Commissione UE minaccia l’Italia: manovra subito o restituite altri 3,4 miliardi

L'Europa minaccia l'Italia sui conti pubblici: o vara la manovra correttiva da 3,4 miliardi o ne dovrà restituire altrettanti. Allarme sull'aumento del deficit.

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L'Europa minaccia l'Italia sui conti pubblici: o vara la manovra correttiva da 3,4 miliardi o ne dovrà restituire altrettanti. Allarme sull'aumento del deficit.

O l’Italia appronta subito una manovra correttiva dei conti pubblici da 3,4 miliardi o dovrà restituire una somma di pari importo, che ha ricevuto nel 2016 tra i 19 miliardi di flessibilità fiscale concessa dalla Commissione europea al governo Renzi. E’ il succo delle conclusioni a cui è giunto il Comitato economico e finanziario UE, a proposito dello stato delle finanze italiane. Il riferimento è ai 3,4 miliardi per maggiori investimenti, che Bruxelles ci aveva consentito di spendere, mentre il resto della flessibilità fu concesso per riforme, ciclo economico avverso ed emergenza migranti.

Adesso, però, il buon umore è passato ai commissari, stretti tra la necessità di dare fiato alle politiche fiscali dei governi e quella di garantirsi riforme economiche e il risanamento dei conti pubblici nazionali. Tanto più, che l’Italia starebbe andando nella direzione opposta a quella dovuta: le regole europee prevedono che il deficit strutturale (al netto delle misure una tantum) venga abbassato ogni anno dello 0,5% del pil, mentre è stimato in crescita dello 0,4% quest’anno, con il disavanzo a salire dello 0,1% al 2,4% del pil e il debito pubblico a raggiungere il 133,3%. E questo, nonostante il nostro paese abbia goduto di un altro bonus, stavolta da 5,5 miliardi, per affrontare sia l’emergenza profughi, sia le spese per la ricostruzione post-terremoti. (Leggi anche: Governo Gentiloni volta le spalle ai bonus di Renzi, costati miliardi per poco o nulla)

Con la linea dura, l’Italia perde 3,4 miliardi

La palla passa adesso alla Commissione europea, che deciderà a maggio se aprire una procedura d’infrazione a carico dell’Italia per deficit eccessivo. Lo farà anche e, soprattutto, sulla base della manovra correttiva, che il governo Gentiloni è chiamato a presentare entro aprile e che ammonta, come scritto sopra, a 3,4 miliardi, lo 0,2% del pil.

Se passasse la linea dura, ovvero se Bruxelles ritenesse insufficienti le misure di Roma, a rischio ci sarebbe l’intero impianto dei conti pubblici italiani. A quel punto, rischieremmo di dovere restituire 3,4 miliardi all’Europa, denaro già contabilizzato tra le spese e che dovrebbe essere reperito con tagli alla spesa pubblica e/o aumenti delle tasse. (Leggi anche: Tagliare le tasse, ma alzando l’IVA e facendo nuovi debiti: il piano Gentiloni)

A fine anno sarà rischio stangata

Si tratta quasi certamente di un cambio di atteggiamento dei commissari a fini tattici, così da mettere il governo Gentiloni con le spalle al muro e dissuaderlo dal tentare di percorrere la facile strada dei toni alti contro l’Europa, in linea con quanto accadde con l’esecutivo a guida Matteo Renzi, quando manca meno di un anno alla fine della legislatura e la maggioranza potrebbe cercare di uscire fuori dall’angolo in cui sembra essersi cacciata dopo la sconfitta al referendum costituzionale e la scissione del PD.

Se il buongiorno si vede dal mattino, il premier Paolo Gentiloni non avrà vita facile con la legge di Bilancio 2018, chiamata a disinnescare clausole di salvaguardia per quasi 20 miliardi, rinviate già di un anno da un accordo tra il governo Renzi e la Commissione. Contrariamente alle speranze di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Economia, Bruxelles potrebbe fare sul serio e chiedere che l’Italia trovi l’intera cifra richiesta, pari all’1,2%, tagliando la spesa o aumentando le tasse, dovendo accettare altrimenti che scatti l’aumento delle aliquote IVA dal 22% al 25% per quella più alta e dal 10% al 13% per quella intermedia sui generi alimentari. (Leggi anche: Clausole di salvaguardia, se Gentiloni dovrà fare il lavoro sporco)

 

 

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