Lockdown a febbraio per diminuire i casi e l’incubo delle “spiagge vietate” in estate

Alcune ipotesi per i prossimi mesi, dal lockdown duro all'incognita spiagge.

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Terza ondata e picco

Mentre continua la campagna vaccinale non senza qualche problema relativo ai ritardi, gli esperti iniziano a delineare come saranno i prossimi mesi, in particolare la prossima estate, in previsione dell’apertura delle spiagge

Si potrà andare in spiaggia? I dubbi degli esperti

Era stato Andrea Crisanti a specificare che gli effetti del vaccino si inizieranno a vedere non prima di settembre o ottobre, dunque è facile ipotizzare che per i prossimi mesi bisognerà aspettarsi una stagione da vivere con molta prudenza. A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio 1, Crisanti ha spiegato che: 

 “La suddivisione in zone ci lascerà in questa situazione intermedia, con questo numero di casi abbastanza elevati accompagnati da una mortalità non indifferente. Ci dovremmo abituare a vedre circa 300 morti al giorno circa, numeri un po’ più bassi che vedremo tra un paio di settimane. Andremo avanti con le zone fino a che non ci sarà l’impatto del vaccino, quindi verso settembre – ottobre”.

In merito alle spiagge l’esperto ha parlato di molta cautela, addirittura di più rispetto allo scorso anno, anche perchè sembra molto probabile che le zone a colori su base regionale andranno avanti fino all’autunno. 

Primi risultati all’inizio dell’estate e la possibilità di un nuovo lockdown

L’incognita delle spiagge aperte o chiuse per la prossima estate è stata in parte smorzata da Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, che a Lunatici su Rai Radio 2 ha detto che i primi risultati della campagna vaccinale si vedranno alla fine della primavera: “Se la campagna vaccinale va come deve andare, io credo che verso la fine della primavera, l’inizio dell’estate, possiamo tentare di cominciare a respirare, anche se mantenendo la rigorosa osservazione di certi criteri di protezione”.

 

Intanto, per la giornata di oggi si attende il nuovo report dell’ISS che cambierà colore alle Regioni. Secondo l’epidemiologo Francesco Forastiere, professore all’Imperial College di Londra per far scendere la curva servirebbe un lockdown programmato a febbraio, magari di 1 mese, anche perché febbraio è un mese ancora a rischio influenza. Secondo Forastiere, che è intervenuto all’Adnkronos, solo un lockdown duro di un mese, come quello del marzo scorso, potrebbe far scendere i casi in modo radicale. 

Per adesso il Governo non ha parlato di nessun lockdown e si continuerà ad andare avanti con le zone rosse, arancioni e gialle, presumibilmente ancora per parecchi mesi.

Vedi anche: Possibili lockdown, varianti covid e zone rosse: le previsioni in chiaro scuro per l’estate

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