L’OCSE taglia le stime sulla crescita mondiale e chiede alla Fed chiarezza sui tassi USA

Le nuove stime dell'OCSE sull'economia mondiale sono meno brillanti di quelle di giugno. Previsioni in forte peggioramento per il Brasile. Appello agli USA: siate chiari sui tassi.

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Le nuove stime dell'OCSE sull'economia mondiale sono meno brillanti di quelle di giugno. Previsioni in forte peggioramento per il Brasile. Appello agli USA: siate chiari sui tassi.

Sono uscite le nuove stime dell’OCSE sull’economia mondiale e ci sono alcune rilevanti novità. Per quest’anno, il pil del pianeta dovrebbe crescere del 3%, meno del 3,1% atteso a giugno, mentre l’anno prossimo la crescita dovrebbe accelerare al 3,6%, -0,2% rispetto alle previsioni di 3 mesi fa. Nel dettaglio, l’economia si espanderebbe quest’anno del 2,4% negli USA e del 2,6% l’anno prossimo, ovvero rispettivamente +0,4 e -0,2% rispetto a quanto previsto a giugno. Quanto all’Eurozona, il pil dovrebbe crescere dell’1,6% nel 2015 e dell’1,3% nel 2016, ossia lo 0,1% in più quest’anno e lo 0,2% in meno l’anno prossimo, in relazione alle precedenti stime. Al suo interno, la Germania registrerebbe nel biennio rispettivamente un +1,6% e un +2% (-0,4% per il 2016), la Francia dovrebbe crescere quest’anno dell’1% (-0,1%) e l’anno prossimo dell’1,4% (-0,3%). L’economia italiana si espanderebbe nel 2015 dello 0,7% (+0,1%) e nel 2016 dell’1,3% (-0,2%).   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/leurozona-delude-la-sua-economia-cresce-solo-dell13-nel-secondo-trimestre/  

Economie emergenti meno dinamiche

Invariate le stime per il Regno Unito, in crescita del 2,4% e del 2,3% rispettivamente, mentre è pesante la previsione sul Brasile, che resterebbe in recessione almeno fino a tutto l’anno prossimo. In particolare, quest’anno il suo pil dovrebbe contrarsi del 2,8% (-2%) e l’anno prossimo dello 0,7% (-1,8%). Lievi revisioni al ribasso anche per l’India, al +7,2% e +7,3% rispettivamente, -0,1% per ogni anno. Infine, la Cina non dovrebbe raggiungere il target fissato dal governo di Pechino per una crescita del 7%, fermandosi nell’anno in corso al 6,5% (-0,1%) e l’anno prossimo al 6,7% (-0,2%). Il capo-economista dell’OCSE, Christine Mann, nel corso di un’intervista ha sostenuto che non sarà importante per il mercato verificare che il primo rialzo dei tassi USA avvenga domani o a dicembre, mentre risulterà decisiva la valutazione del successivo percorso seguito dalla Federal Reserve per la stretta monetaria. In particolare, Mann ha invitato l’istituto a una maggiore chiarezza sulla tempistica che sarà seguita nei rialzi successivi, perché lo scollamento tra le previsioni dei mercati e la realtà potrebbe indebolire la congiuntura economica dell’America. Bisogna rimuovere l’incertezza che affrontano i mercati emergenti, spiega.   APPROFONDISCI – https://www.

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