L’OCSE ammonisce l’Italia: meno tasse sul lavoro e più accise, IMU e bollo auto

L'OCSE taglia le stime di crescita dell'economia mondiale, lancia l'allarme recessione, basandosi sui dati deboli del commercio mondiale e raccomanda all'Italia di alzare le tasse sulle accise, sul bollo auto e sulle case, sgravando il lavoro.

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L'OCSE taglia le stime di crescita dell'economia mondiale, lancia l'allarme recessione, basandosi sui dati deboli del commercio mondiale e raccomanda all'Italia di alzare le tasse sulle accise, sul bollo auto e sulle case, sgravando il lavoro.

Nel suo Economic Outlook, l’OCSE taglia le stime di crescita per l’economia mondiale al 2,9% per quest’anno e al +3,3% nel 2016 dal +3% e +3,6% rispettivamente previsti 2 mesi fa. In primavera, poi, le stime erano ancora più ottimistiche e pari al +3,1% e +3,8% per il biennio in corso. La crescita è attesa al 3,6% per il 2017. Ad avere raffreddato le aspettative sono le economie emergenti, che crescerebbero quest’anno del 3,7%, l’anno prossimo del 4,2% e tra 2 anni del 4,6%. Il loro tasso di crescita era atteso a giugno al 4,2% e al 4,9% rispettivamente per gli anni 2015  e 2016. Le stesse economie avanzate, però, andrebbero complessivamente peggio delle previsioni precedenti, crescendo quest’anno un po’ di più di quanto stimato a giugno, ovvero del 2% contro il +1,9%, ma l’anno prossimo si dovrebbero accontentare di un +2,2% dal +2,5% e tra 2 anni del +2,3%. I bassi prezzi delle materie prime e le politiche monetarie espansive dovrebbe stimolare le economie, si legge nel Rapporto.

Allarme recessione globale

Tuttavia, l’OCSE mette in guardia dalla bassa crescita del commercio mondiale, che viene considerato un indicatore del livello di produzione delle economie del pianeta. I volumi aumenteranno quest’anno solamente del 2%, in rialzo di appena il 4,8% rispetto al 2007, un tasso, spiega, compatibile con uno stato di “recessione globale”. La minaccia deriverebbe oggi dai mercati emergenti, mentre nel 2012-’13 proveniva dalle economie avanzate. Tra le emergenti, l’economia cinese dovrebbe crescere nel 2016 del 6,5% (da 6,7%)  e del 6,2% nel 2017. Gli USA dovrebbe espandersi del 2,4% quest’anno, del 2,5% l’anno prossimo e del 2,4% nel 2017. Il Regno Unito crescerebbe nel triennio rispettivamente del 2,4%, 2,4% e 2,3%, il Giappone dello 0,6%, l’1% e lo 0,5%. Il Brasile arretrerebbe del 3,1% quest’anno, dell’1,2% l’anno prossimo e tornerebbe alla crescita (+1,8%) solo nel 2017.

Male anche la Russia, in recessione sia quest’anno che nel 2016 (-4% e -0,4%), in crescita dell’1,7% nel 2017.  

Economia italiana migliora, ma debolezze da crediti deteriorati ed export

E veniamo all’Italia. L’OCSE alza le stime di crescita allo 0,8% per l’esercizio in corso (da +0,7% di settembre), mentre prevede un’espansione dell’1,4% per il prossimo anno e per il 2017. Il governo Renzi stima per quest’anno una crescita lievemente superiore, ossia dello 0,9%. Nel quarto trimestre, sostiene l’istituto con sede a Parigi, il pil italiano crescerebbe dell’1,3% su base annua. Peggiorano, tuttavia, le prospettive sul debito, atteso nel 2015 al 134,3% del pil, per scendere al 133,5% l’anno prossimo e al 131,8% nel 2017. Il deficit scenderebbe quest’anno al 2,6% del pil e solamente al 2,2% nel 2016 e all’1,6% nel 2017. Miglioramenti limitati anche per l’occupazione, attesa al 12,3% quest’anno, all’1,7% nel 2016 e all’11% tra 2 anni. Nel frattempo, l’inflazione rimarrà molto bassa, ovvero allo 0,2% quest’anno, allo 0,8% l’anno prossimo e all’1,2% nel 2017. L’occupazione crescerebbe quest’anno dello 0,8% e dell’1,4% all’anno nel biennio 2016-’17. I consumi saliranno dello 0,7% nel 2015, dell’1,4% nel  2016 e dell’1,2% nel 2017.

OCSE consiglia di tassare di più case, benzina e auto

L’Organizzazione si mostra ottimista sulle prospettive di crescita a medio termine dell’Italia,  grazie alle “significative riforme” varate in questi mesi, come quella della Pubblica Amministrazione, della scuola, del Jobs Act, sui fallimenti. Ma l’alto livello dei crediti deteriorati delle banche sarebbe un limite alla ripresa degli investimenti, anche perché la creazione di una “bad bank” sarebbe poco compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di stato. Al contempo, le esportazioni resterebbero fiacche, crescendo del 4,1% quest’anno, ma rallentando al +3,3% l’anno prossimo e salendo del 4,6% nel 2017, a causa della debolezza dei mercati esteri, specie della Russia. Infine, l’OCSE raccomanda all’Italia di spostare il carico fiscale dal lavoro ai consumi e gli immobili, tagliando i contributi previdenziali per stimolare le assunzioni, aumentando le imposte ambientali (le accise) e regolando quelle sui veicoli, in modo da gravare maggiormente su quelli che emettono maggiore anidride carbonica.

         

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