Matt Stoller: Un’Analisi del Dibattito Obama-Romney

Matt Stoller di Naked Capitalism analizza la corsa dei cavalli americana ed effettivamente c'è l'imbarazzo della scelta...

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Matt Stoller di Naked Capitalism analizza la corsa dei cavalli americana ed effettivamente c'è l'imbarazzo della scelta...

Lasciatemi cominciare col dire che odio l’analisi sulla corsa dei cavalli elettorale, perché è una stronzata. Non solo è priva di significato, ma spesso è fatta da analisti che in un modo o nell’altro stanno sul libro paga di Wall Street o delle telecom o del pharma o di chiunque altro. Ancor più, i dati sono cose terribili. Nonostante gli scienziati sociali affermino, in sostanza, che le elezioni possono essere sottilmente manipolate attraverso una definizione minuziosa degli obiettivi, noi semplicemente non sappiamo granché di come si comporteranno gli elettori. E ancora di più, i politici e i sondaggisti non lo vogliono sapere. Nel 2008, era ovvio che i pignoramenti avrebbero avuto un impatto enorme sul risultato elettorale. Nel periodo 2008-2011, io ho contato un giornale, sì, solo uno, che aveva preso in considerazione questo problema. Tom Ferguson e Jie Chen dimostrarono che il calo dei prezzi immobiliari era stata la ragione principale per la conquista di Scott Brown del seggio al Senato che prima era di Ted Kennedy. L’unico altro studio che ho visto quest’anno è quello che ha dimostrato che dal 2008 ad oggi il 60% degli elettori neri del Milwaukee sono scomparsi.   ELEZIONI IN USA – Non si può sapere che tipo di impatto avranno la crisi finanziaria e la crisi dei pignoramenti sugli elettori, fino a dopo le elezioni. Ma il fatto che non vi sia stata quasi alcuna analisi della crisi dei pignoramenti nel contesto elettorale dimostra che le élite politiche non vogliono sapere cosa sta realmente accadendo. Meglio fare campagne del cavolo basate su dati scarsi promossi disonestamente da gente che riceve commissioni dalle varie associazioni di categoria. Quindi bisogna riconoscere, prima di tutto, che quasi tutti i pronostici che stiamo ascoltando in TV e alla radio sono fatti da una classe di professionisti volutamente ignoranti che vogliono solo che sia la loro squadra a vincere. Detto questo, ecco la mia analisi sulla corsa di cavalli elettorale!   DIBATTITO OBAMA ROMMEY – C’è stato un dibattito, e Obama non ha fatto bene. Prima di questa sera, la saggezza convenzionale diceva che i dibattiti non determinano le elezioni. Non ho idea se questo è vero anche per il futuro, e l’unico modo per saperlo è quello di guardare ai sondaggi nel corso dei prossimi giorni. Se ogni elettore registrato ha visto questo dibattito e ha preso una decisione su chi votare sulla base di questo dibattito, Mitt Romney avrebbe vinto. Ma chi ha guardato il dibattito? E la gente decide veramente sulla base di questo dibattito? Solo Gallup lo può dire. Eppure, è utile sapere cosa è successo, e perché, dato che Obama e il suo team stasera erano imbarazzati. Siamo in campagna elettorale, quindi la stampa è destinata probabilmente a farlo diventare un momento importante (si veda il titolo della CNN: Romney Shakes Up Race) Per quello che posso dire, le tendenze che hanno portato Romney a vincere questo dibattito sono macroscopiche. Obama non è un cattivo oratore, e non era impreparato. Sia Romney che Obama stanno seguendo la loro strategia di comunicazione, è solo che quella di Romney ha funzionato, e quella di Obama no. Romney sta puntando alla crisi economica, e Obama sta facendo il simpatico e al di sopra della mischia. Romney e il suo team credono di poter semplicemente puntare sulla strategia economica fallita dell’amministrazione, e gli elettori spareranno su Obama. Obama e il suo team pensano che Obama è visto come una persona cordiale, e vogliono sottolineare questa sua capacità di relazionarsi agli americani in un modo che Romney non può fare.   