L’ultima profezia di Roubini: la Fed non alzerà i tassi presto, l’economia USA rischia

L'economista Nouriel Roubini non vede un imminente rialzo dei tassi USA, spiegando che la Federal Reserve vorrebbe evitare di tornare sui suoi passi, perdendo così di credibilità.

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Torna con una profezia sui tassi USA il Prof alla New York University e noto economista di origini iraniane, Nouriel Roubini, che intervistato alla trasmissione “Fast Money” di Cnbc ha avvertito che la Federal Reserve non inizierà presto la stretta monetaria, perché teme che ciò possa tradursi in un “atterraggio duro” (“hard landing”) per l’economia americana e che potrebbe, quindi, essere costretta successivamente a tornare sui suoi passi, perdendo credibilità. Per questo, spiega l’economista, noto anche con l’appellativo di Dr.Doom (“Dottor Fato”), per le sue profezie pessimistiche sul futuro di diverse economie del pianeta, che la Fed preferirà prendersi del tempo, magari monitorando attentamente le variazioni del dollaro sul mercato valutario. Ammettiamo, continua, che il biglietto verde si apprezzi di un altro 5-7%. Ciò si tradurrebbe in un contraccolpo per l’economia USA, sia in termini di minore competitività delle sue aziende, sia di impatto negativo sull’inflazione. Lo scenario non sembrerebbe così lontano, dato che altre banche centrali del pianeta si starebbero muovendo nella direzione opposta a quella intrapresa dalla Fed, che ha appena cessato il piano di allentamento monetario o QE, dopo ben 6 anni dalla sua prima attuazione.   APPROFONDISCI – Finisce l’era del QE e la Yellen sorprende ancora. Ad aprile il primo rialzo dei tassi USA?   Dunque, secondo Roubini, la Fed non dovrebbe alzare presto i tassi, nonostante i fondamentali sulla crescita, l’occupazione e l’inflazione indicherebbero che questa dovrebbe essere la mossa giusta. Stando alle ultime indicazioni ravvisabili nel comunicato di fine ottobre del Fomc, il governatore Janet Yellen potrebbe annunciare il primo rialzo dei tassi alla fine di aprile, visto che all’ultimo board sono spariti i riferimenti a un “considerable time”, al lasso di tempo considerevole che dovrebbe intercorrere tra la fine degli stimoli monetari e la svolta dei tassi. Inoltre, non è stata più espressa preoccupazione per il livello di sotto-occupazione sul mercato del lavoro, né con riguardo a un’inflazione più bassa del target. Ma Roubini non sembra credere a questa interpretazione. Né la Fed ha mostrato coerenza negli ultimi tempi, specie sotto la guida della Yellen, la cui comunicazione è stata improntata a una minore ortodossia che in passato. L’economista, invece, è noto per avere previsto la bufera finanziaria del 2008, così come per avere presagito la fine imminente dell’euro nell’estate del 2012, quando coniò l’espressione “tempesta perfetta”.   APPROFONDISCI – Roubini attacca i mercati “schizofrenici”: attenti al rischio bolla      

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