. Il segretario democratico ha come primo obiettivo quello di andare alle urne prima che il governo vari la legge di Stabilità per il 2018. Perché? Essa dovrà contenere le misure per evitare che scattino gli aumenti dell’IVA dall’1 gennaio prossimo. In teoria, queste ammonterebbero a quasi 20 miliardi, ma la Commissione europea dovrebbe facilitare la vita a Roma, concedendole uno sconto di mezzo punto percentuale di pil, ovvero di almeno 8 miliardi, anche se alla luce delle concessioni già rese per il salvataggio delle due banche venete a carico dello stato, aumenterebbero le probabilità di un irrigidimento della posizione di Bruxelles. (Leggi anche: Centro-destra spazza via il PD di Renzi ai ballottaggi, elezioni anticipate addio?)

L’incubo manovra e legge elettorale per Renzi

Tre gli scenari possibili: che il governo italiano riesca a contenere a qualche miliardo di euro le correzioni necessarie ai conti pubblici, in modo da evitare la stangata dell’IVA, così come anche tagli alla spesa pubblica e/o aumenti di altre imposte. Scenario, che contemplerebbe una resa sostanziale della UE e per questo abbastanza improbabile; che il governo debba mettere mano a una manovra di una decina di miliardi tra tagli e tasse; Roma dovrà trovare tutti i 20 miliardi per evitare l’aumento IVA, ma al costo di tagli pesanti alla spesa o di accrescere entrate alternative.

Comunque sia, la prossima manovra finanziaria non sarà più à la Renzi, ovvero dal sapore elettoral-clientelare, bensì rigorosa, aldilà dell’entità dei saldi. Ciò creerebbe le condizioni più fertili per le opposizioni, mentre il PD porterebbe il peso della difesa di misure potenzialmente impopolari.

Quanto alla legge elettorale, Renzi vorrebbe evitare che gli altri partiti alla sua sinistra e le attuali opposizioni abbiano il tempo di mettersi d’accordo per trovare una soluzione condivisa. Egli teme più di ogni altra cosa la previsione di soglie di sbarramento e di premi di maggioranza legati alle coalizioni. Queste ultime non sarebbero l’ideale per il segretario, in quanto lo costringerebbero a mediare con altri partiti sfuggenti al suo controllo e i quali vorrebbero candidare qualcun altro per Palazzo Chigi. (Leggi anche: Governo tra Berlusconi e Renzi: e se il Cav puntasse a distruggere il PD?)

 

Ad oggi, Renzi può contare su Silvio Berlusconi, anch’egli desideroso di non legarsi mani e piedi alla Lega Nord di Matteo Salvini e contrario alle coalizioni. Tuttavia, l’inatteso trionfo del centro-destra alle elezioni amministrative potrebbe convincere il leader di Forza Italia a puntare su una soluzione diversa da quella sinora prospettata, le larghe intese con il PD dopo le elezioni.  Egli potrebbe adesso ipotizzare una vittoria del centro-destra alle politiche con una legge elettorale diversa dal proporzionale, trattando un candidato premier quanto più vicino a lui.

Se Renzi fosse lasciato solo da Berlusconi sulla legge elettorale e se questi flirtasse con le altre formazioni diverse dal PD per assicurarsi una legge elettorale ritagliata su misura sulle sue esigenze, il Nazareno rimarrebbe esposto alle intemperie. Già al suo interno è guerra tra bande. La folta truppa di parlamentari facenti capo al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, si mostra intenzionata a mollare il segretario per una soluzione come il ritorno di Romano Prodi. Se si mostrasse compatta nel portare a termine la legislatura e nel concordare con gli altri partiti una legge elettorale pro-coalizioni, per Renzi sarebbe la fine.

In autunno, ne vedremo delle belle. Il segretario cerca sin d’ora il casus belli per fare saltare il governo Gentiloni, magari addossando la colpa ai soliti centristi di Angelino Alfano o alla sinistra di Bersani-D’Alema. Il percorso dell’esecutivo sarà accidentato e tutti sappiamo che esso, se durerà fino a fine legislatura, non è certo per fare le riforme, bensì solo per contenere lo strapotere nella maggioranza del segretario dem. I toni saliranno in piena estate. Renzi deve giocarsi le sue residue probabilità di fare cadere il governo con un qualche incidente a luglio o subito dopo la fine delle vacanze estive. In realtà, se non ci riuscisse entro le prossime 2-3 settimane, sarebbe già tardi e dovrebbe rassegnarsi ad andare alle urne con l’onere di una manovra tutt’altro che popolare. E sempre che un eventuale Ulivo 2.0 lo candidi a premier. (Leggi anche: Caos PD, Prodi invoca Corbyn per abbattere Renzi)

 

 

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Argomenti: Matteo Renzi, Politica, Politica italiana

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