Mario Monti attacca la Francia: volle l’euro, ora lo attacca, l’asse con Berlino è a rischio

L'ex premier Mario Monti dubita della Francia e spiega che i crescenti sentimenti anti-euro nel paese potrebbero mettere a rischio l'asse con la Germania.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'ex premier Mario Monti dubita della Francia e spiega che i crescenti sentimenti anti-euro nel paese potrebbero mettere a rischio l'asse con la Germania.

L’ex premier Mario Monti, uno dei più stimati economisti e non solo in Europa, ha rilasciato un’intervista interessante al quotidiano britannico The Telegraph sulla situazione attuale dell’Eurozona. “Super Mario”, com’è stato ribattezzato nel 2012, quando con il suo decreto Salva-Italia avrebbe ridato fiducia agli investitori sulla permanenza dell’Italia nell’euro e la tenuta dei conti pubblici, si è mostrato molto preoccupato per la Francia, in cui, ammette, i sentimenti contrari alla moneta unica sono diventati preponderanti. Monti spiega di non essere stupito di udire certe campagne anti-euro in Grecia e in Portogallo e ritiene che anche in Italia ci sarebbero diversi partiti euro-scettici, ma chiarisce il suo stupore per Parigi, ricordando come fu la Francia e non la Germania a volere l’euro, mentre i tedeschi lo accettarono senza grande convinzione, solo per ottenere il via libera del resto dell’Europa alla riunificazione delle due Germanie.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, ecco la proposta di Monti per convincere anche la Germania  

La forza della Le Pen in Francia

Ma i consensi per il partito di Marine Le Pen, il Fronte Nazionale, sono elevati, a dimostrazione del clima di scontento imperante nella seconda economia dell’Eurozona. Tutto ciò, spiega l’ex premier, metterà sempre più a rischio l’asse franco-tedesco, che già oggi non è così forte come un tempo, sottolinea. La Le Pen avrebbe spinto anche parte dell’élite su posizioni antagoniste rispetto agli obiettivi di bilancio dell’Eurozona. Non si sottrae a una breve analisi anche sulla Grecia, che confida ancora che possa rimanere nell’Eurozona, sebbene, spiega, ad Atene si imputino all’Europa colpe che, invece, dovrebbero essere addebitate a decenni di mal governo. Ammette, però, Monti che la cura della Troika (UE, BCE e FMI) sarebbe stata in parte sbagliata e rivela di essersi battuto per tenerla al di fuori dei confini dell’Italia, in quanto sarebbe stata avvertita come una sorta di umiliazione nazionale.   APPROFONDISCI – Juncker avverte Italia e Francia: conseguenze spiacevoli senza riforme entro marzo   Infine, sostiene che tra le grandi economie dell’Eurozona, la Spagna sarebbe oggi quella maggiormente entusiasta dell’euro, ma non dovrebbe commettere l’errore, conclude, di affidarsi all’estrema sinistra di Podemos. E proprio ieri la Francia ha votato per le elezioni municipali al primo turno, che hanno visto la netta ascesa della destra dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, l’Ump, che si è imposta su tutte le altre formazioni con quasi il 30% dei consensi, seguita dal Fronte Nazionale, fermatosi al 25%. Terzo posto per i socialisti, scesi al 21%. Per quanto il dato del partito della Le Pen sia sotto le attese, bisogna tenere conto che si tratti di elezioni locali, in cui il voto d’opinione è meno forte e laddove il peso dei partiti tradizionale è storicamente più forte. Inoltre, sarà da verificare il risultato dei ballottaggi, il vero test sulla rinnovata geografia politica francese. Resta il fatto che un quarto dei francesi si è affidato a una formazione marcatamente anti-euro e che, in termini assoluti, si conferma primo partito transalpino, considerando che l’Ump ha dovuto creare un cartello con i centristi. I timori di Monti sono più che concreti.   APPROFONDISCI – Francia, crisi di governo sull’austerità. Hollande è senza linea e Le Pen al 40% tra gli operai

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Argomenti: Crisi Euro