L’offerta di Schaeuble a Tsipras: taglio del debito con la Grexit

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, propone alla Grecia un taglio del debito, se esce dall'Eurozona. E' una proposta indecente o bisognerebbe valutarla bene?

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Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, propone alla Grecia un taglio del debito, se esce dall'Eurozona. E' una proposta indecente o bisognerebbe valutarla bene?

Il Parlamento di Atene ha poche ore fa approvato il piano dei creditori europei, pur con profonde lacerazioni dentro alla maggioranza e tra i dubbi dell’FMI, che in una sua analisi interna ha evidenziato come, in ogni caso, il debito pubblico della Grecia non sarebbe sostenibile senza una sostanziosa ristrutturazione, che potrebbe assumere la forma di un haircut, ovvero del taglio vero e proprio, oppure dell’allungamento delle scadenze e di un abbassamento degli interessi. Senza alcuna correzione, l’FMI stima che il debito pubblico ellenico salirà entro 2 anni dall’attuale 177% del pil al 200%. Non fa sperare nulla di buono il ritorno della recessione dell’economia, che la Commissione europea ha calcolato ieri in una caduta del pil fino al 4% quest’anno e all’1,7% l’anno prossimo. Il rischio evidente di un terzo pacchetto di aiuti è che perpetui l’alimentazione del circolo vizioso tra recessione e aumento del debito, senza che il paese trovi un’effettiva via d’uscita dalla crisi.   APPROFONDISCI – Grecia, l’FMI minaccia: niente salvataggio senza un profondo taglio del debito  

Grexit inevitabile per Schaeuble

Finora, la Germania ha opposto diverse argomentazioni al taglio del debito, che per i tedeschi è fumo negli occhi.

Adesso, il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, che sabato scorso ha proposto ai colleghi dell’Eurogruppo la Grexit temporanea, ossia l’uscita della Grecia dall’euro per 5 anni, il tempo di riprendersi e di ritornare nell’Eurozona, punta su un’altra proposta: sì all’haircut, ma solo se la Grecia lascia l’euro. Lo ha spiegato a una radio tedesca, sostenendo che le regole renderebbero incompatibile la permanenza della Grecia nell’euro, nel caso in cui le fosse tagliato il debito pubblico. Tuttavia, se Atene lasciasse l’Eurozona, gli altri governi potrebbero condonarle parte del debito. Semplice provocazione? Che il ministro Schaeuble sia ormai convinto che per la Grecia non ci sia futuro nell’euro sembra assodato, per cui egli starebbe studiando quelle soluzioni che riterrebbe più opportune per salvaguardare l’unione monetaria, ma facendo sì che gli altri partner accettino l’idea di una rottura inevitabile.   APPROFONDISCI – Grecia, Schaeuble insiste per l’emissione di una moneta parallela  

Proposta indecente?

Ma la proposta di Schaeuble apparirebbe tutto tranne che irragionevole.

La Grecia, accettando tagli della spesa e aumenti delle tasse per quasi il 6% del pil entro il 2016, si avvia a una nuova ondata di recessione economica dagli esiti potenzialmente disastrosi. In pochi hanno compreso che i 40-50 miliardi che l’Eurozona starebbe per stanziare non andrebbero nelle tasche dei cittadini greci, ma servirebbero semplicemente a consentire ad Atene di ripagare il debito in scadenza, ovvero di rimborsare in parte la BCE e l’FMI. Nuovo debito per ripagare quello già contratto, dunque. E non è per nulla detto che queste cifre basteranno: con l’evidente recessione in corso, le entrate fiscali caleranno; si aggiunga, inoltre, l’impatto recessivo delle nuove misure di austerità. Risultato? I conti pubblici saranno ancora più in rosso, gli obiettivi sull’avanzo primario (al 3,5% del pil entro il 2018) non saranno raggiunti, i creditori chiederanno misure supplementari e l’economia si avviterà su sé stessa, fino potenzialmente ad esplodere in una vera ribellione interna o alla presa d’atto che sia inevitabile lasciare l’Eurozona.   APPROFONDISCI – L’FMI taglia le stime di crescita mondiale e sulla Grecia: serve rinegoziare il debito   Pertanto, meglio sarebbe accettare l’ipotesi più realistica, ovvero di mollare l’euro e tornare alla dracma. Ciò avrebbe effetti contrastanti sull’economia ellenica: da un lato aumenterebbe le sue esportazioni, grazie a una valuta più debole, dall’altro farebbe impennare all’impatto l’inflazione, che se tenuta costantemente più alta delle altre economie, comporterebbe una costante perdita di competitività delle imprese locali, annullando i benefici di una Grexit. E attenzione: senza una riconversione dell’economia, attraverso l’approvazione di profonde riforme, per Atene non ci sarebbe ugualmente alcun futuro, in quanto ad oggi il paese esporta appena il 15% del suo pil. La Germania più della metà, l’Italia un terzo. Dunque, tornare alla dracma, senza esportare nulla, oltre al turismo, sarebbe perfettamente inutile. Urge, quindi, rendere l’economia competitiva e risanare i conti pubblici.   APPROFONDISCI – La Grexit non è ancora scongiurata, vediamo chi e perché tira la corda  

Taglio debito Grecia di quanto?

Infine, ma di quanto dovrebbe essere il taglio del debito perché la proposta di Schaeuble sia allettante per il governo greco? Molto dipende dal deprezzamento atteso nel medio termine per la dracma.

Poiché il debito pubblico è stato sinora emesso in euro, se la Grecia torna alla vecchia moneta, il suo peso rispetto al pil crescerà in relazione al tasso di deprezzamento. Ipotizzando, ad esempio, che dopo un periodo di transizione e dai contraccolpi psicologici duri, la dracma si stabilizzi a un valore del 30% più basso rispetto al cambio fisso con cui Atene entro nell’Eurozona, il taglio dovrà essere non inferiore a questo 30%, altrimenti non avrebbe alcun beneficio per i greci. Inizierà ad essere benefico, invece, se sarà percentualmente superiore al deprezzamento della dracma, comportando un calo del rapporto tra debito/pil. Se con le suddette riforme la Grecia riuscisse ad entrare in un circolo virtuoso di crescita, poi, il debito diverrebbe già in sé sostenibile, in quanto tenderebbe a crescere a un ritmo inferiore al pil. Prima di considerare sempre e comunque una provocazione le parole di Schaeuble, la classe dirigente greca dovrebbe valutare con maggiore realismo tale offerta. Anzi, avrebbe dovuto farlo da tempo, anziché ostinarsi nel tirare il calcio al barattolo.   APPROFONDISCI – La Grexit è evitata o dietro l’accordo la Germania nasconde una strategia?  

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