L’oro di Banca d’Italia per ridurre il debito e rilanciare l’economia

Una panoramica delle principali (e controverse) proposte che prevedono di impiegare le riserve auree di Palazzo Koch in funzione di riduzione del debito e come mezzo per riavviare la crescita

di , pubblicato il
Una panoramica delle principali (e controverse) proposte che prevedono di impiegare le riserve auree di Palazzo Koch in funzione di riduzione del debito e come mezzo per riavviare la crescita

Qualche settimana fa Investire Oggi ha pubblicato un articolo nel quale veniva illustrato il piano Bankoro di Alberto Quadrio Curzio e Fulvio Coltorti, una proposta in base alla quale si suggeriva di mobilitare le riserve auree di Banca d’Italia per ripubblicizzare il capitale di Palazzo Koch – attuando così la Legge n. 262/05 – ma soprattutto per reperire 13-14 miliardi di euro da destinare al Paese sotto forma di credito alle imprese. 

 

APPROFONDISCI – Nazionalizzare la Banca d’Italia per aiutare le Pmi

 

Alberto Quadrio Curzio e Fulvio Coltorti non sono i soli ad aver suggerito di mettere le riserve auree a servizio del Paese. Nel corso dell’ultimo biennio, infatti, altri addetti ai lavori hanno proposto di impiegare l’oro di Banca d’Italia come mezzo per ridurre il debito pubblico (e i costi di rifinanziamento) e riavviare la crescita.

Alcune proposte, e in particolare le due riportate di seguito in questo articolo, hanno sollevato un discreto interesse ma anche delle critiche, in modo particolare per quanto concerne la fattibilità tecnico-legale: queste non sembrano infatti tenere sufficientemente in considerazione il fatto che le riserve auree e valutarie di Banca d’Italia sono inserite all’interno del Sistema europeo delle banche centrali (SEBC). Andrebbe pertanto appurata con l’Europa la possibilità di poter effettivamente mobilitare tali risorse in funzione di riduzione del debito pubblico e come mezzo per riavviare l’economia.

 

La proposta di Mediobanca Securities

Una prima autorevole “proposta aurea” è quella avanzata da Antonio Guglielmi di Mediobanca Securities nel febbraio 2012 quando i rendimenti dei nostri bond erano sotto la lente d’ingrandimento dei mercati. Nello specifico, Guglielmi suggerisce di impiegare le risorse della Cassa depositi e prestiti (Cdp) per acquisire alcune delle aziende partecipate dallo Stato, ma anche di rilevare una parte, per es.

50 miliardi, delle riserve auree di Banca d’Italia.

Per finanziare l’operazione e garantirne il buon esito, il dirigente di Mediobanca suggerisce l’emissione – da parte della Cassa depositi e prestiti – di obbligazioni destinate agli investitori domestici e garantite dai valori borsistici delle partecipazioni statali e dall’oro di Palazzo Koch.

Una volta onorati i pagamenti verso il Tesoro e la Banca d’Italia, la Cassa depositi e prestiti provvederebbe a coordinare la graduale dismissione dei beni ceduti dallo Stato, ma non dell’oro che rimarrebbe nei forzieri della Cdp.

 

La proposta di Giuseppe Vegas

Vi è poi l’interessante “piano anti-spread” di Giuseppe Vegas. La proposta dell’ex parlamentare, oggi Presidente di Consob, prevede di far confluire il patrimonio dello Stato (immobili, quote societarie, riserve valutarie ed auree della Banca d’Italia) in un fondo di proprietà del Tesoro. Questo fondo avrebbe il compito di collocare sul mercato bond contraddistinti da un rating di prim’ordine (la presenza di garanzie auree potrebbe valergli la tripla A) e sempre il suddetto fondo potrebbe intervenire sia sul mercato secondario, riacquistando i titoli del debito pubblico emessi a tassi di rendimento elevati, sia direttamente in fase d’asta (e quindi “annullando” il divorzio del 1981 tra Banca d’Italia e Tesoro).

Secondo Giuseppe Vegas, il varo di uno scudo anti-spread italiano consentirebbe allo Stato di risparmiare 8,7 miliardi annui sui costi di finanziamento (corrispondente a circa un decimo degli interessi pagati nel 2012) più altri 2,5 miliardi all’anno tra spese dirette e costi di emissione.

 

Dello stesso autore è disponibile il saggio “Idee per l’Italia: abbattere il debito pubblico per restituire allo Stato la sovranità in politica economica”. Per maggiori informazioni si prega visitare: http://www.amazon.it/dp/1291426280/ref=tsm_1_fb_lk e ABC Economics

Argomenti: