MAI SALVATI: Formiche e Cicale Europee Reload

Una nuova versione del racconto di Esopo, su misura per il momento che stiamo vivendo, in cui il collasso dell'Europa viene garantito e rappresentato da una storia sbagliata. Quello che segue è il tentativo di una versione alternativa, più in sintonia con un futuro dignitoso per l'Europa, fatto da un professore Greco di economia che tiene un famoso blog.

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di Yanis Varoufakis –  C’era una volta un Greco chiamato Esopo che raccontò la storia della formica operosa e della cicala dissoluta.
CRISI EUROPA – Negli ultimi due anni, i Greci si sono guadagnati una reputazione internazionale da cicale d’Europa, con i Tedeschi nei panni delle formiche.

  Gli oramai famosi pacchetti di salvataggio per la Grecia hanno diffuso l’opinione che la zona euro sia divisa semplicemente tra formiche al nord e cicale al sud. Con il calore delle giornate estive dell’euro ormai andato, ora che i soldi facili da Wall Street e dalla City sono scomparsi, un inverno di malcontento è disceso su tutti noi, a causa dell’ozio delle cicale.

Così la storia dominante in Europa oggi è che, nelle notti ghiacciate di questo terribile  inverno, le cicale meridionali bussano alle porte delle formiche del nord, col cappello in mano, in cerca di un piano di salvataggio dopo l’altro. Le formiche, comprensibilmente, sono riluttanti e risponderanno solo se le cavallette promettono di cambiare il loro stile. In breve, le scorte che le formiche hanno accumulato per l’inverno vengono messe in pericolo dalle  affamate e sbadate cicale,  che resistono a cambiare il loro stile dissoluto.

Il problema con le attraenti allegorie (per coloro che cercano di capire una crisi) è che queste ultime possono essere tanto di un aiuto come di ostacolo. In questo post voglio sostenere che il racconto senza tempo di Esopo, benché a prima vista possa sembrare opportuno, contribuisce  ai problemi attuali dell’Europa più che alla loro soluzione. La ragione è semplice: le formiche e le cicale si trovano sia in Grecia che in Germania, nei Paesi Bassi e in Portogallo, in Austria, così come nella vicina Italia. Ma quando si assume che tutte le formiche sono al nord e tutte le cicale  al sud, i rimedi che vengono introdotti sono tossici.

Sì, è vero, la crisi ha messo una quota sproporzionata di oneri sulle spalle delle formiche d’Europa. Solo che in Europa le formiche non sono esclusivamente Tedesche o Austriache o Olandesi, e né le cicale esclusivamente Greche, Spagnole o Siciliane.

Alcune formiche sono Tedesche e alcune sono Greche. Ciò che unisce le formiche dell’Europa, a nord e a sud,  a est e a ovest, è che faticavano a sbarcare il lunario durante i tempi buoni e si trovano a lottare ancora di più oggi, durante i tempi cattivi. Nel frattempo, le cicale, sia nel nord che nel sud d’Europa, hanno fatto la bella vita prima della crisi e stanno  abbastanza bene ora, desiderose come sempre di privatizzare i guadagni e distribuire le pene (alle formiche).

Così, nella mia versione del famoso racconto, se vogliamo utilizzare il racconto di Esopo per capire la débacle della zona euro, è meglio mettere le formiche e le cicale al posto giusto!

Le Formiche Greche: coppie che lavorano duro, con due lavori a bassa produttività (ad es assistenti di supermercato) prima di questa crisi, ma che tradizionalmente trovavano difficoltà a far quadrare il bilancio a causa di bassi salari, sfruttamento delle condizioni di lavoro, un tasso d’inflazione (per il loro modesto paniere di beni e servizi) molto al di sopra della media ufficiale (soprattutto dopo l’introduzione dell’euro con l’aumento dei prezzi dei beni alimentari e dei generi di base), forti pressioni da parte delle banche e altri a prendere prestiti in modo da poter dare ai loro figli quello che la TV raccomanda che a nessun bambino dovrebbe mancare, e che i loro magri salari non possono permettersi ecc. Arriva la crisi, alcuni membri della  famiglia perdono il lavoro, altri perdono parte dei loro redditi, i prestiti bancari vengono richiamati, le imposte sono aumentate, devono adattarsi a vivere senza elettricità (perché lo Stato cerca di spremere da loro più tasse attraverso la bolletta dell’elettricità), le prospettive della famiglia crollano. Inoltre, essi vengono dipinti come i cattivi della storia (anche a livello globale mondiale).

