L’oscuro segreto del cioccolato: lo scandalo colpisce Ferrero, Lindt (e tanti altri)

Come funziona il business del cacao e dunque della cioccolata? Ecco cosa sta accadendo e perché si parla di illegalità e di disatro ambientale.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Come funziona il business del cacao e dunque della cioccolata? Ecco cosa sta accadendo e perché si parla di illegalità e di disatro ambientale.

La Costa d’Avorio è il paese che esporta circa il 40% del cacao che finisce nei prodotti di tutto il mondo. Mentre, dunque, noi stiamo assaporando la nostra tavoletta di cioccolato, le foreste dell’Africa Occidentale stanno scomparendo: l’organizzazione Mighty Earth che ha pubblicato l’inchiesta (la trovate a questo link) ha affermato, dati alla mano, che, nel giro di qualche decennio, è scomparsa circa l’80% della foresta pluviale a causa di piantagioni (più o meno) illegali, che producono cacao. La denuncia è importante: la maggior parte dei marchi più famosi (parliamo di Mars, Nestlè, Lindt, Ferrero, Olam, Cargill, Barry Callebaut) acquisterebbero come materia prima per i propri prodotti dolciari cacao ‘illegale’.

Analisi – Cioccolato mai così dolce da anni, prezzi del cacao ai minimi dal 2007.

Cacao ‘illegale’: la situazione in Africa Occidentale

La situazione in Africa Occidentale è davvero molto complessa: da un lato ci sono le multinazionali europee e americane (non solo del cacao) che hanno interessi affinché i governi siano deboli o consenzienti (si tratta dl classico fenomeno del ‘neo-colonialismo’, che si vorrebbe rilanciare con il nuovo motto ‘aiutiamoli a casa loro’), dall’altro chiunque provi a fare luce su determinati scandali fa una brutta fine. Proprio per quanto concerne le illegalità e i disastri ambientali connessi alla filiera del cacao, il giornalista Guy-André Kieffer è scomparso senza lasciare tracce. Sicuramente, ucciso. All’interno di questo sistema, fatto di corruzione di alto livello, di de-forestazione illegale e mercato che arricchisce soprattutto gli europei, a farne le spese è, come al solito, la popolazione locale, il cui sfruttamento nelle piantagioni di cacao dovrebbe far vergognare qualunque essere umano. Ma la cioccolata è pur sempre la cioccolata.

Cioccolato e deforestazione: le aziende produttrici rispondono e si impegnano

Insomma, si torna a parlare nuovamente del rapporto tra cioccolato e deforestazione. Ebbene, occorre dire – per onore di cronaca – che, come riporta The Guardian, il giornale che ha dato diffusione per prima a questi dati ha sottolineato come le grandi aziende che abbiamo citato poco sopra non abbiano assolutamente negato il problema e abbiano promesso di fare di tutto affinché la filiera del cacao divenga più pulita. Sta a voi crederci o meno, ma un aspetto va ricordato: il cacao illegale – cioè coltivato in aree protette – spesso viene subappaltato da parte del produttore locale che ha l’accordo (mettiamo) con Ferrero e finisce mescolato con quello ‘legale’. Difficile davvero immaginare che nessuno sappia nulla (le stesse aziende hanno specificato di esserne a conoscenza), ma gli interessi che ci sono dietro sembrano davvero troppo grossi.

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Argomenti: economie emergenti

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