Lotta all’amianto: misure sanitarie operative

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Comunicato Stampa delle Segreterie Nazionali Cgil – Cisl – Uil Dopo Venezia, il Ministro Balduzzi renda operative le misure sanitarie di lotta all’amianto

Valutazione positiva del Sindacato per la emanazione del Piano di lavoro del Ministro della Salute Renato Balduzzi contro l’amianto proposto nell’ambito della “II Conferenza Governativa sull’amianto” tenuta a Venezia nei giorni scorsi. Ma bisogna stringere sui tempi e portare a decisione finale entro dicembre alla conferenza Stato-Regioni il Piano Nazionale Amianto. A Venezia è stato fatto un buon lavoro. Si poteva fare di più e meglio nel percorso di preparazione e di coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali e delle Associazioni delle Vittime dell’amianto, che hanno sempre appoggiato l’iniziativa del Ministro Balduzzi, ma l’appello finale del Ministro a conclusione della II Conferenza Governativa sull’amianto, per un contributo più unitario lascia ben sperare che anche su questo aspetto del coinvolgimento delle parti sociali si possa fare meglio nel prosieguo dell’iniziativa ministeriale. Gli aspetti positivi: 1. L’accantonamento e la disponibilità di 23 milioni da parte del Ministero della Salute per la Ricerca clinica terapeutica per la cura delle malattie asbesto correlate, la creazione della rete-coordinamento dei centri di eccellenza di cura, un protocollo base uniformato per la sorveglianza sanitaria, condiviso fra tutte le Regioni con meccanismi di verifica circa l’efficacia degli interventi delle diverse strutture. 2. L’intento di avviare seriamente la ricerca per la cura del mesotelioma con le strutture che già presidiano questa attività di ricerca e di intervento clinico senza arrendersi allo scetticismo dei più circa il raggiungimento a breve di risultati efficacemente terapeutici per i mesotelioma .  3. Lo sviluppo di un’azione internazionale sia a livello dell’Unione Europea che nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non solo sugli aspetti scientifici clinici, ma anche sulla necessità della messa al bando dell’uso dell’amianto su scala mondiale. 4. Il consolidamento e il potenziamento dei COR, Centri Operativi Regionali per la raccolta dati sui tumori dei mesoteliomi con l’apertura al monitoraggio e alla documentazione delle altre patologie tumorali di origine professionale. 5. Una rinnovata azione per una grande operazione di bonifica dell’amianto, che veda un impegno rilevante di risorse pubbliche ma soprattutto un coinvolgimento dell’intera collettività con la messa in sicurezza e la bonifica dei siti con manufatti contenenti amianto con un potenziamento degli strumenti  finanziari e di incentivo fiscale. 6. La chiarezza circa la necessità di realizzare un numero adeguato di discariche distribuite sul territorio che nel pieno rispetto delle norme di corretta gestione ambientale garantiscano un costo contenuto del conferimento dell’amianto, tale da disincentivare i comportamenti delittuosi e malavitosi.  E’ mancata una risposta chiara su una diversa finalizzazione del Fondo Vittime dell’Amianto verso le vittime civili, come pure un maggior contributo tecnico scientifico e finanziario da parte dell’INAIL verso i lavoratori ex esposti all’amianto e la soluzione dei problemi di contenzioso ancora in atto a tratto generale ed in alcune  realtà in modo specifico.  Così come deve essere trovata una soluzione al fine di armonizzare il riconoscimento dei benefici previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto, con le recenti norme introdotte dalla “Riforma Fornero”.  Su questi punti si attendono risposte precise dal Governo. Il bilancio comunque è positivo, ma bisogna tradurre immediatamente in termini operativi e in atti amministrativi concreti quelle che appaiono delle buone decisioni per l’avvio di un percorso di speranza e di vita per i tanti malati e i tanti che rischiano di esserlo nei prossimi mesi, nei prossimi anni. E’ possibile stimare in oltre 1 milione e mezzo i cittadini italiani, compresi i lavoratori, che più direttamente sono stati esposti alle fibre killer dell’amianto e oltre trentamila le vittime dei prossimi quindici anni a causa delle malattie asbesto correlate. Sono numeri raccapriccianti che meritano l’avvio immediato delle indicazioni e delle decisioni emerse a Venezia. Chiediamo al Ministro di fare presto, di presentarci la bozza del Piano entro i prossimi dieci-quindici giorni, di non attendere che tutte le disposizioni siano perfette, ma di avviare subito i primi provvedimenti, quelli già pronti. Non bisogna innamorarsi delle parole come Piano Nazionale, ma si può disporre anche di “ Prime misure urgenti di intervento sanitario per la lotta all’amianto in direzione del Piano Nazionale “. Il lavoro governativo di ripresa di impegno sulla lotta all’amianto è importante e le Organizzazioni Sindacali chiedono che si proceda immediatamente con prime misure operative in direzione di un piano integrale di lotta all’amianto. A questo fine si chiede al Ministro Balduzzi, lo svolgimento degli incontri di merito per gli eventuali suggerimenti ed integrazioni ed il più rapido dispiego delle pratiche politiche e amministrative della messa in opera delle decisioni.  Infine le Organizzazioni Sindacali svolgeranno un’azione di sensibilizzazione e di maggior coinvolgimento degli Assessori Regionali alla Sanità affinché agevolino il percorso decisorio nell’ambito della Conferenza Stato Regioni.  Le Segreterie Nazionali Cgil – Cisl – Uil (F. Solari, F. Giacomassi, P. Carcassi) Roma, 28 Novembre 2012.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Cittadinanza attiva

I commenti sono chiusi.