Lotta all’evasione fiscale, stretta contro le frodi sui carburanti: stimato un recupero di oltre 1 miliardo di euro

Proprio per il diesel si sono registrate le perdite principali per le casse dello Stato, con il 14% di gettito fiscale andato perduto.

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Proprio per il diesel si sono registrate le perdite principali per le casse dello Stato, con il 14% di gettito fiscale andato perduto.

La prima bozza del decreto fiscale prevede una stretta contro le frodi sui carburanti. Il governo M5S-Pd mette in conto di recuperare 1,1 miliardi di euro, grazie all’introduzione di sistemi informatici applicati ai depositi di carburante. Il testo della Nadef (Nota di aggiornamento al Def) aveva preannunciato un intervento che andasse in questa direzione.

In particolare, a finire nel mirino del governo il mancato gettito fiscale collegato alle accise su benzina e diesel nell’ordine dei 19,4 miliardi di euro (anno 2017). In termini percentuali corrisponde al 10,7% del valore complessivo.

Le frodi sui carburanti sono diventate un problema

I dati del 2017 hanno visto un’impennata del gettito mancante, per un importo doppio rispetto al 2012 (variazione del 50% nel giro di 5 anni). Se è vero che ci sono state le agevolazioni fiscali sul gasolio, è anche vero che quest’ultime sono rimaste costanti nel tempo, e dunque non abbiano inciso sul dato finale. Proprio per il diesel si sono registrate le perdite principali per le casse dello Stato, con il 14% di gettito fiscale andato perduto, rispetto alla media del 10,7%, la quale tiene conto anche del dato relativo alla benzina.

Frodi in aumento dopo il 2012

Non è un caso che le frodi sui carburanti siano diventare un problema ancora più serio di quanto già non fossero dopo il 2012. Infatti, quando il Paese conobbe il momento più grave della crisi economica da dieci anni a questa parte, il governo decise di aumentare le accise su benzina e diesel così da innalzare il gettito proveniente dal settore carburanti. Al fine di evitare l’aumento delle accise, sono contemporaneamente cresciute le frodi. Il caso più significativo è l’importazione del carburante dall’Europa orientale, dove il valore delle accise è più basso, per poi portare il carico in Italia confidando in uno scarso controllo da parte delle autorità alle frontiere nazionali.

Oltre alla stretta contro le frodi sui carburanti, la prima bozza del decreto fiscale collegato alla prossima Legge di Bilancio per il 2020 prevede anche modifiche ai rimborsi 730. Il governo starebbe infatti pensando di detrarre dai rimborsi l’eventuale importo per cui il contribuente è debitore verso lo Stato.

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