Le Formiche Tedesche: lavorano duro ma sono relativamente poveri, in settori ad alta crescita di produttività (ad esempio operai VW), che lottano per far quadrare il bilancio sia prima che dopo la crisi dell’euro.

Il loro lavoro sempre più produttivo e i salari bassi stagnanti, hanno fatto sì che i tassi di profitto in Germania siano saliti alle stelle e siano stati convertiti in surplus, la cui dimensione è cresciuta rapidamente, in parte a causa di una redistribuzione del reddito dalle formiche Tedesche verso i loro datori di lavoro, e in parte a causa delle maggiori esportazioni nette del paese (che hanno accelerato come la manodopera Tedesca stava diventando a basso costo). Una volta creati, questi surplus hanno ricercato rendimenti più elevati altrove, a causa dei tassi di interesse bassi indotti in Germania dalle stesse eccedenze. E’ stato a quel punto che le cicale Tedesche (gli inimitabili banchieri il cui scopo era quello di massimizzare i guadagni nel breve periodo con uno sforzo pari a zero) hanno guardato a sud per  buoni affari.

Dopo anni di tassi di interessi più alti e di deficit di grandi dimensioni, il sud della zona euro era riuscito a diminuire il differenziale di interesse con il nord. Tuttavia, c’era ancora un differenziale, anche notevole, soprattutto per i prestiti personali e le carte di credito. Così il capitale Tedesco (prodotto col duro lavoro delle formiche Tedesche, manodopera a basso costo e diretta da irresponsabili cicale Tedesche) scorreva a sud in cerca di rendimenti più elevati. Cosa succede quando le inondazioni di soldi fluiscono inaspettatamente? Si formano le bolle. E’ così semplice. In Spagna hanno preso la forma di bolle immobiliari. In Grecia le bolle si sono manifestate sotto forma di debito pubblico, dato che le cicale Greche hanno trovato più facile far passare il flusso dei capitali Tedeschi attraverso i conti pubblici, i cui amministratori erano semplicemente troppo entusiasti di annaffiare le cicale Greche con piogge di contratti di appalto.

La forma precisa delle bolle del sud non ha importanza. Sarebbero scoppiate in ogni caso, una volta che fossero scoppiate le bolle più grandi,  create a dosi massicce dalle nostre  iper-cavallette di oltre Atlantico (Wall Street).

Ciò che conta è che le formiche Tedesche hanno potuto vedere che il loro duro lavoro non stava traducendosi in una vita migliore, ma in più fatica e meno potere d’acquisto.

Mai Salvati

Arrivata  la crisi, alle formiche Tedesche è stato detto che dovevano stringere la cinghia ancora una volta. Gli è stato anche detto che il loro governo stava mandando miliardi al governo Greco. Dal momento che non gli è mai stato detto che al governo Greco non è consentito usare questo denaro per attutire il colpo alle formiche Greche (anzi, che i prestiti sono stati dati a condizione che il peso sulle formiche Greche sarebbe stato al  massimo, in modo da ridurre al minimo la pena dei grilli Greci e Tedeschi), sono rimasti fortemente perplessi: perché stiamo lavorando più duro che mai, e portando a casa meno che mai? Perché il nostro governo  invia il denaro alle cicale Greche e non a noi?

Nel frattempo, le formiche Greche erano sia disperate che indignate. Le cicale di entrambi i paesi hanno puntato il dito contro di loro, dicendone di tutti i colori. Il  loro sbigottimento ha raggiunto livelli record, quando gli è stato detto che avevano, in effetti, minacciato (con i loro modi dissoluti) di abbattere la civiltà-come-la-conosciamo-oggi. Si sono grattati la testa, pensando che ci doveva essere un errore, dato che non se la sono mai passata tanto bene nemmeno durante i tempi apparentemente buoni. Hanno lottato, e si trovano a lottare ancora oggi, certamente molto più disperatamente. Per quanto riguarda i salvataggi, semplicemente non riescono a vederli, in quanto nessuno dice loro che i miliardi citati sono finiti alle  banche d’Europa in bancarotta, dove sono debitamente caduti in buchi neri senza fondo. E quando vedono i Tedeschi che li chiamano ladri, corrotti, spendaccioni, stra-ricchi, non è difficile ritornare con la memoria collettiva ai tempi della loro storia che rendono così facile diventare anti-Tedeschi.

