L’Ucraina proroga il default sul debito estero, via riformisti dal governo

L'Ucraina vota un default a tempo indefinito, mentre vara il nuovo governo. L'FMI blocca ancora gli aiuti, l'economia è al collasso, ma a Kiev non si respira aria di progressi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'Ucraina vota un default a tempo indefinito, mentre vara il nuovo governo. L'FMI blocca ancora gli aiuti, l'economia è al collasso, ma a Kiev non si respira aria di progressi.

Il Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, ha approvato oggi con 242 voti a favore su un totale di 450 deputati una moratoria a tempo indeterminato per la sospensione dei pagamenti del debito estero, compreso il bond da 3 miliardi vantato dalla Russia e che risulta già scaduto nel dicembre scorso. Il governo ucraino aveva già introdotto tale moratoria con un atto unilaterale lo scorso 18 dicembre, al fine di evitare la scadenza del 20 nei confronti di Mosca. Tuttavia, allora era stato posto un termine massimo fino all’1 luglio di quest’anno, mentre con la votazione di oggi si prorogano i tempi senza alcuna scadenza. Alcuni esponenti delle opposizioni in Ucraina hanno parlato di “default” di fatto, le cui ripercussioni potrebbero essere piuttosto gravi per lo stato ex sovietico. E, in effetti, di default si tratta, visto che il rinvio dei pagamenti agli investitori stranieri è stato deciso con un’azione unilaterale. Il premier dimissionario Arsenij Yatsenyuk ha spiegato che entro i prossimi 4 anni arriverebbero a scadenza 30 miliardi, inclusi i 3 dei russi.

Annuncio default Ucraina compromette aiuti FMI

La decisione di oggi appare in contrasto con l’obiettivo perseguito dal Fondo Monetario Internazionale di ripristinare nel paese le condizioni finanziarie minime per creare fiducia tra gli investitori sul futuro del paese. Kiev versa in una grave crisi economica e politica. Accusato di corruzione e di inefficienza nella gestione dell’economia, pur avendo superato un voto di sfiducia in Parlamento, Yatsenyuk ha annunciato le dimissioni nello scorso fine settimana. Al suo posto dovrebbe essere nominato Oleksiy Honcharenko, che disporrebbe della maggioranza assoluta dei seggi. Il presidente Pedro Poroshenko, che da oltre due anni ha preso il posto del filo-russo Viktor Yanukovich, potrebbe anche estromettere dall’incarico il ministro delle Finanze, Natalia Yaresko, considerata forse l’unico componente riformatore rimasto nell’esecutivo e gettando lunghe ombre sull’effettiva volontà di Kiev di realizzare l’ambizioso programma di riforme chiesto dall’FMI, che include la lotta alla corruzione.      

Crisi Ucraina è legata anche a diffusa corruzione

A causa dello stallo politico e dell’assenza di riforme in cantiere, l’FMI ha rinviato il versamento di una rata da 1,7 miliardi di dollari al paese, inizialmente prevista per l’ottobre 2015, rientrante in un pacchetto di aiuti da 17,5 miliardi. Se l’Ucraina scivolasse verso nuove elezioni, tale prestito sarebbe posticipato ulteriormente, in attesa che si formi il nuovo governo, ma paralizzando di fatto l’economia. Per questo, Poroshenko sta tentanto la carta del cambio di governo, ma finendo per sfiancare gli alleati più solidi, come la stessa Germania, oggi sempre più delusa dagli scarsi risultati ottenuti dal paese in questi ultimi due anni. La Camera di Commercio americana a Kiev ha effettuato un sondaggio tra le imprese, scoprendo che ben il 73% di queste non avrebbe percepito alcuna lotta alla corruzione sotto il governo filo-UE di Yatsenyuk dal 2014, mentre il 98% ritiene che la corruzione nel paese sia un fenomeno piuttosto diffuso.

Debito Ucraina già ristrutturato

La Banca Mondiale stima che il pil ucraino quest’anno salirà di appena l’1%; nulla, se si considera che è crollato del 6,6% nel 2014 e del 9,9% lo scorso anno. E l’inflazione dovrebbe attestarsi intorno al 15% nel 2016. Negli ultimi due anni, la grivna, la valuta ucraina, è stata svalutata dalla banca centrale due volte e ha perso in tutto più del 66%, arrivando oggi a un cambio di 25,445 contro il dollaro da 8,28 di inizio 2014. Alla fine dell’estate scorsa, l’Ucraina aveva già incassato un accordo di ristrutturazione con i creditori privati su 18 miliardi di dollari di debiti, ottenendo il taglio del 20% dei titoli in loro possesso e un allungamento delle scadenze di 4 anni. Il passo di oggi segnala una sorta di rottura con la comunità finanziaria internazionale, che rischia di compromettere la ripresa dell’economia, azzoppata dall’occupazione della Crimea ad est da parte della Russia di Vladimir Putin.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Accordo Russia Ucraina, Crisi Ucraina, Economie Europa