Marco Travaglio sulla condanna di Berlusconi: PD complice

Il giornalista ora teme che Napolitano eleggerà Berlusconi senatore a vita per salvarlo dal carcere

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il giornalista ora teme che Napolitano eleggerà Berlusconi senatore a vita per salvarlo dal carcere

Nuovo confronto, anche se a distanza, tra Marco Travaglio e Silvio Berlusconi: il giornalista ha commentato la notizia della condanna di Berlusconi nel processo per i diritti Mediaset. Ieri, come molti già sanno, la Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado condannando il Cavaliere a 4 anni di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e al pagamento di 10 milioni in solido per frode fiscale. Gli avvocati della difesa hanno già anticipato il ricorso in Cassazione ma, secondo quanto previsto dall’iter procedurale italiano, quest’ultimo è un giudizio di legittimità e non attiene al merito. I fatti quindi sono accertati: Berlusconi è stato dichiarato colpevole. Questo significa che andrà in carcere? (Berlusconi condannato per frode fiscale. Arriverà il salvacondotto?)

Leggi ad personam e Napolitano bis: la difesa extra giudiziaria di Berlusconi?

Si legge nell’editoriale di Travaglio che Berlusconi ha ideato negli anni “una scientifica e sistematica evasione fiscale di portata eccezionale” alla base dell’accumulo immenso di disponibilità economica ai danni non solo del Fisco italiano ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, di altre emittenti tv. In molti hanno parlato di una sentenza “già scritta” e certamente non era una decisione inaspettata. E se veramente Berlusconi aveva considerato la probabilità di un tale giudizio evidentemente le sue ultime mosse politiche possono leggersi in un’ottica di preparazione a quest’evenienza. Travaglio fa diretto riferimento alla recente rielezione di Giorgio Napolitano, appoggiata anche dal Pd. Ma non solo: la ricostruzione dell’intero processo Mediaset fatta dal giornalista mette in luce i collegamenti con le dinamiche politiche degli ultimi 13 anni.

Il processo Mediaset dentro e fuori l’aula

All’origine dell’inchiesta, nel 2002, i reati ipotizzati erano tre: falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. I primi due non solo caddero in prescrizione ma furono oggetto di diverse leggi ad personam: il primo scudo fiscale risale al 2001, l’anno successivo ci furono la controriforma del falso in bilancio per le società quotate (con abbattimento delle pene e dimezzamento dei termini di prescrizione) e il condono fiscale, nel 2003 un altro condono fiscale per i coimputati e il lodo Maccanico-Schifani oltre allo scudo fiscale bis; nel 2005 la ex-Cirielli con ulteriore taglio dei tempi di prescrizione ed impossibilità di arresto per gli over 70enni; nel 2006 il centrosinistra propone l’indulto con condono di tre anni (che di fatto, se questa sentenza diventasse definitiva prima della prescrizione, ovvero luglio 2014, salverebbe comunque Berlusconi dal carcere); nel triennio 2008-2010 si collocano il lodo Alfano, lo scudo fiscale tris e le due leggi sul legittimo impedimento. Lo step successivo per Travaglio è la nomina a senatore a vita “S’è liberato il posto di Andreotti, lo impone l’ordine alfabetico”.

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Argomenti: Politica

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