M5S: la campagna per difendere l’art.138 della Costituzione

E' scontro totale con i partiti: "Impossibile farla riscrivere da loro". Ma scoppia la grana dissidenti interni: rivoluzione al Senato?

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Un forte antipasto si era visto già il mese scorso, ma l’apertura dei lavori in Parlamento sulla modifica alla Costituzione ha riacceso polemiche e scontri tra le forze politiche. A fare la voce grossa c’è il Movimento Cinque Stelle, in forte conflitto con i partiti della maggioranza e totalmente contrario a modifiche giudicate ‘avventate e prive di senso’, ma soprattutto affidate ‘alle persone sbagliate’. Post, dichiarazioni, reportage (Cos’è l’art. 138 della Costituzione e perché il M5S vuole difenderlo: tutte le ragioni di una protesta).
Beppe Grillo non si è mai arrestato sull’argomento: di pari passo con la discussione parlamentare (che terminerà martedì prossimo) ha fatto organizzare ben 300 banchetti informativi in vari posti d’Italia, allestiti in poche ore per portare avanti una campagna di difesa ai principi cardine della Costituzione. “Il sei settembre inizierà alla Camera la discussione sull’articolo 138 della Costituzione – si legge sul blog di Beppe Grillo – si tratta dell’articolo cassaforte che stabilisce, in pratica, come si cambia la nostra carta. Tre giorni dopo, il nove, si voterà e poi di corsa al Senato per una nuova discussione: tutto improvvisamente rapido e tutto frettoloso, data la forte voglia di presidenzialismo”.
In occasione del voto è previsto uno scontro importante, date anche le premesse dei grillini, che hanno pubblicato un elenco non proprio ortodosso (con tanto di testimonial scelti) per attaccare, con un pizzico d’ironia, alcuni volti noti della politica italiana. “Angela Finocchiaro e i suoi bodyguards al supermercato, Daniela Santanchè e il suo dito medio, Fabrizio Cicchitto e la sua tessera della P2, Silvio Berlusconi e il suo charme politico. Fareste riscrivere la Costituzione a loro?”.

Grillo invita i dissidenti ad abbandonare: “Non ne abbiamo bisogno”

Continua a far discutere la possibile strana alleanza tra M5S e Pd: da una parte Beppe Grillo che continua a chiudere ogni porta con tanto di polemiche, dall’altra continua a muoversi sotto banco una corrente alternativa al leader.
Quest’ultimo fronte, che sarebbe favorevole ad un accordo di governo e formato da senatori, rimprovera essenzialmente l’eccessiva chiusura di Grillo ad ogni possibile tentativo di mediazione, ad un dialogo che porterebbe alla formazione di un accordo sui temi principali. Anche in tema di legge elettorale, resta forte il distacco dal leader: Grillo avrebbe spinto per andare alle urne il prima possibile, il fronte dei ‘dissidenti’ vorrebbe fare il possibile per scongiurare tale ipotesi e muoversi nella direzione di modifica del Porcellum. Una distanza non da poco, se consideriamo la nuova strategia del leader cinque stelle, pronto a sbarcare in televisione per contrastare la politica tradizionale, affiancando l’impegno mediatico ad un massiccio impiego tra le piazze. Nessuno spazio per contrasti quindi. “Siamo in guerra – è il titolo del post di Grillo –  il Movimento non è violento, ma è rivoluzionario. Vuol cambiare la società, vuole restituire ai veri giocatori, i cittadini, la scacchiera, il gioco. Cambiare in senso democratico la Costituzione e lo Stato. Per tutti i non-grillini, e per chi all’interno del movimento la pensa diversamente, siamo in dirittura d’arrivo, una parolina già usata in passato. Chi vuole guardarsi l’ombelico – ha aggiunto Grillo – si tiri fuori immediatamente. Il M5S non è il suo ambiente. Presto faremo il terzo Vday. Tenetevi pronti” (Beppe Grillo dal suo blog annuncia che “Siamo in guerra”).
Orellana, intanto, uno degli elementi di spicco indicato anche per la presidenza del Senato, è pronto a lasciare definitivamente (M5S: Orellana pronto a lasciare. Continua lo scontro sulle allenze). Il comico genovese lo ha definito “Scilipoti” in seguito ad un’apertura non particolarmente gradita lanciata al Pd. La reazione? Negativa, dalle conseguenze immediate. “Sto pensando di lasciare il gruppo – ha specificato Orellana – sono in difficoltà, così mi costringono ad abbandonare e mi dispiace molto”.
 Per lui non è esclusa neanche la procedura di espulsione.

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