Manifesto dell’austerità secondo Weidmann: no OMT e tassi negativi, avanti con le riforme

Il governatore della Bundesbank nega che vi sia in corso un processo di deflazione nell'Eurozona e non cede sull'austerity. Su Draghi: ottime qualità, ma il suo OMT resta sbagliato.

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Il governatore della Bundesbank nega che vi sia in corso un processo di deflazione nell'Eurozona e non cede sull'austerity. Su Draghi: ottime qualità, ma il suo OMT resta sbagliato.

In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, affronta tutti i principali nodi della politica monetaria della BCE. E come sempre, lo fa senza reticenze. Per prima cosa, nega che l’Eurozona stia scivolando verso la deflazione, perché l’inflazione è attesa all’1,3% nel 2015 e sarà anche più alta negli anni futuri, mentre in Germania dovrebbe attestarsi un pò sopra la media.

 

Weidmann scettico su tassi negativi e Ltro mirata

Stupisce, però, Weidmann, quando afferma convinto che la BCE ha ancora armi a sua disposizione contro la crisi e che deve essere pronta ad agire all’occorrenza. Conferma, tuttavia, il suo scetticismo sull’ipotesi dei tassi negativi sui depositi ovenight e sulle misure monetarie non convenzionali. Spiega, ad esempio, che i primi potrebbero finire per spingere le banche a scaricare il costo sulle imprese finanziate, ossia esattamente l’opposto di quanto si desidererebbe. E sostiene che il “credit crunch” nel Sud Europa non sarebbe frutto di una mancanza di liquidità, quanto di un processo di deleveraging dei privati, congiuntamente alla necessità delle banche di migliorare i loro ratios patrimoniali.

Il 45enne governatore della BuBa torna anche su una questione spinosa per la BCE, ossia sull’eliminazione del privilegio concesso ai bond sovrani di essere considerati a rischio zero, quando vengono presentati a garanzia di un credito. Questo privilegio, afferma Weidmann, spiazza i finanziamenti ai privati, incentivando le banche ad acquistare titoli di stato che non a sostenere l’economia reale.

 

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Avanti con austerity e riforme

Quanto alle politiche di austerità, il governatore tedesco non indietreggia e ritiene, anzi, che bisognerebbe accelerare con le riforme, perché sarebbe più auspicabile uno scenario con un aggiustamento più netto, ma breve, anziché uno più graduale, ma con il rischio di una crisi prolungata dell’economia.

Allo stesso tempo, invita l’Italia a riformare il suo mercato del lavoro, la giustizia, il settore pubblico e ad attuare le liberalizzazioni, ma bacchetta anche la Germania, sostenendo che l’economia tedesca nei prossimi anni dovrà affrontare la sfida demografica, con una popolazione in progressivo invecchiamento, ritenendo sbagliate le misure concordate per dare vita alla Grosse Koalition, che indebolirebbero sia il mercato del lavoro, sia la sostenibilità del sistema previdenziale.

 

Non sono l’anti-Draghi, ma OMT sbagliato

Infine, una battuta su Mario Draghi, governatore della BCE da due anni. Weidmann smentisce categoricamente la definizione di anti-Draghi, riconoscendo le qualità dell’ex capo di Bankitalia. Ammette la divergenza di opinioni “salutare” sul come perseguire a volte l’obiettivo comune della stabilità dei prezzi, mentre non cambia idea sull’OMT, il piano anti-spread della BCE, presentato e voluto nel settembre del 2012 dallo stesso Draghi.

Pur riconoscendo che l’OMT avrebbe frenato la tempesta finanziaria contro l’Eurozona, egli ammette che anche gli Eurobond avrebbero lo stesso effetto sui mercati, ma non per questo l’una e l’altra idea sono positive. Forse bisogna intervistare un tedesco per avere giudizi così trasparenti. 

 

 

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