Martin Wolf: L’austerità della Gran Bretagna è indifendibile

Martin Wolf sul Financial Times spiega a Cameron che l'albero del denaro esiste e si chiama Banca d'Inghilterra

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Martin Wolf sul Financial Times spiega a Cameron che l'albero del denaro esiste e si chiama Banca d'Inghilterra

Martin Wolf, il chief economist del Financial Times, critica con argomenti forti il discorso sull’economia del Primo Ministro Cameron della settimana scorsa, secondo cui “non c’è alternativa” all’austerità in Gran Bretagna. Il programma di austerità avviato nel giugno 2010, con un’economia che stava mostrando segnali di ripresa, ha portato il paese in una fase di stagnazione, con degli effetti negativi anche sul bilancio pubblico: addirittura secondo l’autorevole Institute for Fiscal Studies il fabbisogno di quest’anno potrebbe essere maggiore di quello dell’anno scorso. Tra gli altri, anche Simon Wren-Lewis dell’Università di Oxford e Jonathan Portes del National Institute of Economic and Social Research, hanno demolito la politica fiscale del governo.   Questi i punti chiave del dibattito: David Cameron sostiene che coloro che pensano che il governo possa prendere ancora prestiti “immaginano forse che esista un albero magico dei soldi . Ebbene, lasciate che vi dica una semplice verità: non esiste”. Invece, questo è un errore. In primo luogo, un albero del denaro esiste, e si chiama Banca d’Inghilterra, la quale ha creato 375 miliardi di £ per finanziare i suoi acquisti di asset. In secondo luogo, come le altre istituzioni solvibili, i governi possono prendere a prestito. In terzo luogo, i mercati ritengono che il governo sia solvibile, dal momento che sono disposti a prestare denaro ai tassi più bassi mai visti nella storia del Regno Unito. E, infine, i mercati stanno facendo prestiti a causa dei surplus finanziari strutturali del settore privato ed estero. Ancora, Cameron osserva che “il downgrade del mese scorso è stato il promemoria più brutale possibile sul problema del debito che ci troviamo ad affrontare”. No, non è così, per tre ragioni. In primo luogo, Moody’s ha sottolineato che il grosso problema del Regno Unito è il ristagno della crescita economica a medio termine, crescita che l’austerità ha peggiorato. In secondo luogo, il rating di uno stato sovrano che non può andare in default su un debito in valuta propria ha poco significato. In terzo luogo, si può pensare che i tassi di interesse a lungo termine aumenteranno se si hanno aspettative di elevata inflazione e di più elevati tassi a breve termine. Ma una tale evoluzione si può verificare in seguito a una ripresa, la quale soltanto renderebbe efficace e tempestiva una politica di austerità.   Il Primo Ministro ha anche dichiarato: “Il Labour Party pensa che indebitandosi di più si finirebbe miracolosamente per indebitarsi di meno … Una cosa davvero incredibile.” Ciò che è veramente incredibile è che Mr Cameron non riesca a capire che, se un ente che spende quasi la metà del prodotto interno lordo riduce le sue spese, come sta facendo anche il settore privato, il calo della produzione globale può essere così grande che le sue finanze finiscono in uno stato peggiore di prima. Bradford DeLong di Berkeley e Larry Summers, ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti, hanno dimostrato che, in una economia depressa , ciò che Mr. Cameronritiene incredibile è invece molto probabilmente vero. Un documento recente del Fondo Monetario Internazionale sostiene che “una stretta fiscale potrebbe aumentare il rapporto debito/Pil a breve termine, in quanto i vantaggi fiscali sono in parte annullati dal calo della produzione”. Mr. Portes aggiunge che, anche se questo può non essere vero per il Regno Unito in sè, è molto probabilmente vero per l’Europa, dal momento che quasi tutti stanno facendo delle politiche restrittive contemporaneamente. Mr. Cameron sostiene che “questo deficit non è apparso all’improvviso semplicemente come conseguenza della crisi finanziaria globale. E’ il risultato di una persistente, sconsiderata e completamente insostenibile spesa pubblica in deficit andata avanti per molti anni.” In un certo senso, questo è l’errore più preoccupante – non perché la politica fiscale del partito laburista, allora al potere, fosse perfetta. Ben lungi dal sostenere questo. La politica di bilancio avrebbe dovuto essere più restrittiva. Ma questo non è il motivo principale per cui il Regno Unito ha un enorme deficit strutturale. E’ l’economia, stupido! Nel 2007, secondo il FMI, il debito pubblico inglese – al 38 per cento del PIL – era il secondo più basso nel gruppo delle sette principali economie. Questi livelli erano anche eccezionalmente bassi per gli standard storici della Gran Bretagna. A marzo del 2008, il Tesoro stimava un disavanzo strutturale corretto per il ciclo sul bilancio corrente a meno dello 0,7 per cento nel 2007-08 e a meno dello 0,5 per cento nel 2008-09. Il crollo della produzione ha causato l’esplosione dei disavanzi e del debito.”. In un prossimo articolo Martin Wolf spiegherà perché l’economia si è dimostrata così fragile e il riequilibrio così difficile.   Articolo originale: Britain’s austerity is indefensible  

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