Lotta al contante, pericoloso imitare la nuova misura dell’India

Lotta al contante in India, dove sono ritirate le banconote da 500 e 1.000 rupie, nel tentativo di combattere l'evasione fiscale e l'economia sommersa. Ma la misura rischia di tradursi in un tentativo di eliminare i pagamenti cash.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Lotta al contante in India, dove sono ritirate le banconote da 500 e 1.000 rupie, nel tentativo di combattere l'evasione fiscale e l'economia sommersa. Ma la misura rischia di tradursi in un tentativo di eliminare i pagamenti cash.

A partire dalla mattinata di ieri, il governo del premier Narendra Modi ha annunciato l’eliminazione del taglio da 500 e 1.000 rupie in India, corrispondenti a un valore di circa 7 e 13 euro. Ieri, le banche nel paese sono rimaste chiuse, ma a partire da oggi è possibile recarsi presso qualsiasi filiale per scambiare le banconote dal taglio più elevato con altre dal valore più basso fino a tutta il resto dell’anno. Uniche eccezioni per 72 ore sono state concesse per i pagamenti negli ospedali e i biglietti aerei. La misura, che si traduce in una riduzione del contante in circolazione dell’80%, è tesa a combattere contro l’evasione fiscale e l’economia sommersa.

Il governo Modi aveva bisogno di segnalare agli elettori una misura forte contro gli evasori, dopo essere stato eletto nella primavera del 2014 su un programma politico anti-corruzione. Con il ritiro dalla circolazione dei quattro quinti della massa monetaria, Nuova Delhi spera di colpire un fenomeno, quello dell’economia sommersa, che quest’anno vedrebbe gli indiani detenere fino a 10 miliardi di dollari di redditi, sui quali non sarebbero state pagate le tasse. (Leggi anche: Economia sommersa cresciuta con stretta sul contante)

Lotta al contante in India

Come funziona la lotta al contante in salsa indiana? Ci si reca in banca a scambiare i pezzi oggetto del ritiro con altri e i funzionari registrano i dati anagrafici del cliente, segnalando al Fisco eventuali situazioni sospette. Ad esempio, se qualcuno si presentasse allo sportello con una carriola di banconote da grosso taglio, senza essere in grado di giustificarne la provenienza, sarebbe molto probabilmente soggetto a indagini da parte dell’amministrazione finanziaria.

Una misura draconiana, quindi, in un’economia, dove il 78% delle transazioni avviene in contante, livelli percentualmente simili a quelli italiani e tedeschi, ma tre volte superiori a quelli mediamente vigenti in paesi come USA e Regno Unito. (Leggi anche: Abolizione contante soluzione finale banche centrali)

 

 

 

 

Niente più emissione di banconota da 500 euro

Negli anni Novanta, una misura simile, ma ancora più estrema, fu adottata dalla Corea del Nord, dove il regime comunista ritirò la moneta nazionale, il won, emettendone un’altra, in modo da verificare quanti detenessero elevate quantità di contante, probabilmente frutto di attività illecite. Per questo, l’unica soluzione sarebbe stata sottoporsi alle severe conseguenze degli agenti dello stato o rassegnarsi a perdere la liquidità detenuta senza alcuna origine dimostrabile.

Preoccupazioni simili si respirano anche nell’Eurozona, dove nella prima parte dell’anno, il governatore della BCE, Mario Draghi, annunciava tra le proteste della Germania il ritiro della banconota da 500 euro, che pur essendo poco diffusa, rappresenta quasi un terzo della massa monetaria dell’area, per un controvalore di oltre 300 miliardi. Alla base della decisione di Francoforte vi è stata l’evidenza che tale taglio sia utilizzato per lo più da criminali e terroristi per traffici illeciti e porrebbe, quindi, una minaccia alla nostra sicurezza. (Leggi anche: Divieto uso contante, Germania svela il trucco)

Tentativi di sopprimere il contante anche negli USA

La Bundesbank è stata contraria al ritiro della banconota, che potrà essere scambiata senza alcuna scadenza dai detentori con altri pezzi, recandosi in banca, conservando il loro valore legale, salvo non venire più stampata dalla BCE. L’istituto tedesco ha intravisto nell’annuncio la volontà di Draghi di ridurre progressivamente gli spazi di utilizzo del contante.

Discussioni simili si tengono anche negli USA, dove Bloomberg propone la soppressione della banconota da 100 dollari, che rappresenta di gran lunga il controvalore maggiore rispetto all’intera massa monetaria emessa nel paese. E anche in quel caso, i critici osservano come sarebbe solo questione di tempo, prima che nel mirino delle banche centrali fossero poste le banconote dal taglio progressivamente minore, di fatto eliminando la libertà di pagare cash. (Leggi anche: Contante è democrazia e libertà)

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economie Asia, economie emergenti, Indicatori economici italiani, Pagamento in contanti, valute emergenti