Una versione diversa

Prima che fosse introdotto l’euro, un notevole esperimento ha avuto luogo simultaneamente in Grecia e in Germania.

In Germania, il governo, i datori di lavoro e i sindacati si sono messi d’accordo per cercare di ripristinare la competitività Tedesca, l’occupazione e la crescita riducendo i salari Tedeschi e, quindi, comprimendo l’inflazione Tedesca di sotto della media Europea.

Nel frattempo in Grecia, il governo del tempo ha lottato per preparare il paese all’adesione all’euro  anche comprimendo i salari reali, e sfruttando anche l’afflusso di immigrati nel paese.

L’esperimento Tedesco ha funzionato a meraviglia e continua a funzionare anche dopo che l’euro è stato creato. I salari reali sono  caduti sempre di più. La disoccupazione è stata ridotta. Le fabbriche producevano sempre di più per sempre meno. Le merci Tedesche hanno inondato i mercati e, allo stesso tempo, il successo della Germania ha reso il denaro ancora meno costoso, inondando i paesi circostanti dell’eurozona, compresa la Grecia. Le formiche della Germania lavoravano di più per meno, mentre le cicale Tedesche se la ridevano con le loro banche.

Anche l’esperimento Greco ha funzionato bene, da quando la Grecia è entrata nell’euro. Una volta dentro, il fiume di denaro a buon mercato da fuori, dalla Germania oltre che da Wall Street, ha permesso alle cicale Greche, ed ai loro alleati politici nel governo, di prendere in prestito da quelle Tedesche (le banche) come se ci fosse un domani. Ogni volta che le formiche Greche   chiedevano di godere anche loro dei vantaggi di essere nell’euro, venivano pagate con miseri lavori del settore pubblico, pagati con denaro preso a prestito, o gli veniva detto di andare alle banche e prendere in prestito direttamente. Coi fondi strutturali Europei, e con i fiumi di denaro preso in prestito, le cicale Greche,   alleate con quelle Tedesche, ingrassavano sempre più, mentre le formiche Greche lottavano  per sbarcare il lunario.

E poi Wall Street è crollata per motivi suoi. Quando il crollo ha attraversato l’Atlantico, colpendo prima le banche e in seguito le finanze pubbliche della zona euro, sono state le cicale Greche ad andare a gambe all’aria per prime. Qualcuno era da biasimare. Le cicale Europee hanno trovato conveniente ripiegare sull’ultimo rifugio delle canaglie: il nazionalismo. Improvvisamente è stata messa in scena una guerra di parole tra Greci e Tedeschi, nordisti e sudisti, che nasconde una terribile verità: nessuno è mai stato salvato, se non   alcune delle cicale sia al nord che al sud.

Morale della storia (Tutti i racconti di Esopo ne hanno una!)

Molti pensano alla parabola di Esopo come un racconto morale il cui scopo era semplicemente quello di mettere in guardia contro l’accidia, la pigrizia e un insano disprezzo per il futuro. Ahimè, era più di questo. Esopo suonava il campanello d’allarme contro entrambi i modi, della cavalletta  spendaccione e della parsimonia estrema della formica.

Oggi c’è un altro dettaglio che deve essere aggiunto alla sua morale: che, quando le formiche e le cicale sono distribuite attraverso la linea che separa le nazioni in surplus da quelle in deficit, all’interno di un’unione monetaria mal progettata, la scena è pronta per una depressione che mette tutti contro tutti in un circolo vizioso dal quale possono emergere solo perdenti. Una fase in cui  nessuno può essere salvato (anche quelli che, come la Germania, potrebbero salvare se stessi  lasciando la zona euro,  commetterebbero una forma di lento suicidio nel lungo periodo).

La nostra unica opzione:  sovvertire la storia dominante. Riconoscere la coesistenza di formiche trascurate e  cicale  troppo viziate in tutta la zona euro è un buon inizio.

 

Articolo originale: NEVER BAILED OUT: Europe’s ants and grasshoppers revisited

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