Quanto a Romney, si è spostato a sinistra. Ha fatto proprio come George W. Bush nei dibattiti del 2000, in cui Bush appariva più moderato e di sinistra. Gore cercava l’attacco matematico sul piano di Bush di privatizzare la sicurezza sociale, e Bush contrastava con la linea infame della “fuzzy math” (una logica fuzzy è una logica dai contorni indefiniti, ndt). Questa volta, Romney ha fatto la stessa cosa, ha soltanto detto che le affermazioni di Obama sul suo piano non erano vere. Erano vere. Romney ha continuato a mentire sui suoi piani. Ha detto che non avrebbe tagliato le tasse ai ricchi, le spese per l’istruzione, l’assistenza sanitaria, la sicurezza sociale, o il Medicare per gli anziani. E’ andato contro Obama per i tagli ai programmi sociali. Romney, in sostanza, sembrava un liberal repubblicano del Massachusetts. Nulla di ciò che diceva era vero, con ogni probabilità. Ma Romney ritiene che la gestione di Obama dell’economia sia veramente terribile, ed è stato in grado di vendere questa idea in modo molto efficace.   Il motivo per cui Obama ha fatto male è semplice. Egli sta governando male l’America. Egli non ha risolto la crisi dei pignoramenti, la crisi occupazionale, la crisi climatica, la crisi energetica, la crisi finanziaria, la crisi del debito, la crisi sanitaria, né, davvero, qualsiasi altra cosa. Egli non può puntare su fatti che possano piacere agli americani in generale, ad eccezione dell’uccisione di Bin Laden e il salvataggio automatico. Il suo ordine del giorno per il secondo termine è di tagliare Social Security, Medicare, le imposte sulle società, smantellare più sindacati degli insegnanti e far passare accordi commerciali più neoliberisti. È orgoglioso di questo record. Ma lui sa che non può puntarci perché è impopolare, e quindi si è presentato come un bravo ragazzo simpatico. Si è spesso complimento con Romney, si è detto d’accordo con lui sulla maggior parte degli argomenti politici di base, e in generale ha evitato di sottolineare le molte volte che Romney stava mentendo. Non ha puntato su questioni sociali come l’aborto,né sugli altri punti deboli di Romney. Ha cercato di presentarsi come un combattente per la classe media, ma in realtà non rispetta le persone che percepisce meno forti di lui. Obama ha pietà per la classe media, non rispetto. Né a Obama piace Romney. Così Obama è venuto fuori passivo e poco convincente, a perorare una causa in cui non crede. E’ come George W. Bush, che non riusciva a mettere due parole scorrevoli insieme a meno che non stesse parlando di morte e distruzione, e allora diventava un retore virtuoso. Obama rende al suo meglio quando parla di se stesso e della sua famiglia, perché è quello che gli piace e in cui crede. Ecco perché la sua campagna 2008 ha funzionato, perché era tutta imperniata su Obama Il Salvatore. E’ stato un narcisismo di massa (e anche allora, ha battuto John McCain solo di poco). Se vi state chiedendo perché ora Obama è stato così un cattivo oratore, dove è andato a finire il vecchio Obama, basta solo riconoscere che lui è un grande oratore solo quando è tutto centrato su se stesso, perché è lì che sta il suo interesse. Il talento c’è, il carattere no.   Questo dibattito avrà importanza? Probabilmente, almeno nel breve termine. Obama era sul punto di tagliar fuori Romney dalle donazioni, dipingendolo come una causa persa. Ora Romney troverà più facile raccogliere fondi, dal momento che può vantare di avere una chance per la vittoria. E la stampa può legittimamente dipingere Romney come potenzialmente un buon leader, e fargli acquistare punti. D’altra parte, anche se Obama è il più debole presidente in carica dai tempi di Jimmy Carter, la inetta campagna di Romney stava raggiungendo uno status leggendario. Egli è ancora un pessimo candidato, ha fatto una pessima campagna, e la questione Bain non è scomparsa. Obama di solito va piuttosto bene quando ha le spalle al muro, quindi immagino che saprà ribaltare quello che è successo e cambiare la sua strategia per inquadrare le questioni in modo più favorevole. Potrebbe parlare delle questioni sociali, si sente a suo agio sulle questioni di politica estera, e non dovrà avere a che fare tanto con l’economia nelle discussioni future. E Romney non è particolarmente convincente in materia di politica estera. Obama deve ancora perdere questa corsa.   Matt Stoller è membro del Roosevelt Institute e autore del sito Naked Capitalism   Articolo originale: Post-Debate Analysis: The Media Can Now Get the Electoral Horse Race It Wants

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