“Mai più Green Hill”? Arriva una legge a metà per restringere la vivisezione

Il Parlamento vieta per legge l'allevamento di animali a scopo scientifico ma rimanda al governo il compito di indicare le sanzioni per i trasgressori.

di Davide Raia, pubblicato il
Il Parlamento vieta per legge l'allevamento di animali a scopo scientifico ma rimanda al governo il compito di indicare le sanzioni per i trasgressori.

L’Italia si schiera contro la vivisezione e contro qualunque tipo di sviluppo di strutture simili alla tristemente famosa Green Hill, il laboratorio di ricerca dell’omonima azienda sito a Montichiari, in provincia di Brescia, da cui furono liberati oltre 2500 Beagle lo scorso anno. Mercoledì, la Camera dei Deputati ha, infatti, approvato, in via definitiva, il disegno di legge di delegazione europea che pone forti restrizioni alla vivisezione ed incentiva la ricerca a ricorrere a metodi alternativi di sperimentazione.  

Legge vivisezione: cosa prevede (e cosa non prevede) la nuova normativa

In questo modo diventano, di fatto, legge i criteri d’applicazione, stabiliti dal Parlamento, della direttiva europea, caratterizzata dalla sigla 2010/63, “sulla protezione degli animali utilizzati per scopi scientifici”. La nuova norma, inoltre, obbligherà il Governo ad individuare strade alternative per la ricerca, incentivando nuovi metodi ed indicando con precisione le risorse che saranno impegnate in questo processo. La nuova legge approvata dal Parlamento pone un rigido divieto ad allevare cani gatti e primati destinati ai laboratori di ricerca ed alla vivisezione. Gli animali, inoltre, non potranno essere utilizzato “per gli esperimenti bellici, per gli xenotrapianti e per le ricerche su sostanze d’abuso, negli ambiti sperimentali e di esercitazioni didattiche ad eccezione dell’alta formazione dei medici e dei veterinari”. E’ stabilito, inoltre, l’obbligo di utilizzare l’anestesia e l’analgesia per tutte le ricerche sperimentali che possono provare dolore, con la sola eccezione di ricerche improntate sullo sviluppo di anestetici e analgesici. L’obiettivo finale della nuova norma è quello di dare un sostegno allo sviluppo di nuove pratiche sperimentali in grado di evitare l’utilizzo di animali o, quanto meno, limitarne il più possibile il numero. Per evitare una nuova Green Hill si cercherà, quindi, di incentivare i laboratori di ricerca a perseguire nuove strade in grado di fornire risultati ugualmente probanti evitando lo sfruttamento degli animali nei test.  

I lati oscuri della nuova legge sugli allevamenti degli animali a scopi scientifici

Da notare che, nonostante l’iter legislativo sia andato a buon fine, all’interno della norma approvata dal Parlamento non vi è specificato alcun tipo di sanzione applicabile a chi non dovesse rispettare i divieti sanciti dagli articoli della legge. Sarà compito del Governo stabilire, attraverso specifiche ricerche, un quadro sanzionatorio “appropriato e tale da risultare effettivo, proporzionato e dissuasivo”.  

L’opposizione di Silvio Garattini

Ad enfatizzare i dubbi sulla validità di questa proposta di legge è intervenuto Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri che, al Corriere della Sera, ha sottolineato “Abbiamo recepito da ultimi una direttiva europea riuscendo a peggiorarla, a compiere un’infrazione e a creare un danno alla ricerca italiana” Secondo quanto evidenziato da Garattini “Non potremo più sperimentare tumori sui topi, trasferire elementi di maiale, non potremo più condurre studi sulle droghe e saremo impediti anche nell’uso o meno dell’anestesia: una vera stupidaggine”. In conclusione “Il provvedimento ci mette in condizioni estremamente negative nei confronti degli altri Paesi proprio sul piano della ricerca

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Argomenti: Cittadinanza attiva

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