Lotta al contante: tasse su prelievi bancari e pagamenti elettronici obbligatori

Con la scusa della lotta all'evasione fiscale, il contante è sempre più nel mirino dei governi. Ecco alcune proposte-shock, che molto presto (dopo il referendum?) potrebbe fare capolino in Italia.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Con la scusa della lotta all'evasione fiscale, il contante è sempre più nel mirino dei governi. Ecco alcune proposte-shock, che molto presto (dopo il referendum?) potrebbe fare capolino in Italia.

L’India è nel caos, dopo avere annunciato e attuato il ritiro delle banconote dai tagli più alti di 500 e 1.000 rupie, pari all’86% del contante complessivo circolante nel paese, nel tentativo di contrastare l’evasione fiscale, uno dei mali dell’economia da oltre 2.000 miliardi di dollari e da 1,25 miliardi di abitanti. Ma la lotta al contante non è una prerogativa di qualche economia emergente, anzi è da tempo predominante tra le economie avanzate, specie in Europa, come dimostra l’ultimo pacchetto di proposte delle banche in Grecia, che se fosse attuato, sarebbe tutt’altro che un esperimento relegato al territorio ellenico.

Come riporta Keeptalkinggreece.com, gli istituti ellenici, che sono da anni a caccia costante di liquidità, avrebbero proposto al governo di Atene una serie di misure per contrastare l’evasione fiscale. Per prima cosa, proporrebbero di introdurre una tassa sui prelievi di denaro contante agli ATM o agli sportelli bancari, in modo da disincentivare l’utilizzo del cash per i pagamenti. (Leggi anche: Lotta al contante, tassa del 50% e conto sequestrato)

Tasse sui risparmi e pagamenti elettronici obbligatori

Secondariamente, scatterebbe obbligatorio l’uso di carte di credito o bancomat per i pagamenti al di sopra di certe cifre (in parte, esistente in Grecia e in altri paesi europei come l’Italia) o di qualsiasi importo, se effettuati in favori di liberi professionisti e categorie lavorative ad alto rischio evasione fiscale, obbligo di pagamenti elettronici per i versamenti di qualsiasi tipo di salario e stipendio.

Infine, la vera grande novità emersa da questo nucleo di proposte: tassare i contribuenti sulla base del denaro risparmiato, in modo da indurre ciascuno di loro a pagare ogni acquisto di beni e servizi in modalità tracciata, così da versare al Fisco meno tasse possibili. (Leggi anche: Pagamenti elettronici? Giovani preferiscono il cash)

 

 

 

La crisi delle banche greche

Ad ottobre, le banche elleniche hanno registrato un aumento dei depositi per 1,16 miliardi a 124,63 miliardi, ai minimi dal 2003. Prima della crisi, risultavano saliti quasi al doppio dei livelli attuali. Solo tra il dicembre del 2014 e il luglio dello scorso anno, sono crollati di 42 miliardi, a seguito delle tensioni relative all’ascesa politica di Syriza, ancora al governo con il premier Alexis Tsipras.

Solo i prestiti della BCE tengono a galla gli istituti di credito in Grecia sul piano della liquidità necessaria, per cui queste proposte hanno tutto il sapore di una malcelata volontà di recuperare depositi in maniera coattiva, spingendo lo stato ad obbligare famiglie e imprese a far transitare la quasi totalità dei pagamenti per i conti bancari. (Leggi anche: Banche Grecia, BCE riaccetta bond)

Rischi in Italia dopo il referendum

Come abbiamo avvertito all’inizio dell’articolo, attenti a pensare che si tratti di proposte estreme e/o dall’attuazione poco probabile. Nel caso di degenerazione della già grave crisi bancaria italiana, vedrete che anche nel nostro paese emergeranno simili proposte, mascherate dalla volontà dichiarata di lottare contro l’evasione fiscale, similmente a quanto accadde a fine 2011, quando con la scusa di voler stanare gli evasori, il governo Monti aumentò le imposte sugli immobili di proprietà, sulle auto di grossa cilindrata e introdusse l’obbligo di pagamenti tracciabili sopra i 999 euro.

Dopo il referendum costituzionale, le banche italiane rischiano di non trovare sufficienti capitali per ripatrimonializzarsi e le loro convulsioni potrebbero provocare una fuga dei depositi, che farebbe scattare l’allarme a Roma e Bruxelles. State certi, che sentiremo parlare presto di inasprimento delle norme anti-riciclaggio. (Leggi anche: Crisi banche italiane, servono troppi soldi per salvarle)

 

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Argomenti: banche Grecia, Banche italiane, Crisi delle banche, Economia Italia, Pagamento in contanti