L’Olanda a rischio crac non sarà più tra i virtuosi moralizzatori d’Europa

I dati economici confermano che lo stato di salute della quinta economia dell'Eurozona è più simile a quello dei Piigs che non a quello del club della tripla A. Preoccupa l'indebitamento delle famiglie

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I dati economici confermano che lo stato di salute della quinta economia dell'Eurozona è più simile a quello dei Piigs che non a quello del club della tripla A. Preoccupa l'indebitamento delle famiglie

L’Olanda è sempre meno un’economia virtuosa dell’Area Euro e sempre più somiglia ai Piigs. Può sembrare un insulto alla quinta economia dell’Eurozona, ma i dati indicano sempre più chiaramente che Amsterdam sta per uscire dal ristretto club del rating tripla A, in cui ancora si trova orgogliosamente insieme a Germania, Austria e Finlandia, per assumere caratteristiche prossime agli stati del Sud.

 

Pil Olanda in contrazione nel secondo trimestre dell’anno

Nel secondo trimestre di quest’anno, mentre l’Eurozona mostrava segni di ripresa, il pil olandese si è contratto dello 0,2% sul primo trimestre e dell’1,8% su base annua. Trattasi del quarto calo consecutivo, dopo il -0,9%, -0,6% e -0,4% riportati nei precedenti trimestri. Trattasi del peggiore risultato dopo Cipro e al pari dell’Italia e semmai fa sperare solo la riduzione progressiva della contrazione del pil.

Intanto, la disoccupazione in Olanda a luglio ha toccato il 7% dal 6,8% del mese precedente, mentre gli investimenti sono crollati del 9,4% nel secondo trimestre su base annua, così come i consumi si sono ridotti del 2,4%.

Il pil è atteso dal governo in calo dell’1% quest’anno, per risalire dell’1% nel 2014. Ma per Deutsche Bank, la contrazione sarà dell’1,1% nell’anno in corso e la ripresa solo dello 0,4% nel 2014.

Il deficit si attesta al 3,6%, ma la Commissione Europea lo stima al 3,9% del pil, ragione per cui il premier Mark Rutte ha nelle scorse ore annunciato una nuova manovra da 6 miliardi dei conti pubblici, che si aggiunge ai quella già varata nei mesi scorsi da 4,3 miliardi e ai 16 miliardi spalmati in quattro anni. E i prezzi delle case, in calo dal 2008, sono scesi su base annua ancora a luglio del 5%, dopo il -9,6% di giugno.

 

Crisi Olanda: a far saltare il banco sarà il settore immobiliare?

E proprio il settore immobiliare preoccupa governo ed economisti. Il debito pubblico del paese è contenuto al 71% del pil, al di sotto della media europea, seppur in forte aumento, a causa dei salvataggi bancari di questi ultimi anni. Tuttavia, l’economia privata olandese è tra le più indebitate al mondo, pari al 250% del pil. Ciò è dovuto, in particolare, alla generosità con cui i mutui sono stati concessi dalle banche fino al 2008, salvo adesso avere molte famiglie difficoltà a pagare la rata, essendo costrette a tagliare gli altri consumi, pur di non perdere casa.

Di questo passo, l’Olanda perderà il tanto ostentato rating AAA, uscendo dal club dei virtuosi, come dimostra l’ascesa dei rendimenti dei suoi titoli pubblici, ben più marcata degli altri stati del Nord Europa.

 

Le tensioni economiche fanno tremare il mondo politico arancione

Il governo presenterà le misure il prossimo 17 settembre, ma il clima politico non è certo favorevole a nuove dosi di austerity. Soltanto un anno fa, l’esecutivo di centro-destra del premier Mark Rutte perdeva la maggioranza, a causa dell’addio della destra di Geert Wilders, in polemica per la riforma delle pensioni. Le elezioni di settembre confermavano i liberali alla guida del nuovo governo, ma in coalizione con gli avversari laburisti. Oggi, i sondaggi danno il governo Rutte ai minimi di popolarità (28%), mentre in testa vi sarebbero proprio il Partito per la Libertà di Wilders e i Socialisti della sinistra radicale.

Un bel guaio per il premier Rutte, che fino a pochi mesi fa poteva ancora sparare a zero contro gli “spendaccioni” dei Piigs, essendo considerato nei consessi europei il braccio destro di Frau Merkel. Impossibile per lui rimangiarsi la parola a Bruxelles, altrettanto proseguire sulla strada dello scontro politico, visto che alla Camera alta non ha la maggioranza per fare passare in autonomia i suoi provvedimenti.

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